Nuovo capitolo della vicenda relativa alle azioni di Veneto Banca: avviate le prime procedure di conciliazione da parte del coordinamento Confconsumatori-Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore, che ha da subito inviato per i propri associati varie diffide evidenziando diverse violazioni di legge e chiedendo alle banche coinvolte la restituzione del maltolto.
“Purtroppo, il Gruppo Veneto Banca alle diffide dei risparmiatori ha risposto limitandosi a difendere integralmente l’operato della banca venditrice dei titoli, non lasciando nessuno spiraglio per addivenire ad una composizione bonaria della controversia, così come auspicato dal nostro Coordinamento – afferma l’avv. Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento – A questo punto, i nostri associati hanno cominciato ad avviare le procedure di conciliazione, per cercare di risolvere la questione senza dovere intraprendere una causa per far valere i propri diritti”.
I casi di violazione dei diritti dei risparmiatori, sottoposti all’attenzione del coordinamento, sono diversi.
Si va dal pensionato che su suggerimento del personale della banca ha investito in titoli, prospettati come senza rischio alcuno, al neolaureato al quale è stato proposto lo stesso investimento vedendo così andare in fumo i risparmi derivanti da regali ricevuti da parenti nel corso degli anni e depositati su libretto o conto corrente. Frequenti i casi di persone che, entrate in banca per chiedere informazioni sulle condizioni di un mutuo o finanziamento, sono uscite dall’Istituto avendo investito i propri risparmi in azioni Veneto Banca, unico modo per ottenere dei tassi agevolati.
E’ proprio su un caso del  genere che sono state avviate le prime procedure di conciliazione. Un associato Confconsumatori si era recato in banca per informarsi sulle condizioni applicate ai contratti di finanziamento per  credito al consumo. Un dipendente comunicava che la banca applicava (all’epoca dei fatti) un tasso di interesse (TAEG) pari a 7,53%, salvo che il richiedente non fosse stato possessore di almeno 100 titoli di Veneto Banca, nel qual caso il TAEG scendeva al 6,07%. I titoli in questione venivano prospettati al risparmiatore, persona con una propensione al rischio estremamente bassa e senza esperienza finanziaria alcuna, come sicuri e privi di rischio per il capitale investito. Sulla base di tali rassicurazioni, il consumatore sottoscriveva una richiesta di acquisto di 100 azioni della Veneto Banca al solo fine di potere stipulare un contratto di credito al consumo a tasso agevolato rispetto a quello normalmente applicato al cliente non possessore di titoli.

La nostra speranza è che i tentativi di conciliazione che stiamo avviando per i nostri associati vadano a buon fine. In caso contrario, sferreremo un attacco frontale a livello giudiziario, promuovendo processi per cercare di far valere dinnanzi ai Tribunali i diritti dei risparmiatori” conclude l’avv. Graziuso. Per maggiori informazioni tel. 347 – 0628721, www.confconsumatoribrindisi.it, www.facebook.com/Confconsumatori-Brindisi

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