Ryanair annuncia che taglierà i voli anche per la Sicilia (Fonte foto Pixabay)
Ryanair annuncia che taglierà i voli anche per la Sicilia
Dopo la Sardegna, Ryanair annuncia che ridurrà i voli anche per la Sicilia. Per l’amministratore delegato della compagnia “il decreto prezzi è basato su dati spazzatura”. Codacons: è una ribellione alle leggi italiane
Dopo la Sardegna, Ryanair annuncia che ridurrà i voli anche per la Sicilia. Continua la guerra della compagnia al decreto sul tetto delle tariffe previsto dal Governo e durante la presentazione dell’offerta invernale l’amministratore delegato ha usato parole di fuoco nei confronti del provvedimento sul caro-voli, approvato dal Consiglio dei Ministri prima della pausa estiva.
«Il decreto prezzi è basato su dati spazzatura», ha detto l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’ Leary presentando l’offerta invernale della compagnia. «È un decreto stupido e idiota, che ridurrà i voli aumentando le tariffe. Abbiamo già ridotto i voli del 10% in Sardegna – ha aggiunto – e lo faremo quest’inverno per la Sicilia. Le nuove rotte di quest’inverno da Orio e Malpensa saranno solo internazionali e non domestiche». Secondo O’ Leary, «Il decreto illegale sui prezzi, che sono convinto Bruxelles sia in ogni caso in procinto di rigettare, è completamente inapplicabile e avrà l’effetto opposto: ridurrà la capacità dei voli domestici e farà salire i prezzi». (Fonte: Il Sole 24 Ore). Durante la presentazione dell’orario invernale sono stati annunciati inoltre due nuovi aeromobili e dieci nuove rotte estere da Milano e Bergamo (Il Fatto Quotidiano).
Codacons: ribellione alle leggi italiane
Sulle parole di Ryanair arriva oggi la protesta del Codacons che chiede un intervento al Ministero dei Trasporti e all’Enac.
“Le dichiarazioni odierne dell’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’ Leary, contro l’Italia e il decreto del governo teso a calmierare i prezzi dei voli per le isole, sono vergognose e devono portare ad interventi urgenti”, afferma il Codacons.
Quella di Ryanair, prosegue l’associazione, “è una vera e propria ribellione alle leggi italiane, e una dichiarazione di guerra al nostro paese con l’aggravante di ricorrere a minacce e ritorsioni, come il taglio dei voli per Sicilia e Sardegna, che finiranno per danneggiare unicamente gli utenti italiani del trasporto aereo – spiega il Codacons – Per tale motivo riteniamo che il Ministero e l’Enac, ognuno per gli ambiti di propria competenza, debbano avviare approfondimenti urgenti circa le decisioni assunte da Ryanair contro il decreto sulle tariffe, arrivando a valutare, qualora ne sussistano i presupposti, la sospensione di tutte le autorizzazioni ad operare presso gli scali italiani concesse a Ryanair”.
Urso: l’Italia è un paese sovrano, non si fa ricattare
Alle parole dell’ad Ryanair è arrivata la risposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: «L’Italia è un Paese sovrano, non si fa ricattare da alcuno».
E queste parole sono a sua volta riprese dall’Unione Nazionale Consumatori che apprezza la risposta del ministro.
«Il Governo non deve farsi ricattare – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Quanto alle affermazioni di oggi dell’amministratore delegato di Ryanair, continua a non rispondere alla semplice domanda che gli abbiamo fatto fin dall’inizio: ma se non usa gli algoritmi perché si preoccupa tanto di un decreto che si limita esclusivamente a vietarne l’uso, peraltro una tantum, quando conduce a un prezzo di vendita del 200 per cento superiore alla tariffa media del volo?”».
L’UNC chiede al Governo di andare oltre. Aggiunge Dona: «Deve considerare pratica commerciale scorretta l’uso di tutti gli algoritmi che modificano il prezzo di vendita a seconda della profilazione web dell’utente. Un intervento, quindi, a 360 gradi. Come spiega oggi l’Antitrust, infatti, il divieto del loro uso non comprime la libertà di fissazione delle tariffe o dei prezzi, ma ne impedisce lo sfruttamento abusivo. Insomma, non deve essere possibile che uno stesso bene cambi di prezzo a seconda di chi vuole acquistarlo grazie alla possibilità tecnica di spiare e controllare sul web chi è l’acquirente e alle tracce che ha lasciato navigando su internet».

