Rc auto, Consumatori: italiani tartassati, serve riforma del mercato e del Preventivass (Foto Pixabay)

Gli alti costi delle polizze rc auto sono al centro delle reazioni dei Consumatori. L’annuale relazione dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha evidenziato che l’Italia si conferma fra i paesi con i premi più alti. Nel 2023 il prezzo medio più elevato per la copertura obbligatoria si registra infatti nel Regno Unito (381 euro) e in Italia (286 euro), mentre in Spagna e Francia si osserva il valore minimo (186 euro). Il differenziale fra i premi pagati in Italia e quelli all’estero si è progressivamente ridotto dal 2012.

Nel 2024, secondo le tabelle diffuse in occasione della relazione, il premio medio per le autovetture ammonta a 419 euro (+7,2% sull’anno prima) mentre per i ciclomotori e motocicli, il premio medio ammonta a 289 euro (+8,5%).

 

IVASS
Ivass, Relazione 2024: nuove sfide e tutela dei consumatori

Rc auto, UNC: rivedere il Preventivass

A fronte di questi numeri, l’Unione Nazionale Consumatori chiede di rivedere il Preventivass, il servizio di comparazione del costo delle polizze rc auto. Secondo la relazione annuale dell’Ivass, si continua a rilevare “uno scarto significativo tra i prezzi esposti su Preventivass e quelli, più bassi, poi effettivamente pagati dai consumatori”.

Per il presidente Ivass Luigi Federico Signorini “il fatto che i prezzi reperiti sul comparatore ufficiale spesso non corrispondano alle offerte effettivamente disponibili sul mercato non giova al raggiungimento degli obiettivi di trasparenza e concorrenza che sono alla base della legge. Rammento inoltre che non è attualmente possibile offrire su Preventivass, accanto alla copertura base obbligatoria e a un piccolo numero di clausole aggiuntive, le garanzie accessorie più utilizzate (come incendio, furto, assistenza stradale), che interessano gran parte della clientela”.

Per il presidente dell’UNC Massimiliano Dona «dal 2012 ci sono stati passi avanti, grazie alla liberalizzazione di Mario Monti e del ministro Passera che hanno aumentato la mobilità del consumatore togliendo l’obbligo della disdetta, mobilità che purtroppo manca in molti altri settori, a cominciare dalla telefonia. Il problema – prosegue – è che da allora non ci sono stati altri progressi altrettanto significati e che dal 2023 il premio dell’rc auto è addirittura risalito. Si è poi addirittura registrato un grave peggioramento per quanto riguarda il comparatore pubblico Preventivass che, a differenza del precedente, si limita a comparare i preventivi riferiti al solo contratto base r.c. auto, senza possibilità di aggiungere ad esempio furto, incendio, eventi atmosferici, copertura che ora ha subito aumenti esponenziali, rendendo il suo utilizzo poco utile e adeguato. Senza una seria, istituzionale e indipendente possibilità di confrontare i prezzi delle polizze in modo completo e affidabile, non vi può essere vera concorrenza».

Codacons: italiani tartassati

Con queste polizze rc auto, spiega il Codacons, gli automobilisti italiani “continuano ad essere i più tartassati d’Europa. Nel confronto con il 2022 la crescita delle tariffe raggiunge quota +18,7%, spiega ancora l’associazione: “il prezzo medio di una polizza è passato infatti dai 353 euro di gennaio 2022 (dato Ivass) ai 419 euro del 2024, con un aumento di ben 66 euro a polizza”.

“Considerate le 33,5 milioni di auto assicurate in Italia, la crescita delle tariffe ha determinato nell’ultimo biennio una stangata complessiva da quasi 2,2 miliardi di euro a danno degli automobilisti italiani”, calcola il Codacons.

Assoutenti chiede riforma del sistema assicurativo

Assoutenti chiede una riforma del sistema assicurativo e “una autorità davvero indipendente”.

L’associazione restituisce una valutazione critica complessiva e afferma che “il mercato assicurativo italiano, dalla Rc Auto alle polizze vita Unit e Index Linked, non tutela più i cittadini, ma favorisce oligopoli e speculazioni”. Per il presidente Assoutenti Gabriele Melluso «sulla Rc Auto i premi aumentano mentre i diritti calano. Le clausole vessatorie, la riparazione imposta presso riparatori di fiducia delle assicurazioni, il risarcimento diretto e il potere contrattuale delle compagnie hanno ridotto sensibilmente la concorrenza e la qualità delle prestazioni. Il settore assicurativo ha realizzato oltre 10 miliardi di utili complessivi, di cui più di 4 miliardi nel solo ramo danni: un record mondiale che rappresenta la cartina di tornasole della mancanza di reale concorrenza e di possibili speculazioni».

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