Sovraindebitamento: quasi sei indebitati su dieci hanno un lavoro stabile
Il sovraindebitamento in Italia riguarda sempre più spesso lavoratori stabili, con casa di proprietà, una situazione apparentemente stabile ma più finanziamenti attivi e un debito medio di 25 mila euro. Osservatorio Finsight 2026 della fintech Bravo: c’è squilibrio fra entrate e impegni finanziari accumulati (mentre è minore il potere d’acquisto)
Lavoratore a tempo indeterminato, spesso con casa di proprietà, nel pieno dell’età lavorativa e con un debito medio compreso di 25 mila euro: il sovraindebitamento in Italia non è dei disoccupati ma della classe media e, più in generale, di persone inserite nel contesto lavorativo ma che faticano a far fronte a impegni economici presi nel tempo.
Il sovraindebitamento è fenomeno trasversale, non riguarda solo condizioni di fragilità economica ma sempre più spesso persone che hanno un lavoro stabile, una casa di proprietà e una condizione economica solo apparentemente solida. Tutto questo in un contesto caratterizzato “da una progressiva erosione del potere d’acquisto e da dinamiche salariali che negli ultimi anni hanno faticato a tenere il passo con l’aumento del costo della vita”.
È l’analisi sul sovraindebitamento, con il profilo delle persone sovraindebitate, restituita dall’ultima analisi dell’Osservatorio Finsight di Bravo (https://bravofinance.it/), fintech internazionale specializzata nella gestione e ristrutturazione del debito, che ha analizzato un campione di quasi 19.400 persone.
Lavoratori e sovraindebitati
Il dato più significativo sulle caratteristiche del sovraindebitamento è la condizione occupazionale: il 58,7% dei soggetti indebitati, spiega una nota, ha un contratto a tempo indeterminato. Parallelamente, oltre la metà del campione (53,6%) ha un’età compresa tra i 45 e i 64 anni, segno che il problema si concentra sempre più nell’area centrale della popolazione.
Il sovraindebitamento coinvolge persone inserite nel contesto economico e sociale, soprattutto uomini, nel pieno dell’attività lavorativa, quindi con responsabilità familiari e impegni nel tempo: il 29,3% degli indebitati ha tra i 45 e i 54 anni, mentre il 24,4% si colloca nella fascia tra i 55 e i 64 anni.
Il lavoro non basta
Il lavoro è stabile ma non basta. La maggior parte dei sovraindebitati infatti lavora e ha un reddito continuativo, mentre i disoccupati sono solo l’11,9%.
Il 33,9% degli indebitati dichiara un reddito mensile compreso tra 1.500 e 2.000 euro. Le difficoltà finanziarie vengono non dalla mancanza di lavoro e reddito ma dalla “crescente distanza tra capacità di spesa e impegni economici assunti nel tempo”.
“Questo scenario suggerisce che il sovraindebitamento non sia necessariamente legato all’assenza di reddito, ma piuttosto a un progressivo squilibrio tra entrate e impegni finanziari accumulati nel tempo – commenta Federico Poo Esteban, Country Manager Commerciale di Bravo in Italia – Il dato relativo ai lavoratori a tempo indeterminato e alla fascia d’età coinvolta evidenzia una trasformazione radicale del fenomeno. Oggi il sovraindebitamento riguarda sempre più persone con una situazione economica apparentemente stabile, che nel tempo accumulano diversi impegni finanziari. È proprio questa stratificazione a rendere più complessa la gestione del debito”.
Sovraindebitamento e accumulo dei debiti
Anche la condizione abitativa restituisce l’immagine di una popolazione economicamente integrata: il 38,3%, infatti, vive in una casa di proprietà.
I debiti in cui le persone si ritrovano coinvolti si sommano fra loro, sono importi medi ma multipli, e questo crea i problemi finanziari.
“Il sovraindebitamento raramente deriva da un singolo evento, ma nasce più spesso da un accumulo progressivo di finanziamenti”.
Nel 32,9% dei casi gli indebitati hanno due debiti attivi, mentre una quota significativa ne presenta tre o quattro (il 39,3%).
La fascia più diffusa è quella compresa tra i 10.000 e i 25.000 euro (42%), seguita da quella tra i 25.000 e i 50.000 euro (30,9%).
