Energia elettrica e gas, Antitrust contro sette società di energia (fonte immagine Pixabay)

Energia elettrica e gas, Antitrust contro sette società per modifiche unilaterali dei contratti

L’Antitrust ha avviato sette istruttorie e adottato sette provvedimenti cautelari nei confronti di Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie per presunte modifiche unilaterali illegittime del prezzo di fornitura di energia elettrica e di gas naturale. Consumatori, condomini e microimprese interessati sono oltre 7 milioni, oltre 2 milioni e mezzo hanno subito l’aumento di prezzi

Le bollette dell’energia elettrica e del gas e le modifiche unilaterali dei contratti finiscono nel mirino dell’Antitrust, che ha avviato istruttorie e adottato provvedimenti cautelari nei confronti delle principali società fornitrici di energia elettrica e gas – Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie – per presunte modifiche unilaterali illegittime del prezzo di fornitura di energia elettrica e gas. A ottobre l’Antitrust aveva avviato istruttorie e provvedimenti cautelari verso Dolomiti, E.On, Iberdrola ed Iren.

Energia elettrica e gas e modifiche dei prezzi

L’Antitrust ha ora avviato sette procedimenti istruttori – e deciso di adottare altrettanti provvedimenti cautelari – nei confronti delle principali società fornitrici di energia elettrica e di gas naturale sul mercato libero, che rappresentano circa l’80% del mercato.

Le indagini riguardano le proposte di modifica del prezzo di fornitura di energia elettrica e di gas naturale e le successive proposte di rinnovo delle condizioni contrattuali, in contrasto con l’art. 3 del Decreto Legge 9 agosto 2022 n. 115 (cd. Aiuti bis), convertito in Legge n. 142 del 21 settembre 2022. Come ricorda l’Autorità in una nota, la norma sospende dal 10 agosto fino al 30 aprile 2023 l’efficacia delle clausole contrattuali che permettono alle società di modificare il prezzo di fornitura e insieme l’efficacia delle comunicazioni di preavviso, a meno che le modifiche di prezzo non siano già perfezionate prima dell’entrata in vigore del decreto.

Le contestazioni fatte alle società

Quali sono dunque le contestazioni fatte alle società energetiche?

L’Antitrust contesta «la mancata sospensione delle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale delle condizioni economiche, inviate prima del 10 agosto 2022 e, in seguito, le proposte di aggiornamento o di rinnovo dei prezzi di fornitura, di carattere peggiorativo, giustificate sulla base della asserita scadenza delle offerte a prezzo fisso. Ad Acea viene anche contestata l’asserita efficacia delle comunicazioni di modifica unilaterale del prezzo di fornitura perché inviate prima dell’entrata in vigore del Decreto Aiuti bis (10 agosto 2022) e non “perfezionate” prima della stessa data».

Consumatori e condomini hanno insomma subito un aumento di prezzi ingiustificato. La platea interessata è molto vasta: la stessa Antitrust parla di oltre sette milioni e mezzo di consumatori, condomini e microimprese interessati dalle comunicazioni di variazioni di prezzo – nel dettaglio, 7.546.963, «di cui circa 2.667.127 avrebbero già subito un ingiustificato aumento di prezzo».

Le società energetiche dovranno sospendere l’applicazione degli aumenti di prezzo e mantenere o ripristinare i prezzi praticati prima del 10 agosto 2022. Dovranno inoltre comunicare all’Antitrust le misure che adotteranno. Entro sette giorni, le imprese potranno difendersi e l’Autorità potrà confermare o meno i provvedimenti cautelari.

La soddisfazione dei Consumatori

Soddisfazione arriva dalle associazioni dei consumatori, che avevano a più riprese sollevato il caso delle società energetiche e delle modifiche unilaterali dei contratti di energia elettrica e gas.

«Non possiamo che essere soddisfatti che l’Antitrust abbia recepito in pieno la tesi contenuta nel nostro esposto, ossia che tutte le comunicazioni mandate ai consumatori dopo il 1° maggio 2022 sono inefficaci e la variazione contrattuale con il conseguente rincaro illegittimo, in violazione dell’art. 3 del decreto legge 9 agosto 2022, n. 115, ora convertito dalla Legge n. 142 del 21-09-2022 – afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Il Codice di condotta commerciale deliberato da Arera prevede, infatti, all’art. 13 che il preavviso non può essere inferiore a 3 mesi e che il termine scatta dal primo giorno del mese successivo a quello di ricevimento della comunicazione da parte del cliente stesso. Quindi, dato che la legge è entrata in vigore al 10 agosto, ogni preavviso successivo al 1° maggio non si è più perfezionato e, quindi, non è più valido. Anche la scusa che il contratto a prezzi fissi era in scadenza non regge, salvo siano evoluzioni automatiche delle condizioni economiche già previste dalle condizioni contrattuali all’atto della stipula, come lo scadere di sconti».

Il Codacons annuncia ricorsi alle Procure.

«Sul fronte delle bollette e delle modifiche unilaterali dei contratti, con prezzi aumentati arbitrariamente e contratti rescissi senza preavviso in barba alle disposizioni del Dl Aiuti Bis, dovrà intervenire anche la magistratura – dice l’associazione – Dopo i provvedimenti adottati oggi dall’Antitrust, abbiamo deciso di presentare un nuovo esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, affinché si indaghi a tutto campo sul comportamento delle società del mercato libero, accertando se le pratiche adottate possano configurare eventuali fattispecie penalmente rilevanti, dalla truffa all’appropriazione indebita, fino all’interruzione di pubblico servizio. Intanto il prossimo 20 dicembre il Consiglio di Stato deciderà se bloccare tutti gli aumenti di luce e gas scattati nel corso del 2022, così come chiesto con un ricorso dal Codacons, e tornare alle tariffe precedenti fino ad una seria istruttoria di Arera sui superprofitti delle aziende e sul reale prezzo da esse pagato per acquistare energia e gas poi rivenduti ai consumatori a tariffe stratosferiche».


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