Meta

https://pixabay.com/it/illustrations/meta-logo-internet-6946715/ (Foto Pixabay)

Da marzo di quest’anno Meta AI è arrivata su WhatsApp. Meta infatti, in posizione dominante nei servizi di comunicazione via app, ha deciso di pre-installare il proprio servizio di intelligenza artificiale su WhatsApp. E ora l’Antitrust ha deciso di aprire un’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante. Per l’Autorità, infatti, Meta potrebbe “imporre” ai propri utenti l’utilizzo dei propri servizi di chatbot e assistenza AI.

L’intelligenza artificiale Meta AI su WhatsApp senza la richiesta degli utenti

Il Garante per la Concorrenza, agendo in stretta collaborazione con gli uffici competenti della Commissione europea, ha avviato dunque un procedimento istruttorio nei confronti di Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. – indicate come Meta – per presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Da marzo 2025, ricorda l’Antitrust, Meta ha deciso di pre-installare il proprio servizio di intelligenza artificiale, chiamato Meta AI, abbinandolo all’app WhatsApp senza che gli utenti lo abbiano chiesto. Peraltro, Meta AI è stato posto sulla schermata in una posizione prominente e integrato nella barra di ricerca.

Il servizio è stato installato in Italia e in altri Stati Ue. Su WhatsApp è dunque comparsa un’icona a forma di cerchio dai colori cangianti che consente agli utenti, già iscritti al servizio di messaggistica, anche l’uso del servizio di intelligenza artificiale. Se si clicca sull’icona, si apre una nuova chat nella quale è possibile porre domande all’intelligenza artificiale. Meta AI è poi integrato nella barra di ricerca di WhatsApp, in posizione preminente, permettendo agli utenti di interagire direttamente con l’assistente virtuale senza dover aprire una chat separata.

“Il servizio di Meta AI è stato reso autonomamente disponibile agli utenti senza che questi si siano attivati in tal senso. In altri termini, la scelta di META è stata quella di pre-installare Meta AI e di porlo in posizione prominente sulla schermata, rendendo tale servizio immediatamente disponibile per tutti i propri utenti di WhatsApp”, spiega l’Antitrust nell’avvio del procedimento.

Meta AI, i rischi

Al momento non è possibile eliminare l’icona di Meta AI né rimuovere la barra di ricerca. Allo stato, spiega ancora l’Antitrust, non è chiaro se e in che misura le domande poste dagli utenti WhatsApp e le interazioni con Meta AI vengano usate per addestrare questo modello di intelligenza artificiale. Per l’Antitrust “sembra che le interazioni dell’utente con Meta AI siano utilizzate per il training del modello, ad eccezione dei messaggi privati e salvo l’eventuale richiesta contraria formulata nell’ambito della singola chat”.

Per l’Antitrust, dunque, abbinando Meta AI con WhatsApp “Meta appare in grado di trainare la propria base utenti nel nuovo mercato, non attraverso una concorrenza basata sui meriti, ma “imponendo” agli utenti la disponibilità dei due servizi distinti con potenziale pregiudizio dei servizi concorrenti”.

Esiste dunque il rischio “che gli utenti possano restare “bloccati” o funzionalmente dipendenti da Meta AI anche perché tale servizio, utilizzando le informazioni fornite nel tempo, sarebbe in grado di dare risposte sempre più utili e rilevanti”.

L’Antitrust fa sapere che ieri i suoi funzionari hanno svolto ispezioni nelle sedi della controllata italiana di Meta, Facebook Italy S.r.l., con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Meta: “Stiamo collaborando”

La replica di Meta: “Offrire accesso gratuito alle nostre funzionalità di intelligenza artificiale su WhatsApp dà a milioni di italiani la possibilità di scegliere di usare l’IA in un ambiente che già conoscono, di cui si fidano e che comprendono. Stiamo collaborando pienamente con il Garante italiano della concorrenza”.

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