Caro carburanti, atteso per oggi il Consiglio dei Ministri

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Oggi pomeriggio è prevista la riunione del Consiglio dei Ministri che dovrebbe varare un intervento contro il caro carburanti. I Consumatori chiedono il taglio delle accise

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Caro carburanti, stangata sulle partenze estive (Foto Pixabay)

È prevista per oggi pomeriggio la riunione del Consiglio dei Ministri che dovrà affrontare il caro carburanti. Secondo notizie stampa, oggi alle 17.30 il Consiglio dei Ministri si riunirà per varare le misure contro il caro carburanti, con un “intervento ponte” che sarebbe allo studio da giorni. Un decreto legge dovrebbe intervenire sul costo del gasolio mentre in seguito, alla luce dei dati sull’extragettito Iva di luglio, è atteso un secondo intervento con il meccanismo dell’accisa mobile (Ansa).

Nel frattempo la corsa dei prezzi dei carburanti non accenna a diminuire, con il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale che è pari a 1,982 €/l per la benzina e 2,185 €/l per il gasolio. Una stangata sulle partenze estive, denunciano da giorni le associazioni dei consumatori. L’intervento del Governo dovrebbe porre un argine in vista dell’ultimo weekend del mese e degli spostamenti di agosto.

Benzina ai massimi dal 2023, gasolio quasi record storico

Nel frattempo la benzina è ormai al livello massimo dal 2023. I prezzi dei carburanti sono stati in forte rialzo fino a sabato e con una progressiva stabilizzazione fra ieri e oggi.

Staffetta quotidiana evidenzia che “la benzina ha superato quota 1,98 euro, livello massimo dal 5 ottobre 2023, il gasolio 2,18 euro, picco dal 18 marzo 2022, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, molto vicino al record storico di 2,229 euro toccato il 17 marzo 2022, che portò il governo Draghi a tagliare le accise”.

Questa mattina, 27 luglio, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,982 €/l per la benzina (+14 millesimi rispetto a venerdì), 2,185 €/l per il gasolio (+24), 0,743 €/l per il Gpl (-1) e 1,603 €/kg per il metano (+8). Sulle autostrade il prezzo medio al self service è di 2,071 €/l per la benzina (+12), 2,255 €/l per il gasolio (+27), 0,877 €/l per il Gpl (-2) e 1,606 €/kg per il metano (+10).

Gasolio, un pieno costa 15 euro in più

“Un pieno di gasolio costa oggi 15 euro in più rispetto a inizio luglio”, evidenzia il Codacons.

L’associazione calcola che dal 3 luglio, data in cui è scaduto l’ultimo taglio delle accise, il prezzo medio del gasolio è salito di 30,3 centesimi di euro sulla rete stradale ordinaria, con una impennata del +16%, e di 28,7 centesimi in autostrada, mentre la benzina è rincarata di 17,9 centesimi. Il risultato è che il pieno di gasolio costa 15,15 euro in più rispetto al 3 luglio, mentre il pieno di benzina è rincarato di quasi 9 euro.

Il Codacons si dichiara “favorevole a un taglio differenziato delle accise tra gasolio e benzina, misura che dovrebbe essere varata nel Consiglio dei ministri odierno. I numeri attestano come il diesel sia salito sensibilmente di più rispetto alla verde, penalizzando i proprietari di autovetture alimentate a gasolio”. Ma qual è lo sconto atteso? I numeri si rincorrono, le proiezioni anche. Secondo il Codacons, “se il governo dovesse optare per uno sconto da 24 centesimi, come circolato in queste ore, un pieno costerebbe 14,64 euro in meno, col prezzo medio del gasolio che scenderebbe a 1,892 euro/litro, sempre ammesso che il taglio sia interamente traslato sul prezzo alla pompa”.

Tagliare le accise, di quanto?

L’Unione Nazionale Consumatori chiede un taglio delle accise di 25 centesimi sul gasolio.

“Era ora che il Governo si svegliasse dal suo lungo letargo – commenta il presidente UNC Massimiliano Dona – Finalmente oggi interverrà sui carburanti. Meglio tardi che mai. Ma restano 2 problemi. Il primo è l’importo del taglio. Per logica e proporzione rispetto all’intervento del 19 marzo, serve un nuovo sconto che sia almeno pari a quello fatto da Draghi: 25 cent, 30,5 con Iva al 22. Questo almeno per il gasolio che così scenderebbe, stando ai prezzi di oggi, a 1,950 euro in autostrada, sempre caro ma stabilmente sotto i due euro. Per la benzina, invece, potrebbero bastare 15 cent, così da stare sotto 1,9 euro in autostrada con un certo margine di sicurezza”.

Il secondo problema, prosegue Dona, “è che il Governo ha perso troppo tempo, lasciando lievitare i prezzi dei carburanti all’inverosimile, e questo, al di là dell’aver svuotato le tasche degli automobilisti, inciderà sull’inflazione di luglio, che purtroppo tornerà a salire con nefaste conseguenze sul potere d’acquisto delle famiglie e, conseguentemente, sui consumi”.

Assoutenti: un taglio almeno fino al 6 settembre

Assoutenti chiede poi che il taglio delle accise duri fino al 6 settembre.

“L’abnorme crescita dei listini ai distributori non ha effetti solo sul pieno, ma rischia di creare un effetto domino sull’economia italiana portando a rincari a cascata in tutti i settori con conseguente perdita del potere d’acquisto delle famiglie e contrazione dei consumi che già non godono di buona salute – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Per questo riteniamo indispensabile tagliare subito le accise, con lo sconto che deve essere esteso almeno fino al 6 settembre, quando termineranno i rientri estivi degli italiani”.

E per quanto riguarda la necessità di reperire le risorse, tema niente affatto secondario, per Assoutenti “il governo può trovare i fondi utili allo scopo intervenendo sia sugli extra- profitti di petrolieri e società energetiche, soggetti che stanno arricchendo le proprie casse grazie all’attuale situazione di crisi, sia sugli utili record di banche e assicurazioni, in modo da redistribuire in modo più equo la ricchezza”.

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