caricabatterie

Piccoli elettrodomestici, vanno smaltiti bene

I rifiuti elettronici vanno gestiti bene anche dopo la pandemia. Sono un esempio del cambiamento che da più parti viene richiesto: ripartire in modo sostenibile. Nel segno dell’economia circolare. E dunque, riciclare e gestire questi rifiuti senza disperderli nell’ambiente.

Da Ecolight, il consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, delle pile e degli accumulatori esausti, arriva dunque un vademecum per gestire i Raee trovati e accumulati durante la quarantena. Il consorzio rivolge un appello ai cittadini perché non si perda la strada fatta finora nel recupero dei rifiuti elettronici e si riparta, usciti di casa e tornati a lavoro, nel segno dell’impegno per l’ambiente.

Quarantena, apri il cassetto e trovi… un Raee

Quello che c’è sullo sfondo è un’esperienza che durante la quarantena sarà capitata a molti. Costretti in casa, senza poter uscire, si fanno piccoli lavori di manutenzione, si svuotano cassetti, e spesso si trovano piccoli elettrodomestici che non si usano più, frullatori, telecomandi, joystick, caricabatterie non meglio identificati. Spesso rimangono nascosti in casa e solo uno su cinque viene smaltito bene.

Questi rifiuti rischiano di andare dispersi. E invece potrebbero diventare fonti di plastica e metalli da reimmettere nella filiera produttiva come materie prime seconde. Per questo Ecolight sollecita a recuperare e smaltire correttamente questi prodotti, differenziarli già da casa per tipologia e portarli nelle piazzole ecologiche che man mano riapriranno.

Fra l’altro, aggiunge Ecolight, i piccoli rifiuti elettronici sono quelli aumentati di più nel 2019 e i quantitativi gestiti a livello nazionale sono aumentati del 15% solo lo scorso anno.

 

Rifiuti elettrici ed elettronici

 

Rifiuti elettronici, solo uno su cinque viene gestito bene

I piccoli rifiuti elettronici sono quelli che più rischiano di non essere smaltiti correttamente ma sono riciclabili per gran parte del loro peso, spiegano da Ecolight.

«La quarantena per molti ha significato fare pulizie e piccoli lavori domestici – dice il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio – Nel sistemare un cassetto o svuotare uno scatolone in cantina, spesso sono emerse vecchie apparecchiature elettroniche. Telefonini, frullatori, telecomandi e caricabatterie di ogni genere che erano stati messi “da parte” in attesa di essere portati all’ecocentro, ma che poi sono finiti dimenticati. Parliamo di apparecchiature che appartengono prevalentemente al raggruppamento R4 dei RAEE. Sono rifiuti difficili da intercettare, solamente uno su cinque viene raccolto e gestito correttamente: alcuni seguono canali paralleli non autorizzati di gestione, altri rimangono banalmente “nascosti” in casa; ma sono oggetti che possono dare una grande mano alla causa dell’economia circolare. Se opportunamente trattati, sono riciclabili fino a oltre il 95% del loro peso. Questa piccola “miniera” che spesso viene dimenticata può dare così un contributo importante alla causa ambientale».

Vademecum per la gestione dei piccoli rifiuti elettronici

Ecolight ha dunque stilato un vademecum per una gestione domestica dei piccoli RAEE.

«L’impegno di ciascuno può contribuire ad una ripartenza corretta – aggiunge Dezio – La strada di uscita dall’emergenza che stiamo vivendo passa necessariamente dall’economia circolare: gli sforzi fatti negli ultimi anni in chiave ecologica non possono essere vanificati da una rincorsa economica che non tiene conto dell’ambiente. I primi a dare l’esempio sono i cittadini, differenziando e conferendo correttamente i loro rifiuti elettronici».

Ecco di seguito il vademecum per i piccoli rifiuti elettronici.

  1. Innanzitutto, raccogliere tutti i rifiuti elettronici in un unico contenitore. Nella scatola potranno essere messi: joystick, frullatori, tostapane, chiavette usb, telefonini e tablet con i loro caricabatterie e auricolari, router con gli alimentatori, casse bluetooth, ventilatori.
  2. Le lampadine a risparmio energetico, quelle a led e i neon non più funzionanti sono anche loro dei RAEE: occorre raccoglierle però in un’altra scatola.
  3. Togliere – quando possibile – la batteria dai dispositivi destinati alla discarica. L’operazione che può essere facile per i telecomandi che funzionano con delle normali stilo, può risultare più complessa per separare gli smartphone dal loro accumulatore.
  4. Le batterie così raccolte dovranno essere poste in un contenitore apposito, possibilmente in plastica o in metallo per evitare che eventuali sostanze inquinanti possano andare disperse.
  5. Conferire il tutto all’ecocentro comunale. Nella fase 2 i Comuni stanno riaprendo le piazzole ecologiche dove poter portare questo genere di rifiuti. Conferire negli appositi contenitori i RAEE appartenenti al raggruppamento R4, ovvero l’elettronica di consumo e i piccoli elettrodomestici; mettere nell’apposito contenitori quelli appartenenti al raggruppamento R5 (le sorgenti luminose); conferire le batterie e gli accumulatori in un terzo contenitore. Per informazioni sugli orari di apertura dell’ecocentro e sulle modalità di accesso, consultare il sito internet del proprio comune di residenza.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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