senza soldi tasche vuote

Sovraindebitamento fenomeno crescente

«Anche se in Italia il sovraindebitamento delle famiglie non può essere ancora considerato un problema sociale a livello di sistema, è però indubbio che il fenomeno sia in progressivo aumento, soprattutto in alcune zone del paese e in alcune classi sociali». Queste le parole con cui Rino Tarelli, presidente del Fondo di prevenzione usura Adiconsum, ha accompagnato l’evento sui 20 anni del Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura del Ministero dell’Economia e delle Finanze, gestito da Adiconsum dal 1998 in base alla Legge sull’usura, n. 108/1996.

Il Fondo si rivolge alle famiglie che si trovano in difficoltà economica e non riescono più a coprire con le loro entrate gli impegni finanziari assunti e, talvolta, anche le spese per sostenere la famiglia. Rischiano così di finire in una spirale di disagio crescente, nel credito illegale, in problemi sempre più grandi. Ma, prosegue Tirelli, «solo 1 richiedente su 4 ha visto la sua istanza andare a buon fine, poiché anche la mancanza di uno solo dei requisiti comporta il respingimento della domanda».

 

Grafico Fondo antiusura
Grafico Fondo antiusura, Adiconsum 2019

 

Fondo prevenzione usura, 20 anni di attività

Quale dunque il bilancio di questi venti anni? Sono stati garantiti 26 milioni di euro alle famiglie. Negli anni, però, l’importo medio del debito contratto da chi si trova in una situazione di sovraindebitamento è aumentato ed è passato da 13 mila a 27 mila euro (escluso mutuo fondiario).

Adiconsum, nei venti anni di attività nella gestione del Fondo, «ha assicurato garanzie alle banche convenzionate – dice il presidente Tarelli – per un ammontare di oltre 26 milioni di euro, stabilendo un tasso d’interesse bancario minimo che da qualche anno è del 2% fisso, con rate di basso spessore mensile e spalmate in un arco di tempo che può essere esteso fino a 10 anni, rapportate cioè all’importo del prestito e alle condizioni di restituibilità dei singoli richiedenti. Si tratta dunque di un prestito agevolato di consolidamento dei debiti, garantito dallo stato attraverso il fondo del MEF, teso all’integrale recupero della stabilità finanziaria di quanti hanno avuto accolta la domanda».

 

grafico fondo antiusura
Grafico Fondo antiusura, Adiconsum 2019

 

L’identikit del sovraindebitato e i motivi del debito

«Coniugato, senza figli, proveniente dal Lazio, in affitto, con contratto a tempo indeterminato, importo reddito mensile dichiarato tra i 1.000 e i 2.000 euro, spesa mensile dichiarata tra 1.000 e 2.000 euro, debito complessivo tra i 10.000 e i 30.000 euro».

Questo l’identikit molto generale di chi si ritrova in una condizione di sovraindebitamento.

I motivi che portano una famiglia o una persona a sovraindebitarsi sono diversi, spiega Adiconsum, e fra le cause principali ci sono gli “imprevisti”. Si tratta spesso di una diminuzione del reddito disponibile che può essere causata da un licenziamento, da cassa integrazione o mobilità (motivi riconducibili al lavoro); da una separazione o un divorzio; dall’aumento della rata del mutuo a tasso variabile. Oppure possono subentrare problemi collegati a una malattia o protesti o segnalazioni al Crif.

Ci possono essere anche cause di natura diversa, come la sopravvalutazione degli introiti, o un uso smodato e non responsabile del denaro per l’acquisto di beni o servizi non necessari e voluttuari o addirittura gioco d’azzardo, ma questi non rientrano tra i criteri di accesso al Fondo di prevenzione.

Fra coloro che hanno richiesto l’accesso al fondo, ad esempio, oltre un terzo delle famiglie, ovvero il 36,3%, ha subito la perdita del posto di lavoro di un componente oppure una diminuzione del reddito. Una quota importante, pari al 13,1 %, si è impoverita a causa della separazione o divorzio. Impressionante è poi la percentuale di quanti, pari al 14,6% dei richiedenti, sono caduti in una situazione di indebitamento a causa di spese sanitarie e assistenziali che hanno prosciugato il budget familiare.

Ci si indebita per cifre più alte

Uno dei limiti attuali del fondo riguarda l’importo che può essere erogato.

“Il Fondo può garantire finanziamenti di importo massimo pari a 30.000 euro, con rientri fino a 84 mesi (7 anni) – ha ricordato il presidente Adiconsum Carlo De Masi –Per situazioni particolari il plafond è innalzabile fino a 50.000 euro con rientri fino a 120 mesi (10 anni) al tasso fisso del 2%».

Sempre più spesso, però, le richieste di sovvenzione che vengono dalle famiglie superano molto i 30 mila euro. Ci si indebita per importi molto più alti. Sostiene Tarelli: «Appena il 15,4% dei casi esaminati presentava un debito complessivo inferiore a 10.000 euro, mentre il 44,2% era compreso tra 10 e 30 mila euro e un 17,2% tra 30 e 70 mila euro. Eloquente è risultata la percentuale dei richiedenti, ben il 23,2% che presentavano un debito estremamente elevato, oltre i 70.000 euro, quasi un quarto del totale. Per questi nuclei familiari, a causa dell’elevato importo, non è in alcun caso stato possibile l’accesso al Fondo».

L’associazione sottolinea dunque alcune criticità del Fondo. Con le banche convenzionate, alcuni problemi riguardano ad esempio i tempi troppo lunghi per l’erogazione dei prestiti garantiti e «l’insindacabile giudizio della banca sull’erogabilità o meno dei prestiti antiusura». La collaborazione è positiva con gli intermediari finanziari ma rimangono le difficoltà nei rapporti con altri creditori, come i gestori delle utenze domestiche e la Pubblica Amministrazione nel caso di tasse da pagare.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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