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Quanto inquina l’intelligenza artificiale? Greenpeace: ecco il costo ambientale dell’IA
L’intelligenza artificiale consuma risorse ed energia. Entro il 2030 il consumo di acqua per raffreddare i data center passerà a 664 miliardi di litri mentre esploderanno i consumi di energia. La domanda mondiale di elettricità per i chip supererà l’attuale consumo di elettricità dell’intera Irlanda
L’intelligenza artificiale consuma risorse, energia e acqua. E inquina. L’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale è rimasto finora sullo sfondo, mentre tecnologie di IA sono sempre più presenti nella vita quotidiana, da ChatGPT all’assistente virtuale inserito anche nelle chat di WhatsApp fino ad arrivare alla nuova funzionalità di Google, IA Overview. Ma qual è il costo ambientale della crescente diffusione dell’intelligenza artificiale?
“L’addestramento e l’implementazione di modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT o Google Gemini richiedono sia grandi quantità di energia elettrica per far funzionare i data center, sia di acqua per alimentare i loro sistemi di raffreddamento – spiega Greenpeace – Si stima che una risposta di un tool di intelligenza artificiale generativa consumi circa 10 volte più energia di una normale ricerca su Google, secondo i dati riportati recentemente anche dalla Banca Centrale Europea. I data center di intelligenza artificiale hanno bisogno inoltre del doppio dell’acqua rispetto a quelli tradizionali per funzionare, secondo le stime dell’Öko-Institute”.
Intelligenza artificiale, esplodono i consumi di acqua ed elettricità
I numeri sono grandi e spiegano quanta acqua ed energia servano per i data center dell’intelligenza artificiale e per la produzione dei chip, i circuiti integrati specializzati richiesti dalle tecnologie IA.
L’uso globale di acqua per raffreddare i data center quadruplicherà e passerà da 175 miliardi di litri nel 2023 a 664 miliardi di litri entro il 2030, pari al consumo annuo di acqua potabile di una città grande tre volte Milano. È quanto prevede uno studio realizzato dall’Öko-Institute per Greenpeace, per il quale esploderanno anche i consumi di elettricità, che saranno 11 volte superiori entro il 2030 rispetto a quelli del 2023. Il rapporto prevede infine fino a cinque milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in più entro il 2030 a causa dell’espansione dei data center e delle capacità di intelligenza artificiale.
La produzione di chip per l’intelligenza artificiale
L’impatto ambientale è alto anche per il processo di produzione dell’hardware necessario per l’intelligenza artificiale. Un rapporto di Greenpeace (Chipping Point) calcola le emissioni dovute alla produzione di chip per l’IA. Fra il 2023 e il 2024, secondo lo studio, il consumo di elettricità e le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione globale di chip per l’intelligenza artificiale sono aumentati rispettivamente del 351% e del 357%.
“In Asia orientale, polo globale per la produzione dei semiconduttori, la crescente domanda di chip per l’intelligenza artificiale rappresenta un onere significativo poiché per la produzione è necessaria molta energia che viene soddisfatta principalmente attraverso l’utilizzo dei combustibili fossili, che forniscono il 58,5% dell’energia elettrica in Corea del Sud, il 68,6% in Giappone e l’83,1% a Taiwan”, spiega ancora l’associazione.
Entro il 2030 si stima che la domanda mondiale di elettricità per i chip aumenterà fino a 170 volte rispetto ai livelli del 2023 e supererà l’attuale consumo di elettricità dell’intera Irlanda.
«Mentre aziende come Nvidia e AMD guadagnano miliardi grazie al boom dell’intelligenza artificiale, trascurano l’impatto climatico delle loro catene di approvvigionamento – ha detto Katrin Wu, responsabile del progetto “Supply Chain” di Greenpeace East Asia – La produzione di chip viene così sfruttata per giustificare una nuova capacità produttiva di combustibili fossili a Taiwan e in Corea del Sud, una domanda che potrebbe e dovrebbe essere soddisfatta da fonti di energia rinnovabile».
Per Greenpeace “l’intelligenza artificiale potrà contribuire a migliorare le nostre vite solo se sarà sostenibile per l’ambiente e per il clima. Se vogliamo evitare che la sua fame di energia aggravi la crisi climatica già in corso, la diffusione dell’IA deve andare di pari passo con l’espansione delle energie rinnovabili”.

