Festival di Sanremo, Corecom: perplessità per la scelta della giuria radio (Foto Pixabay)

I Corecom contestano la scelta della giuria radio al festival di Sanremo. Non c’è festival senza un corredo di polemiche, preoccupazioni e contestazioni. E questa volta a intervenire sono i Comitati regionali per le comunicazioni, organi funzionali dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che in una nota esprimono “perplessità e preoccupazione per le modalità di individuazione delle emittenti radiofoniche chiamate a comporre la giuria radio del Festival di Sanremo edizione 2026”.

La giuria radio del Festival di Sanremo

Secondo i Corecom la scelta quest’anno è stata affidata a una società di sondaggi che avrebbe adottato “criteri di esclusione territoriale”.

I Corecom gestiscono il ROC, il Registro degli Operatori di Comunicazione, “strumento ufficiale – spiega la nota – che certifica tutti gli operatori del settore radiotelevisivo, garantendo una mappatura aggiornata della copertura radiofonica dell’intero territorio nazionale, elemento sostanziale e rilevante per comporre una giuria radiofonica equa e rappresentativa”. E i Corecom regionali garantiscono “rappresentatività ed equilibrio geografico tra le emittenti radiofoniche”.

“Parrebbe di contro, che la società di sondaggi indicata abbia escluso intere rappresentanze radiofoniche territoriali – informa la nota dei Corecom – Opportuno inoltre sottolineare: pare quantomeno strano che Rai, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, abbia ritenuto più opportuno affidare il servizio ad una società privata a pagamento piuttosto che fruire del servizio qualificato e gratuito dei Corecom”.

Codacons: pronti a chiedere lo stop ai voti della giuria radio

Alla segnalazione dei Corecom si aggancia il Codacons, che si dichiara pronto a chiedere lo stop ai voti per gli artisti provenienti dalla giuria delle radio.

La scelta della Rai, e la possibile esclusione di rappresentanze radiofoniche territoriali, è per il Codacons “una circostanza che, se confermata, potrebbe compromettere la classifica finale del Festival: il principio di rappresentatività delle radio chiamate a esprimere un voto sui cantanti in gara verrebbe infatti leso, non garantendo equità al giudizio della Giuria delle Radio, con possibili vantaggi per alcuni artisti a discapito di altri e conseguenze indirette per i telespettatori che da casa spendono soldi attraverso il televoto e concorrono alla formazione della classifica finale”.

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