“Non esisterà un vero Mercato Unico Europeo delle Telecomunicazioni fino a quando non si interverrà in maniera efficace sulle tariffe di accesso all’ingrosso alle reti mobili degli operatori”. I toni preoccupati della dichiarazione rilasciata da Altroconsumo si riferiscono all’attuale proposta di regolamento della Commissione Europea, in discussione in questi giorni, sul tema del roaming. Il timore è che si stia seguendo un percorso un po’ troppo cautelativo e poco ambizioso sulla strada per la realizzazione di un mercato unico realmente competitivo. L’organizzazione indipendente di consumatori chiede a Governo e Ministero dello Sviluppo economico che l’Italia si esprima con una posizione che rispecchi l’interesse dei consumatori. Nella proposta è previsto per il traffico dati un limite di prezzo pari a 0.85 cent/MB quando i costi reali per gli operatori di reti mobili per fornire la connettività dei dati si aggirano intorno ai 0.3 cent/MB. Allo stesso modo, per le chiamate, il limite di 4 centesimi al minuto è alto se si considera che la tariffa media di terminazione delle chiamate mobili in Europa è di 1,06 cent/min. Per poter beneficiare di un mercato delle comunicazioni unico, aperto ed efficiente la riduzione dovrà essere più significativa.

Un approccio da parte del Governo che, al contrario, vada verso l’aumento dei limiti tariffari all’ingrosso sarebbe inaccettabile e andrebbe a danno dei cittadini”, avvertono dall’associazione. L’organizzazione ha quindi invitato le istituzioni a promuovere la diminuzione dei limiti previsti dall’attuale proposta e a prendere in seria considerazione quanto suggerito dal BEUC per la completa abolizione del roaming, a partire dalla necessità di abbassare i prezzi all’ingrosso tra gli operatori.

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