Mercosur, di cosa si tratta? (Foto Pixabay)
Mercosur, l’accordo commerciale fra vantaggi e rischi
L’Ue ha siglato l’accordo commerciale con i paesi del Mercosur. Ma cosa prevede l’accordo, quali i punti di forza e quali i rischi?
Dopo anni di travaglio l’Unione europea ha siglato l’accordo commerciale con il Mercosur, un mercato che comprende Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile, con la promessa di aprire un mercato di oltre 700 milioni di persone e circa un quarto del Pil mondiale. Prima di entrare in vigore, il patto dovrà essere ratificato a livello nazionale ed europeo. L’accordo, siglato il 17 gennaio ad Asuncion, in Paraguay, può creare un’area di libero scambio pari al 20% del Pil mondiale ma la sua strada non sarà facile a causa delle numerose proteste già fatte o annunciate, come quelle degli agricoltori, il mondo più in fermento nei confronti del contenuti dell’accordo.
L’accordo crea un’area di libero scambio che coinvolge 700 milioni di consumatori. L’intesa si basa sulla progressiva eliminazione dei dazi all’esportazione da parte dell’Europa e può dunque aprire ai prodotti europei il mercato sudamericano. Fra le critiche principali ci sono quelle del mondo agricolo, che teme l’arrivo di importazioni a prezzi bassi, e il timore generalizzato di un arrivo di prodotti a basso costo o di minor qualità per la presenza di regole meno stringenti su tracciabilità dei prodotti, ambiente, prodotti fitosanitari, benessere animale.
Un mercato da 700 milioni di consumatori
La Commissione europea ha parlato di “una tappa storica tra le due regioni e una piattaforma ambiziosa per rafforzare le relazioni economiche, diplomatiche e geopolitiche”.
L’accordo, firmato il 17 gennaio, “creerà una delle più grandi zone commerciali al mondo, coprendo un mercato di circa 700 milioni di consumatori. L’Accordo offrirà nuove opportunità commerciali sostanziali alle aziende di tutta l’UE, portando a un aumento stimato del 39% delle esportazioni annuali verso il Mercosur (un valore di circa 49 miliardi di euro), sostenendo al contempo centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’UE”.
La Commissione rivendica poi che l’accordo “invia anche un forte segnale geopolitico, dimostrando l’impegno condiviso dell’UE e del Mercosur verso il multilateralismo e l’ordine internazionale basato su regole”.
Fra le opportunità create dall’accordo, Bruxelles rivendica l’eliminazione dei dazi sulle esportazioni UE, inclusi prodotti agroalimentari e industriali chiave come automobili, macchinari e prodotti farmaceutici, con un risparmio in dazi annui per le imprese UE stimato in 4 miliardi di euro; il fatto di rendere più semplice, veloce e sicuro investire nelle principali catene di approvvigionamento, incluse materie prime critiche e beni correlati; il rafforzamento della sicurezza economica e il sostegno alla transizione verde e digitali per entrambe le parti.
L’accordo eliminerà i dazi all’importazione su oltre il 91% delle merci dell’UE esportate nel Mercosur. E l’impatto complessivo sull’intera economia europea è stimato in quasi 80 miliardi di euro una volta che l’accordo sarà pienamente attuato.
Il mercato del Mercosur si aprirà dunque all’accesso dei prodotti agroalimentari, con un aumento delle esportazioni agricole che Bruxelles stima fino al 50% attraverso la riduzione dei dazi su prodotti quali vino, liquori, olio d’oliva e latticini. Prevista anche la protezione di 344 indicazioni geografiche dell’Ue dalla concorrenza sleale e dall’imitazione.
Mercosur e rischi
Ma i rischi ci sono. Fra le critiche mosse all’accordo Ue-Mercosur ci sono quelle che sottolineano i rischi di deforestazione e cambiamento climatico legato all’espansione dell’agricoltura intensiva, l’uso dei pesticidi (molti non sono vietati come in Ue), l’allentamento delle tutele sanitarie per quanto riguarda le norme sulla sicurezza alimentare e sul benessere animale, il rischio che arrivino sul mercato prodotti con standard sanitari meno rigorosi, i rischi di concorrenza sleale e la tutela dei diritti dei lavoratori agricoli e delle comunità indigene.
La Commissione europea, dal canto suo, spiega che “mentre i paesi terzi hanno ovviamente il diritto di definire i propri standard di sicurezza alimentare applicabili sul loro territorio, gli alimenti possono essere importati nell’UE e immessi sul mercato per i consumatori solo se e quando sono conformi ai nostri standard e alle nostre norme.”
Cosa cambia per il consumatore?
Cosa cambia per il consumatore? Codici Lombardia propone un’analisi dell’accordo e spiega che l’impatto si gioca su prezzo, scelta e garanzie.
Su alcuni prodotti i prezzi possono scendere per il calo dei dazi. E possono arrivare più prodotti sugli scaffali. La domanda vera riguarda i controlli e le garanzie sull’effettivo rispetto degli standard europei.
Le criticità riguardano dunque la presenza di una filiera che rischia di essere poco chiara, la concorrenza su allevamento e agricoltura, l’impatto reale sulla deforestazione.
“In una fase economica segnata dall’aumento del costo della vita – dichiara Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia – ogni misura che possa alleggerire la spesa delle famiglie merita un’analisi attenta e non ideologica. L’eliminazione dei dazi e una maggiore apertura dei mercati possono rappresentare un’opportunità concreta, ma solo se accompagnate da garanzie rigorose”.
Rimane però fondamentale il pieno rispetto degli standard europei su sicurezza, qualità e tracciabilità dei prodotti. Servono controlli efficaci alla frontiera e lungo la filiera, trasparenza e prudenza quando si parla di metodi di produzione, uso di pesticidi, strumenti di monitoraggio contro i rischi di deforestazione legati alle produzioni agricole.
“Il consumatore – prosegue Zanon – deve essere tutelato non solo sul prezzo, ma soprattutto sulla qualità e sulla sicurezza di ciò che arriva sulle nostre tavole. Su questo punto non sono ammissibili compromessi”.

