A quanto ammontano i debiti della Pubblica Amministrazione? Un’enorme mole di denaro che giace nei cassetti degli uffici di tutta Italia o si perde nei meandri di Equitalia. E i Comuni, sempre più schiacciati da tagli e politiche di austerità, devono fare i conti con pacchetti di crediti considerati inesigibili che minano la loro stessa sopravvivenza. E’ come se avessero le mani legate di fronte a chi non paga i debiti, a discapito dei cittadini onesti cui non vengono garantiti i servizi adeguati. E’ in corso il dibattito sul DDL che riforma il recupero crediti nella PA, presentato a marzo dalla Senatrice Ricchiuti (PD).

Attualmente non c’è nessun divieto che impedisce alle PA di affidarsi a società esterne per rendere il processo più veloce ed efficace con effetti positivi sulla liquidità della finanza locale. Uno studio di KPMG ha stimato in più di 5 miliardi il beneficio che deriverebbe da un modello di riscossione dei crediti condiviso, flessibile e misto mano pubblica/operatori privati. Una liquidità che darebbe un po’ di respiro alle casse dei Comuni anche alla luce della riforma contabile che da gennaio 2015 richiede agli Enti locali di accantonare progressivamente i fondi destinati a copertura dei crediti di dubbia esigibilità.

Credit Village, grande incubatore degli operatori della gestione del credito, affronterà il tema durante il Credit Village Day di quest’anno, in programma il 16 novembre a Milano (giunto alla sua decima edizione) e ha fatto il punto con la senatrice Lucrezia Ricchiuti (PD) che a marzo ha presentato il disegno di legge “Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazione“.  Il DDL si prefigge di trasformare in una regola certa l’esternalizzazione della fase stragiudiziale del recupero crediti da parte degli enti locali: sposta l’iter su una fase stragiudiziale, cioè tra la scadenza dei crediti e il recupero coattivo, affidando a società private il patto conciliativo con i cittadini. “La mia proposta di legge è finalizzata a far recuperare in modo celere le entrate di enti locali, Province e società partecipate, che si trovano con tanti debiti di piccoli importi, dall’affitto di immobili comunali alla Tari, che messi insieme fanno una grande cifra – afferma la Senatrice Ricchiuti intervistata da Credit Village – La maggior parte degli uffici pubblici non ha personale specializzato nella riscossione e al massimo manda una lettera prima di passare il debito a ruolo. Il mio provvedimento si inserisce in questo vuoto di competenze, offrendo questo servizio prima che il debito venga iscritto a ruolo. Inoltre c’è un discorso di equità verso i cittadini che pagano le tasse, e si offre una strada più umana a chi si trova momentaneamente in una situazione di difficoltà: invece che vivere con la spada di Damocle della lettera di ingiunzione avrà un contatto diretto con una persona con cui potrà discutere e trovare soluzioni personalizzate”.

In questi giorni sono in corso le audizioni sul DDL in Commissione Finanze del Senato: l’Anci ha già espresso il suo favore al disegno di legge che darebbe un aiuto ai Comuni, in crisi di liquidità. Sono state sentite anche le Associazioni dei consumatori che hanno chiesto di specificare cosa si intende per “debito di modesta entità” e di non addebitare a carico del cittadino nessuna spesa per il servizio di riscossione che deve restare in capo all’ente. In audizione anche Equitalia la quale non ha avanzato grandi perplessità sul DDL anche perché attualmente fornisce questo servizio a pochissimi Comuni (appena 400 su 8000) e con scarsi risultati. 

L’ultima audizione è in programma il 28 settembre con UNIREC che, in qualità di Associazione di categoria delle imprese a tutela del credito, è fortemente favorevole a questa iniziativa legislativa che va nella direzione di sviluppare il settore creando nuovi posti di lavoro e professionalità specializzate che lavorano nel rispetto di codici etici e deontologici. “Con l’iniziativa legislativa della Senatrice Ricchiuti, che spero possa trovare un vasto consenso ed una celere approvazione dal Parlamento, vengono a cadere tutti gli alibi per migliorare la capacità degli Enti Locali a gestire efficacemente il proprio credito, dando un sostanziale contributo all’equità fiscale nel Paese Italia” commenta il Presidente di Unirec Marco Pasini. 

 

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