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Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali. I libri resistono in pandemia

La lettura in pandemia ha resistito. Il libro ha confermato di avere un ruolo nella dieta culturale degli italiani. E dopo una contrazione della lettura durante i mesi del primo lockdown, meno netta se si considerano anche gli e-book, gli italiani sono tornati a leggere.

La stabilità del mercato del libro e la resistenza della lettura sono avvenute all’interno di «un’autentica rivoluzione dei consumi culturali», si legge nel Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021), la ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura e realizzata dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori.

La lettura i consumi culturali nel 2020

Scrive nella presentazione il presidente del Centro per il libro e la lettura Marino Sinibaldi: «Ancora più sinteticamente, si può parlare di un gigantesco processo di alfabetizzazione digitale. Le pratiche culturali – letture, ascolti, visioni – si sono redistribuite, trasferendo nella sfera virtuale una quantità di esperienze che avvenivano in presenza, nei luoghi, e le forme della socialità inibita dalla pandemia».

Ci sono state le grandi piattaforme neotelevisive e le loro narrazioni, che si sono conquistate spazio nei consumi culturali e all’interno delle case. Ma la lettura e i libri hanno mantenuto un loro spazio «solido, accessibile, rilevante».

Il libro bianco, informa una nota, mostra «la resistenza della pratica della lettura in Italia anche durante la pandemia: pur nel mezzo di tempestose trasformazioni tecnologiche e nelle abitudini dei consumi dei cittadini, rese ancora più evidenti nel contesto di emergenza dei mesi scorsi, il libro conferma il suo ruolo speciale, solido e rilevante nella dieta culturale della società». Dall’altro fornisce elementi utili proprio in ottica futura, per l’avvio di una ripartenza che nel 2021 sarà sostenuta dal Centro per il libro e la lettura con interventi per oltre 35 milioni di euro.

 

infografica lettura
Libro bianco sulla lettura
e i consumi culturali in Italia
(2020-2021)

 

La lettura degli italiani nel 2020

La ricerca del Libro bianco prende in esame il settore editoriale e del libro in Italia, analizza i consumi dei lettori durante le diverse fasi della pandemia, le misure di sostegno adottate dal Governo e dal Parlamento, il modo in cui gli editori hanno reagito di fronte all’emergenza.

Il primo dato che emerge dallo studio è la resistenza del settore, sia dal punto di vista di mercato, sia per il valore attribuito al libro e alla lettura. Tanto è vero che dopo una prima flessione durante il lockdown gli italiani sono tornati a leggere con un’intensità maggiore rispetto a prima della pandemia.

In valori assoluti, e considerando la lettura nel suo complesso – quindi libri, e-book, audiolibri – la popolazione dei lettori in Italia è cresciuta dai 26,3 milioni di individui dell’ottobre 2019 ai 27,6 milioni dell’ottobre 2020. Anche il fatturato complessivo del settore ha fatto registrare un dato positivo: +2,3 a fine 2020, con una tendenza in crescita anche nelle prime otto settimane del 2021 (+25% nei libri a stampa).

La lettura durante il lockdown

L’analisi della lettura nei mesi dell’emergenza sanitaria si basa su due rilevazioni, una fatta a maggio 2020 (quindi a fine lockdown) e una seconda a ottobre 2020.

«L’indagine di maggio – si legge nel Libro bianco – mostrava dei lettori italiani «distratti» dalla pandemia, con poco tempo da dedicare alla lettura di libri in giornate passate a seguire le mille notizie che ossessivamente TV, siti Internet di informazione e social media riversavano su cittadini comprensibilmente attoniti. Quella di ottobre mostra dati diversi, in cui tutte le dimensioni della lettura crescono».

La lettura «nel complesso» (libri, e-book, audiolibri) tra maggio e ottobre passa dal 58% della popolazione 15-74 anni, al 61%. In valori assoluti, da 26,2 milioni di individui a 27,6 milioni (+5%). Cresce sia la lettura dei libri che dei formati digitali. È anche vero che i lettori digitali compensano solo in parte i non lettori, che comunque rimangono una fetta grande, tanto che l’area della non lettura si è ampliata.

 

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Le difficoltà della lettura in pandemia

La resistenza della lettura e del libro si scontrano con la difficoltà di trovare tempo e tranquillità nella prima fase della pandemia. La lettura di un libro, o di un ebook, è attività cui gli italiani dedicano in media meno di un’ora continuativa al giorno, spiega il Libro bianco. E nei mesi dell’emergenza è stata sommersa da altre attività, come informarsi, seguire programmi tv, frequentare smartphone e chat, servizi di teleconferenza e via dicendo. A maggio 2020, fra diversi comportamenti monitorati, il 34% degli intervistati indicava la lettura tra le attività che aveva svolto «più spesso», il 16% «meno spesso» rispetto al passato.

«Quasi la metà (il 47%) di chi tra marzo e aprile non aveva letto alcun libro, indicava tra le prime ragioni la mancanza di tempo; il 35% la mancanza di spazi tranquilli (in casa) dove leggere; il 33% la preoccupazione che «ha tolto la voglia di leggere»; il 32% affermava di aver dedicato più tempo alla lettura di giornali e periodici (di carta e online) rispetto a quella dei libri. In casa, durante il lockdown, la lettura di libri (e-book, audiolibri) era stata dunque schiacciata da altre attività, si era dovuta ritagliare a fatica degli spazi. Ma in qualche modo c’era riuscita».

A fine ottobre 2020, il 45% degli intervistati prevede di comprare dei libri nei 3-4 mesi successivi e il 52% di leggerli.

 

 

Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021)
Libro bianco sulla lettura
e i consumi culturali in Italia
(2020-2021)

 

La transizione digitale

Il 2020 ha accelerato la transizione digitale.

Spiccano ancora fra i dati del Libro bianco l’aumento della platea di lettori di e-book (dal 20% al 32% della popolazione tra i 15 e i 74 anni, contando sia chi legge solo e-book, sia chi li alterna ai libri di carta), il decollo del comparto degli audiolibri, lo sviluppo del prestito bibliotecario digitale (+250% durante il primo lockdown, +103% a dicembre 2020). Oltre a tutta una serie di innovazioni tecnologiche a vari livelli della filiera editoriale.

La lettura insomma ha resistito e ha mantenuto uno spazio ritenuto solido e rilevante all’interno della redistribuzione dei consumi culturali che c’è stata nel 2020.

«Il dato resistente della lettura va interpretato anche come reazione di fronte alla situazione drammatica della pandemia. Evidentemente nei libri e la lettura abbiamo cercato, se non delle risposte, un modo per mettere ordine alle domande, alle inquietudini, alle angosce di questo momento particolare – ha detto Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura – Di fronte al moltiplicarsi di possibilità e piattaforme digitali che tutti in questi mesi abbiamo sperimentato, il fatto che la lettura mantenga e forse accresca il suo spazio se può essere un dato incoraggiante anche sul piano economico e industriale è soprattutto molto significativo dal punto di vista psicologico, culturale e, verrebbe da dire, morale».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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