Quanto sono indebitate le famiglie italiane? Nel 2016 le imprese associate Unirec hanno gestito 35,6 milioni di pratiche recuperandone il 34,1%. Si tratta in gran parte di rate di mutui, prestiti e bollette non pagate – il 91% dei dossier riguarda le famiglie – per un importo complessivo di quasi 70 miliardi di euro. I crediti affidati sono aumentati di 10,4 miliardi, attestandosi a quota 69,3 miliardi di euro, con un incremento del 17,6% rispetto al 2015. Il totale dei crediti recuperati ammonta ad 8,1 miliardi di euro. E aumenta il peso dei crediti deteriorati, che supera i 26 miliardi.

La fotografia viene dal VII Rapporto annuale sui servizi a tutela del credito, presentato oggi a Roma da Unirec, l’Associazione confindustriale di categoria che rappresenta oltre l’80% delle imprese dei servizi a tutela del credito. Ne corso dell’evento è stato presentato anche il Codice di Condotta 2017, redatto dal Forum Unirec-Consumatori, che fissa alcune buone prassi per gli operatori del settore, in accordo con le Associazioni dei consumatori.

“Il settore del recupero crediti si conferma un importante baluardo per la salvaguardia dei crediti delle imprese del paese attraverso il delicato lavoro dei 20mila addetti impegnati a gestire annualmente oltre 35 milioni di posizioni per un valore di quasi 70 miliardi di euro”, ha detto il presidente Unirec Marco Pasini.

L’andamento del settore dice che l’importo medio dei crediti da recuperare sfiora i 2 mila euro – si attesta a 1.946 euro, in aumento di circa 400 euro rispetto al 2015 – e questo dato risente molto dei Non Performing Loans, o crediti deteriorati, che sono particolarmente elevati (il ticket medio è di 5.408 euro).  

Nel 2016 le aziende associate Unirec hanno ricevuto in gestione oltre 141mila pratiche per ogni giorno lavorativo, per un valore affidato di 275 milioni di euro. L’ammontare complessivo dei crediti affidati per il recupero è stato di 69,3 miliardi di euro, 10,4 miliardi in più rispetto al 2015, con una crescita del 17,6%. Come sono ripartiti questi soldi? 31,9 miliardi di euro, pari al 45,9% dell’affidato in valore, arrivano dal settore Bancario/Finanziario/Leasing, e sono relativi a rate per prestiti, acquisto di beni di largo consumo, mutui, scoperti di conti bancari, carte di credito revolving e canoni di leasing. Ci sono poi 7,4 miliardi di euro, pari al 10,7% del totale affidato, arrivano dal settore Utility/TLC e riguardano bollette insolute di energia, acqua, gas e telefono.  3,3 miliardi di euro sono crediti della PA, Commerciali, Assicurazioni e altro, pari al 4,8% del totale affidato in valore. Ci sono poi  26,6 miliardi di euro dell’affidato in valore, pari a quasi 5 milioni di pratiche, attribuibile agli NPLs (Non Perfoming Loans), di cui il 94% è comunque riconducibile all’ambito bancario/finanziario. I crediti deteriorati pesano per il 38% sul totale dei crediti affidati.

 “Il nostro Paese, anche attraverso lo stimolo delle autorità comunitarie, si sta avviando verso un percorso di emersione dei crediti deteriorati che fino a ieri giacevano nei bilanci di banche e società finanziarie – ha dichiarato Marco Pasini – La nostra industria si troverà ad affrontare quantità sempre più importanti di NPLs i quali, per le dinamiche di gestione, tendono ad accumularsi con basse percentuali di erosione. Il loro valore sarà inevitabilmente proiettato ad un aumento che, nel 2017, stimiamo non sarà inferiore al 15%”.

Oggi è stata presentata anche la versione 2017 del “Codice di Condotta per i processi di gestione e tutela del credito” che, in collaborazione con le principali Associazioni dei consumatori, ha ridefinito le regole del mondo del recupero crediti, evidenziando nuove buone prassi condivise e adeguandosi alle nuove esigenze del settore. Il Codice è redatto dal Forum Unirec-Consumatori e promuove una cultura del recupero crediti virtuoso.  “Il Codice di Condotta rappresenta uno degli esempi più virtuosi di coregolamentazione del settore del recupero crediti non solo in Italia, ma in tutta Europa dove si è guadagnato diversi riconoscimenti ed è stato individuato come modello di riferimento dalla Federazione Europea delle Associazioni di aziende di recupero crediti per la predisposizione del nuovo Codice Paneuropeo”, ha detto Marcello Grimaldi, presidente del Forum.

“La nuova versione del Codice di Condotta – prosegue Grimaldi – ha riaffermato i principi generali che pervadono lo spirito del Codice, dal dovere di terzietà, alla gestione dei reclami e delle contestazioni, proponendo una disciplina ancora più articolata in materia di Privacy. Vengono, infatti, regolamentata meglio i rapporti con i terzi e le attività e modalità di ricerca. In tema di contatti telefonici abbiamo inserito nuove regole sull’utilizzo dei sistemi di dialing, ovvero di chiamata automatica, e sull’impiego della registrazione delle conversazioni nel rispetto dei principi stabiliti dal Garante della protezione dei dati personali e dello Statuto dei Lavoratori. Nelle comunicazioni epistolari bisognerà fare un riferimento esplicito al Codice e nei contatti digitali si contempla l’uso della messaggistica istantanea purché siano rispettati i criteri di riservatezza”.

“Si tratta di uno dei Codici più conformi alle normative comunitarie, oltre che ai provvedimenti dell’Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato, del Garante Privacy e del Codice di Consumo – ha aggiunto Francesco Luongo, vicepresidente del Forum Unirec-Consumatori e presidente del Movimento Difesa del Cittadino – Il testo è stato tradotto in inglese, come richiesto dall’art. 27 bis del Codice del consumo, e sarà pubblicato su tutti i siti delle Imprese associate ad Unirec che dovranno fare un esplicito riferimento al Codice anche nelle loro comunicazioni al consumatore che dovrà essere informato a monte sui suoi diritti”.

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