Giornata mondiale del risparmio

Giornata mondiale del risparmio, l'indagine annuale

Italiani in bilico tra gli effetti della crisi economica degli anni passati e il timore che se ne verifichi un’atra a breve termine. È questo il sentimento principale emerso dall’annuale indagine di Acri (Associazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio Spa) e Ipsos in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio.

Il generale scetticismo sul futuro dell’economia del Paese non trova però riscontro nella riflessione sulla percezione della situazione personale. Il 59% degli italiani si dice  soddisfatto della propria situazione economica, dato in crescita di 4 punti rispetto al 2018 e di 17 rispetto al 2013, il miglior dato dopo quello del 2001 (65%). E ancora un 24% ritiene che la propria situazione migliorerà nel corso del 2020, mentre solo il 14% è pessimista. Questi dati positivi non devono far dimenticare che quasi 1 famiglia su 5 è colpita dalla crisi in almeno uno dei componenti il nucleo familiare (18%), dato comunque in riduzione (nel 2018 era il 24%).

 

Giornata Mondiale del Risparmio 2019
Giornata Mondiale del Risparmio 2019

L’Europa e l’Euro

Rispetto all’Europa, i cittadini hanno reazioni ambivalenti: l’oggi delude molto, ma appena si sposta lo sguardo sul futuro si ritrova l’antico europeismo: per la grande maggioranza sarebbe un grave errore uscire da UE (73%) e l’euro nel futuro sarà sempre più un vantaggio (60%).

L’Unione Europea continua a dividere gli Italiani: il 49% ne ha fiducia, mentre il 51% ne ha poca. Se questa bassa fiducia aleggia ormai da anni – come riportano anche i dati di Eurobarometro di giugno 2019 (il 55% non si fida dell’UE) – è anche vero che per il 65% dei nostri concittadini l’Europa andrà nella giusta direzione: questo dato è in forte crescita rispetto al 2018 (+14 punti percentuali), e si contrappone al contenuto 24% che ritiene che l’Europa stia andando nella direzione sbagliata.

Risparmio e Consumi: ultimi 12 mesi e attese per i prossimi 12

Il risparmio continua ad essere desiderato, e lo si vive sempre più con tranquillità, senza troppe rinunce (55%, + 7 punti percentuali rispetto al 2018); ciò è segno di un ritorno alla ‘normalità’ economica delle famiglie che – sia pur con lentezza – continua a farsi strada, e come evidenzia anche la maggiore rilassatezza nei consumi.

Da un lato aumentano le famiglie che riescono a risparmiare (42%), anche tra coloro che sperimentano qualche difficoltà, dall’altra si riducono le famiglie in saldo negativo (16%, -6 punti percentuali rispetto al 2018), ossia coloro che devono ricorrere a prestiti o al risparmio accumulato. E del resto questo è testimoniato anche dalla maggiore capacità di far fronte alle spese impreviste, il 79% non avrebbe difficoltà per una spesa di 1.000€ (era il 78%), il 39% per una spesa imprevista di 10.000€ (era il 36% un anno fa).

I consumi continuano il progressivo recupero, trainati da telefonia (+16) ed elettronica (+8), dalle spese per auto e spostamenti (+6), e dai prodotti alimentari e per la casa (+6%), oltre al continuo aumento del ricorso ai farmaci (+34). In aumento quindi sono soprattutto i semi-durevoli, il saldo delle famiglie che variano in positivo: questi passa da -3 a +10 %, e si attenua il saldo negativo per la cura di sé, da -14 a -6 ed il fuori casa, da -30 a -21.

La relazione tra risparmio e investimento

Non perde vigore la predilezione degli italiani per la liquidità (63%), sia per indole, sia per trovarsi più preparati in un contesto incerto. Nel valutare le proprie scelte di risparmio e investimento emerge il desiderio di impatto sociale positivo: il cittadino può e deve fare la sua parte.

Le preoccupazioni future, come motivazione del risparmio, salgono dal 37% al 48%; rimane stabile al secondo posto, 26%, la volontà di risparmiare per un progetto futuro.

Si fatica in questi anni a trovare l’investimento ideale, a tal punto che per il 35% l’ideale è proprio non investire, tenersi i soldi o spenderli, dato in crescita di 5 punti rispetto al 2018 e che raggiunge il massimo della serie (nel 2001 erano il 21%).

Scende di 6 punti l’attrazione verso titoli considerati più sicuri, oggi ideali per il 25%, rimangono stabili il ‘mattone’ al 33% e gli investimenti più rischiosi al 7%. Nei fatti, rispetto allo scorso anno, aumentano i correntisti (85%, + 4 punti percentuali rispetto al 2018) e coloro che approcciano il risparmio gestito (16%, + 4 punti).

Risparmio e sostenibilità

Cresce la consapevolezza degli italiani rispetto ai temi della sostenibilità (71% ne ha sentito parlare), e di conseguenza la loro preoccupazione, che determina una volontà di agire in prima persona sia come consumatore (52% più attento nei consumi), sia come risparmiatore (36% più attento negli investimenti). La sostenibilità sembra diventare quasi un prerequisito, piuttosto che un elemento di differenziazione, che in futuro non potrà non essere soddisfatto.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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