Minori e salute mentale, Ospedale Bambino Gesù: i campanelli d’allarme cui fare attenzione (Foto di Ana Krach da Pixabay)

In Italia circa un minore su cinque soffre di un disturbo mentale. E negli ultimi dieci anni al Pronto Soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le consulenze neuropsichiatriche sono aumentate del 500%. In media si fanno circa 4 consulenze al giorno. Dopo la disidratazione e la febbre, i disturbi mentali sono la terza causa di accesso al pronto soccorso del Bambino Gesù.

In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza che cade domani, l’ospedale diffonde un quadro generale della salute mentale dei minori e soprattutto pone l’attenzione sui campanelli d’allarme cui prestare attenzione, soprattutto durante l’adolescenza.

«Negli ultimi 10 anni le consulenze neuropsichiatriche presso il pronto soccorso dell’Ospedale sono aumentate del 500%» racconta il professor Stefano Vicari responsabile della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù.

Minori e salute mentale, disturbi per 2 milioni in Italia

Nel mondo circa 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticato. Secondo l’Unicef si tratta di circa 166 milioni di adolescenti: a livello mondiale circa la metà dei problemi di salute mentale si manifesta entro i 18 anni, nonostante molti casi rimangano non individuati e non trattati.

In Europa i minori che hanno un problema di salute mentale sono 11,2 milioni (13%). L’8% degli adolescenti (15-19 anni) soffre di ansia, il 4% di depressione. Il suicidio è la seconda causa di morte (circa un decesso su sei) dopo gli incidenti stradali.

In Italia, infine, i dati della Società italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dicono che circa 1 minore su 5 soffre di un disturbo mentale, pari a 2 milioni di minori.

Si va dalla depressione al ritiro sociale, dal rifiuto scolastico all’autolesionismo. I minori possono soffrire di ansia e disturbi alimentari. In vista della giornata di domani, gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù indicano i campanelli di allarme a cui prestare attenzione e i consigli per creare un ambiente familiare che favorisca la salute mentale dei figli.

All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le consulenze neuropsichiatriche presso il pronto soccorso sono passate dalle 237 del 2013 alle 1.415 del 2023 con un picco di 1.824 nel 2021. Un aumento del 500%: da 1 consulenza ogni giorno e mezzo di media a circa 4 al giorno. Gli accessi per autolesionismo sono passati dai 25 del 2013 ai 607 del 2023.

Spiega il professor Stefano Vicari: «Le malattie mentali rappresentano la terza causa di accesso al pronto soccorso del Bambino Gesù dopo la disidratazione e la febbre».

Salute mentale, i campanelli di allarme

I campanelli di allarme a cui i genitori devono prestare particolarmente attenzione sono i cambiamenti. Soprattutto quando sono repentini e prolungati nel tempo. Il malessere psicologico di un bambino o di un adolescente si accompagna infatti a cambiamenti emotivi e di comportamento che possono essere molto vari. Spiega l’ospedale che “i cambiamenti possono riguardare il rendimento scolastico, con un repentino peggioramento, la comparsa di difficoltà nel dormire la notte, il peggioramento delle abitudini alimentari (mangiare troppo, mangiare poco, mangiare male), l’abbandono di un’attività sportiva che si praticava con soddisfazione, il ritiro sociale, irritabilità e scontrosità accentuati o un’eccessiva anedonia, cioè la difficoltà a provare piacere per e cose che prima davano piacere”.

 «Ovviamente tutti gli adolescenti di tanto in tanto presentano queste modalità di comportamento – chiarisce Vicari – Ma quando questi atteggiamenti diventano quotidiani, rappresentano un cambiamento evidente rispetto al comportamento abitudinario e durano settimane o mesi, allora è bene chiedere aiuto».

Ci sono anche campanelli d’allarme fisici. È il caso dell’autolesionismo, un fenomeno in crescita soprattutto fra i giovani adolescenti (13-14 anni). Anche il repentino ed eccessivo aumento o perdita di peso può essere un segnale che nasconde un disturbo del comportamento alimentare. Gli esperti consigliano dunque di prestare attenzione al corpo dei propri figli e di osservarli.

«A volte i genitori per pudore o rispetto della privacy dei propri figli evitano di farlo – spiega Vicari – I figli hanno bisogno di essere controllati. È il ruolo dei genitori. La relazione genitore-figlio non è una relazione tra amici, ma tra chi è adulto e chi no, tra chi deve educare e chi deve essere educato».

Come comportarsi?

Come comportarsi a fronte di disturbi e cambiamenti di comportamento? I suggerimenti sono vari. Prima di tutto, essere presenti, valorizzare qualità e quantità del tempo passato con i figli, anche solo stando in silenzio insieme, e ascoltarli.

«Per farlo è necessario trovare il tempo – spiega Vicari – È fondamentale garantire una presenza fisica accanto ai propri figli. Altrimenti la comunicazione rischia di diventare prevalentemente funzionale e direttiva: “Lavati, studia, metti in ordine, hai preparato la borsa?”. Il messaggio che deve passare ai figli è semplice: “Se hai bisogno, io sono qui”».

Un altro consiglio è lasciare che il bambino si annoi e abbia tempo per non fare nulla. Cosa che coltiva creatività e fantasia.

Bisogna poi impedire l’accesso ai farmaci tenuti in casa: negli adolescenti il suicidio è la seconda causa di morte e l’ingestione incongrua dei farmaci è il metodo più utilizzato. È quindi fondamentale che i farmaci presenti in casa non siano facilmente raggiungibili tenendoli chiusi a chiave.

Ancora: limitare l’accesso ai dispositivi elettronici e ai social per evitare forme di dipendenza, che hanno un ruolo sull’aumento delle patologie psichiatriche. Tutti i tipi di dipendenze, sia quelle da stupefacenti – «i bambini oggi iniziano ad usare i cannabinoidi già dalla scuola secondaria di primo grado» racconta Vicari – sia quelle da gioco da azzardo – «circa 1 minore su 3 frequenta le sale scommesse ho gioca al gratta e vinci».

È poi fondamentale chiedere aiuto davanti a campanelli d’allarme che possono indicare la presenza di un problema.

«La cosa importante da sottolineare è che se ne esce – conclude Vicari – Per questo invitiamo i genitori a prestare attenzione ai segnali rivelatori. Ancora oggi esiste un grande stigma, culturale e sociale, a parlare apertamente di disturbi psichiatrici. È invece importante parlarne e chiedere aiuto perché rivolgendosi a chi se ne occupa si può guarire».

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