Premio Dona 2024, l’evento all’Ara Pacis: i valori e connessioni al centro
Oggi la 18esima edizione del Premio Vincenzo Dona. Il tema di quest’anno sono stati i valori e le connessioni
Valori. Nuove connessioni di consumo. È questo il titolo scelto quest’anno per il “Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori” che si è svolto questa mattina presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma.
“Mai come in questo momento c’è bisogno di punti di riferimento solidi, in un mercato che cambia velocemente sotto la spinta dell’innovazione tecnologica”, ha dichiarato il presidente di Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, in apertura dei lavori della giornata che ha visto sul palco l’alternarsi di tante storie diverse che testimoniano come sia effettivamente possibile coniugare sviluppo e sostenibilità, innovazione e rispetto per l’essere umano, business e responsabilità sociale.
Connessioni con l’AI
La prima parte del programma della giornata è stata dedicata all’intelligenza artificiale, tecnologia ormai largamente in uso e destinata a influenzare sempre più la vita quotidiana di cittadini e consumatori.
Federico Ferrazza, Direttore di Wired Italia ha dichiarato che
“Come lo smartphone ci ha trasformati in una sorta di cyborg, ampliando le nostre capacità, l’IA promette di semplificare ulteriormente la nostra vita quotidiana. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che questa trasformazione richiederà una gestione attenta, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro. Non ci aspettano scenari apocalittici, ma sarà fondamentale un dialogo costruttivo tra politica e aziende per gestire i cambiamenti che ci attendono.”
L’Unione europea, per prima al mondo, si è dotata di un Regolamento per definire il quadro giuridico comune che dovrà normare l’utilizzo dell’IA. L’obiettivo finale è quello di arrivare a una tecnologia che sia affidabile e che metta al centro l’uomo.
L’eurodeputato Brando Benifei, co-relatore al Parlamento Europeo del Regolamento sull’IA ha sottolineato che “Negli ultimi anni l’Unione europea ha lavorato molto sull’aumento delle tutele per i consumatori. Sul digitale, in particolare, il Digital Services Act ha fornito agli utenti nuove tutele e diritti verso gli intermediari della rete. Allo stesso tempo, un altro grande traguardo del Parlamento è stato l’inserimento di alcune previsioni a tutela degli utenti nel regolamento sull’Intelligenza artificiale. Infatti, il riconoscimento del diritto alla class action in caso di violazione del regolamento, non previsto nella prima bozza di legge, ha l’obiettivo di ricordarci che ci può essere innovazione solo quando l’essere umano resta al centro”.

Connessioni con l’ambiente
Dalla tecnologia all’ambiente, seconda parola chiave della giornata. Ambiente, è la seconda parola chiave di questa mattinata di confronto. A David Katz, Ceo & Founder, Plastic Bank è andato il Premio Vincenzo Dona, nella sezione “Personalità” per:
“aver sviluppato un sistema che trasforma i rifiuti plastici in opportunità economiche per le comunità vulnerabili, dimostrando che l’innovazione sociale può rispondere alle sfide ambientali creando al contempo valore. Un esempio virtuoso di come ripensare le connessioni tra sostenibilità ambientale, sviluppo sociale ed economia circolare”.
Plastic Bank è un’iniziativa che mira a ridurre l’inquinamento plastico, sensibilizzando le popolazioni più fragili sull’importanza della tutela ambientale.
Ad aggiudicarsi il Premio Dona 2024 nella sezione stampa è la giornalista e conduttrice Mediaset, Simona Branchetti,
“Per il suo impegno nel raccontare con professionalità, accuratezza e stile le trasformazioni del quotidiano, contribuendo a una maggiore consapevolezza del pubblico rispetto al mondo dei consumi”.
Connessioni con le persone
La chiusura dei lavori della giornata è stata affidata allo psicologo Luca Mazzucchelli che ha sottolineato l’impatto psicologico delle nuove tecnologie sulle relazioni umane e sui comportamenti di consumo.
Infine, Riccardo Scandellari, Divulgatore, formatore, consulente in ambito Branding e Comunicazione, ha sottolineato che sui social , luoghi affollati da persone spesso distratte “non possiamo raccontare quello di cui parlano tutti. Dobbiamo aggiungere noi stessi, i nostri valori e le nostre opinioni. Costruire un brand personale non è solo una questione di quantità, di presenza o di ampiezza del pubblico. Un brand personale, in grado di fare la differenza, si materializza in un pubblico che comprende chi è realmente la persona che sta ascoltando, con la quale condivide ideali, stili e soprattutto valori.”

