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Conto corrente, rincari per oltre un quarto delle famiglie ma...

Il conto corrente rincara ma quasi il 20% delle famiglie non sa quanto gli costa. E il 5% proprio non ce l’ha

Il 26,8% di chi ha un conto corrente ha subito rincari nell’ultimo anno. Ma quasi un quinto delle famiglie non sa quanto gli costi il conto corrente. E poco meno del 5% non ha conto corrente, con una percentuale che aumenta al 30% fra i giovani dai 18 ai 24 anni

Quasi un quinto delle famiglie non sa quanto gli costa il conto corrente. Mentre oltre un titolare su quattro ha subito rincari nell’ultimo anno. E c’è una percentuale di quasi il 5% di famiglie italiane che comunque un conto corrente a oggi non ce l’ha, soprattutto al Sud e fra chi non lavora – percentuale che arriva al 30% fra i giovani dai 18 ai 24 anni.

È quanto emerge da un’indagine fatta per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione di oltre mille adulti. I rincari negli ultimi mesi ci sono stati ma molti non sanno quantificarli. Oltre il 17% degli intervistati vorrebbe risparmiare sul conto corrente ma solo in pochi si mettono alla ricerca di un conto o di una banca diversa.

 

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Quanto costa il conto corrente? Boh…

I numeri, dunque, dicono che i titolari di conto corrente che negli ultimi 12 mesi hanno subito un aumento dei costi sono circa 11 milioni, pari a oltre un quarto (26,8%) dei possessori di conto corrente. C’è però da considerare che il 16,6% degli intervistati (6.800.000 individui) ha dichiarato di non sapere se i costi del proprio conto corrente siano o meno aumentati e, addirittura, quasi il 20% delle famiglie ignora del tutto quali siano i costi.

… in pochi cambiano conto

Molti si lamentano ma pochi cambiano conto. Il 17,5% degli intervistati dichiara che vorrebbe risparmiare sul conto corrente ma chi si impegna concretamente nella ricerca di una diversa soluzione è una minoranza: solo l’8% di chi ha un conto corrente, fra l’altro un dato che è il più basso in assoluto rispetto a settori quali assicurazioni, mutui, energia, telefonia.

Chi cambia conto lo fa soprattutto per ragioni di costo (67%), ma anche perché non soddisfatto del servizio che gli veniva offerto (40%). In generale, cambiano più spesso gli uomini rispetto alle donne (9,5% vs 6,6% delle donne), i giovani con età compresa fra 18 e 24 anni (14,4%) e i residenti nel Sud e nelle Isole (9,3%).

Gli italiani scelgono la banca più vicina, dal punto di vista fisico o “familiare”. Quasi un correntista su 3 (32,8%) sceglie di aprire il conto nella filiale più comoda per sé, mentre il 15,2% decide di diventare cliente della banca in cui hanno già il conto i propri genitori. Il 15% degli intervistati dice di aver scelto anche in base di internet e dei comparatori online.

Niente conto corrente in famiglia

Non tutti, però, sono bancarizzati. C’è chi non possiede conto corrente.

«Anche se il possedere un conto sembra essere ormai indispensabile, c’è ancora chi ne fa a meno e il 4,9% degli intervistati dichiara che nella propria famiglia non è presente un conto corrente – evidenzia l’indagine – Spostando l’analisi sui rispondenti emerge che chi vive senza conto è residente principalmente nel Meridione (13%), ha fra i 18 ed i 24 anni (30%) e non è occupato (13,6%). Alta, comunque, anche la percentuale di chi non è titolare di conto corrente, ma ha un’età in cui di solito si percepisce uno stipendio; fra i “senza conto” l’8,2% ha tra i 25 ed i 34 anni».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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