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L'Antitrust multa Amazon e Apple per oltre 200 milioni di euro

L’Antitrust multa Amazon e Apple per oltre 200 milioni di euro. L’Autorità ha infatti concluso l’istruttoria avviata verso le società dei gruppi Apple Inc. e Amazon.com Inc. sulle restrizioni all’accesso nel marketplace Amazon.it da parte di rivenditori legittimi di prodotti a marchio Apple e Beats “genuini”.

Amazon e Apple sono state multate perché hanno posto in essere un accordo restrittivo che non permetteva a tutti i rivenditori legittimi di prodotti Apple e Beats di vendere su Amazon. Una restrizione della concorrenza, insomma. Per questo l’Antitrust ha irrogato una sanzione di 68,7 milioni di euro alle società del gruppo Amazon e una sanzione di 134,5 milioni di euro alle società del gruppo Apple e ha intimato di porre fine alle restrizioni, permettendo l’accesso ad Amazon.it ai rivenditori di prodotti Apple e Beats “genuini” in modo non discriminatorio.

Amazon e Apple, la valutazione dell’Antitrust

Amazon, questa l’accusa dell’Antitrust, «impedisce a taluni rivenditori legittimi di prodotti Apple e Beats – discriminandoli su base geografica e soggettiva – di operare nel marketplace nazionale. In particolare, Apple e Amazon hanno concordato i soggetti che possono accedere al marketplace Amazon.it, escludendo da tale piattaforma rivenditori (ufficiali e non ufficiali) che rivendono legittimamente prodotti genuini secondo modalità discriminatore rispetto a quanto accordato ad Amazon stessa e ad una lista di rivenditori specificatamente indicati».

Ne consegue una “preclusione anticoncorrenziale” per l’impossibilità dei rivenditori diversi da Amazon e da quelli fuori dalla lista di usare il canale di vendita Amazon.it, «che è il più importante, e pressoché totalitario, marketplace in Italia, nonché il più rilevante e diffuso strumento per i consumatori italiani di acquisto dei prodotti di elettronica di consumo on-line».

In altre parole, si legge nel procedimento dell’Antitrust, l’accordo fra Amazon e Apple sull’esclusione di operatori economici terzi «impedisce a un consistente numero di rivenditori di prodotti a marchio Apple e Beats di accedere a un canale di distribuzione qualificato, che costituisce un imprescindibile sbocco per le vendite online, soprattutto per gli operatori di piccole e medie dimensioni, con significativi effetti sulla concorrenza.»

 

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Presidente Antitrust Roberto Rustichelli

Le restrizioni contestate ad Amazon e Apple

L’istruttoria dell’Antitrust, spiega l’Autorità in una nota, ha permesso di accertare che alcune clausole contrattuali di un accordo stipulato in data 31 ottobre 2018 – che vietavano ai rivenditori ufficiali e non ufficiali di prodotti Apple e Beats di utilizzare Amazon.it, permettendo la vendita dei prodotti Apple e Beats in tale marketplace solo ad Amazon e ad alcuni soggetti scelti singolarmente e in modo discriminatorio – violano l’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

L’istruttoria ha appurato «la volontà di introdurre una restrizione meramente quantitativa del numero di rivenditori, permettendo solo ad Amazon e a taluni soggetti, individuati in modo discriminatorio, di operare su Amazon.it. Le clausole dell’accordo hanno altresì limitato le vendite transfrontaliere, in quanto si è operata una discriminazione dei rivenditori su base geografica. Le restrizioni dell’accordo si sono riflesse sul livello degli sconti praticati dai soggetti terzi su Amazon.it, diminuendone l’entità».

Su Amazon, spiega ancora l’Autorità, si realizzano almeno il 70% degli acquisti di prodotti di elettronica di consumo in Italia, di cui almeno il 40% è rappresentato da rivenditori che utilizzano Amazon come piattaforma di intermediazione. Da qui il peso della restrittività di questi comportamenti.

È dunque fondamentale, prosegue l’Antitrust, «che l’applicazione delle regole di concorrenza assicurino un level playing field per tutti i rivenditori che utilizzano i marketplace come luogo sempre più rilevante per lo svolgimento della propria attività commerciale, soprattutto nel contesto odierno, evitando la realizzazione di condotte discriminatorie che restringono la concorrenza. In questa prospettiva, la decisione dell’Autorità riconosce, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, la necessità che i sistemi di distribuzione, al fine di essere compatibili con le regole sulla concorrenza, si basino su criteri di natura qualitativa, non discriminatori e applicati indistintamente a tutti i potenziali rivenditori».

L’Autorità italiana è stata capofila in tale azione. Le autorità nazionali di concorrenza della Germania e della Spagna hanno successivamente avviato analoghi procedimenti.

Amazon: “sanzione sproporzionata e ingiustificata”

Amazon reagisce ed esprime “profondo disaccordo” per la decisione dell’Antitrust.

«Siamo in profondo disaccordo con la decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e intendiamo fare ricorso. La sanzione comminata è sproporzionata e ingiustificata – dice Amazon in una nota – Respingiamo le considerazioni dell’AGCM secondo cui Amazon tragga vantaggio dall’esclusione dei partner di vendita dallo store, poiché il nostro modello di business si basa sul loro successo. Grazie all’accordo con Apple, i clienti italiani possono trovare gli ultimi prodotti Apple e Beats sul nostro store, beneficiando di un catalogo più che raddoppiato, con offerte migliori e spedizioni più veloci».

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