Energie rinnovabili, Parlamento europeo: 42,5% dei consumi entro il 2030 (Foto Pixabay)

Le energie rinnovabili dovranno rappresentare il 42,5% dei consumi dell’Ue entro il 2030, ma l’obiettivo è arrivare al 45%. Il Parlamento europeo ha approvato oggi in via definitiva (con 470 voti favorevoli, 120 contrari e 40 astensioni) una serie di misure che servono a promuovere la diffusione delle energie rinnovabili, in linea con il Green Deal. Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio. La revisione legislativa fa parte del pacchetto “Pronti per il 55% – Fit for 55“, che adatta la legislazione Ue su clima ed energia per raggiungere il nuovo obiettivo dell’UE di una riduzione minima del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030.

Energie rinnovabili e approvazione più snella

«Nel perseguire una maggiore indipendenza energetica e una riduzione delle emissioni di CO2, abbiamo innalzato i nostri obiettivi in materia di energie rinnovabili – ha detto il relatore, Markus Pieper (PPE, Germania) – Questa direttiva dimostra che Bruxelles può essere poco burocratica e molto pragmatica. Abbiamo designato le energie rinnovabili come interesse pubblico prevalente, snellendo il loro processo di approvazione. L’attenzione è rivolta all’energia eolica, fotovoltaica, idroelettrica, geotermica e alle correnti di marea. La biomassa da legno rimarrà classificata come energia rinnovabile. In base al principio del “silenzio assenso”, gli investimenti saranno considerati approvati in assenza di riscontri amministrativi contrari. Ora abbiamo urgentemente bisogno di una riforma del mercato dell’elettricità dell’UE e di un passaggio immediato all’idrogeno per una transizione più verde».

L’aggiornamento approvato oggi sulle energie rinnovabili, già concordato tra i deputati e il Consiglio, porta la quota vincolante di rinnovabili nel consumo finale di energia dell’UE al 42,5% (dal 32%) entro il 2030, con l’obiettivo di raggiungere il 45%.

Sono inoltre previste procedure di approvazione più rapide per i nuovi impianti. Le norme prevedono infatti lo snellimento delle procedure per la concessione di permessi per nuovi impianti di energia rinnovabile, come pannelli solari e centrali eoliche, o per l’adeguamento di quelli esistenti. Le autorità nazionali non potranno impiegare più di 12 mesi per autorizzare la costruzione di nuovi impianti di energia rinnovabile situati nelle cosiddette “zone di riferimento per le energie rinnovabili“. Al di fuori di queste zone, la procedura non potrà superare i 24 mesi.

Nel settore dei trasporti, la diffusione delle rinnovabili dovrebbe portare a una riduzione del 14,5% delle emissioni di gas serra entro il 2030, grazie a una quota maggiore di biocarburanti avanzati e a una quota più ambiziosa di carburanti rinnovabili di origine non biologica, come l’idrogeno. I deputati hanno chiesto agli Stati di fissare, per le tecnologie innovative, un obiettivi pari ad almeno il 5% della capacità di energia rinnovabile di nuova installazione, nonché un quadro vincolante per i progetti energetici transfrontalieri. Le nuove misure vanno a sostegno dell’uso della biomassa, ma garantendo che l’UE non sovvenzioni tecnologie non sostenibili. La raccolta di biomassa, spiega il Parlamento, dovrà essere effettuata in modo da evitare impatti negativi sulla qualità del suolo e sulla biodiversità.


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