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Tam Tam Basket

Tam Tam Basket, i ragazzi di Castevolturno possono giocare. Ma c’è voluto il Tar Lazio e non è ancora finita

Il Tam Tam Basket, la squadra composta da figli di immigrati nati e cresciuti a Castelvolturno, è ammessa al campionato di Eccellenza in attesa che il caso venga discusso dal Tar Lazio a novembre. AiCS e Assoutenti: stop alle discriminazioni, si accolga la legge sullo ius soli sportivo

Il Tam Tam Basket può giocare nel campionato di Eccellenza. Per ora. E in attesa che il caso venga discusso in udienza il prossimo 5 novembre. Ma c’è voluto il Tar del Lazio per ammettere al campionato di basket under 16 il Tam Tam Basket di Castelvolturno, la squadra composta da figli di immigrati nati e residenti nella cittadina campana.

 

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Tam Tam, una storia di integrazione

Il Tam Tam, squadra fondata da Massimo Antonelli, campione d’Italia negli anni Settanta con la Virtus Bologna, si era vista negare l’accesso al campionato nella categoria di Eccellenza under 16 (dopo aver vinto, lo scorso anno, il torneo regionale under 15) dalla Federbasket. La Federazione di pallacanestro aveva negato l’iscrizione dicendo di non poter tesserare più di due ragazzi con cittadinanza straniera.

Ma c’è un decreto del 2017 del Governo Gentiloni che elimina le disparità di trattamento nella partecipazione allo sport. Chiamato appunto decreto Tam Tam, aveva costretto già due anni fa la Federbasket e le altre federazioni a iscrivere nei campionati i ragazzi formalmente non italiani ma residenti regolarmente in Italia e che frequentavano la scuola. Giovani italiani di fatto ma che non potevano partecipare ai campionati ufficiali fino alla cittadinanza, che si può chiedere a 18 anni.

Secondo la legge del dicembre 2017, nota come “Norma Salva Tam Tam Basket”, «I minori cittadini di Paesi terzi, anche non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano, possono essere tesserati presso società o associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate o agli enti di promozione sportiva, anche paralimpici, senza alcun aggravio rispetto a quanto previsto per i cittadini italiani».

Il Tam Tam e l’Eccellenza under 16

Il Tar del Lazio ha dunque emesso un provvedimento d’urgenza per permettere alla squadra, composta da giovani nati in Italia e che frequentano qui la scuola, di iscriversi con riserva. Una sospensione cautelare del provvedimento della Federbasket che aveva negato l’iscrizione al campionato di Eccellenza under 16. Il caso sarà discusso in udienza il 5 novembre.

E su questa vicenda sono intervenuti il presidente dell’Associazione Italiana Cultura Sport Bruno Molea insieme ad Assoutenti, che chiedono di fermare le discriminazioni nello sport e sollecitano la Federbasket ad accogliere lo ius soli sportivo. «Molti di quei ragazzi sono figli di immigrati nati in Italia, per noi dunque italiani. I ‘vivai’ italiani sono così salvi».

 

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No alle discriminazioni

«Non si possono chiudere le porte in faccia ai ragazzi che vogliono fare sport, per nessuna ragione. Troviamo la scelta della Federazione Italiana Pallacanestro discriminatoria e non coerente con la legge: siamo felici che il recente provvedimento del TAR del Lazio abbia momentaneamente sbloccato la situazione, ma ora della questione si occupi il ministro Spadafora». Così Bruno Molea, padre della legge sullo Ius Soli Sportivo e presidente nazionale dell’Associazione Italiana Cultura Sport, e Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, sono intervenuti per criticare la scelta della Federazione di non iscrivere nel campionato nazionale di Eccellenza la Tam Tam Basket di Castel Volturno.

Per l’avvocato Gabriele Melluso, vice presidente di Assoutenti, tra i legali che hanno assistito la squadra, «sono in questione principi sanciti dalla nostra Costituzione, nonché della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il paradosso consiste anche nella mancata applicazione da parte della Federazione della norma nazionale, la L.12/2016, che elimina ogni disparità di trattamento nella partecipazione alla pratica sportiva». L’auspicio condiviso è che il Tar nell’udienza di novembre confermi il provvedimento e riconosca definitivamente il diritto di accesso al campionato dei giovani della Tam Tam.

Ius soli sportivo

Dal gennaio del 2016, ricordano inoltre le due sigle, è in vigore la legge che riconosce il principio dello Ius Soli Sportivo e dunque permette ai minori stranieri di essere tesserati presso le federazioni sportive italiane. La legge è rivolta a tutti i minori che risiedono regolarmente sul territorio “almeno dal compimento del decimo anno di età” e per loro è prevista l’iscrizione alle federazioni “con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani”.

«Si tratta di ragazzi che chiedono solo di fare sport, e la vicenda della Tam Tam Basket rientra perfettamente nei dettami normativi – precisa il presidente dell’ente di promozione sportiva AiCS, Molea – Anzi, la stragrande maggioranza di quei giovani atleti non sono arrivati in Italia prima dei 10 anni di vita, ma sono nati in Italia da genitori immigrati, dunque per me italiani. Se le resistenze della Federbasket stanno nella salvaguardia dei ‘vivai italiani’, beh, ci troviamo di fronte a un vero vivaio italiano: discriminarlo sarebbe davvero grave».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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