carrello della spesa

Abitudini di consumo post Covid

La pandemia ha cambiato le abitudini di consumo. Sicuramente durante le lunghe settimane di quarantena, quando la spesa è diventata scorta ultrasettimanale di cibo e prodotti di uso quotidiano e sono aumentate le persone che hanno comprato online, qualcuno per la prima volta, qualcun altro più di prima. Ma il coronavirus porterà a un consumo ecosostenibile?

Detta in altri termini, darà una spinta alle tendenze di consumo che privilegiano sostenibilità, tutela dell’ambiente e prezzo giusto? È la domanda che attraversa molte analisi e molti scenari sulle abitudini di consumo e sulle tendenze presenti e future. In alcuni scenari si sottolinea il valore dell’eco-sostenibilità, il nuovo ruolo dell’e-commerce e del digitale, l’input dato al made in Italy. Anche se, finito il lockdown, molte abitudini di consumo sono tornate alla “normalità”.

 

shopping online
Shopping online, pandemia e comportamenti futuri

 

Abitudini di consumo e tendenze ecosostenibili

Un’analisi svolta da Tiendeo.it, compagnia di servizi di marketing digitale drive-to-store per il retail, mostra alcuni trend ecosostenibili per il futuro prossimo. Il carrello della spesa sarà attento al prezzo e alla dimensione “eco”. Le tendenze comprendono meno carta e più digitale per le promozioni, spinta al made in Italy, diversificazione degli acquisti fra negozi ed e-commerce e conseguenze dello smart working in tema di abitudini di consumo.

«Se da questa crisi è emerso qualcosa di buono – dicono da Tiendeo.it –  è un interesse maggiore nella lotta contro il cambiamento climatico: la ecosostenibilità acquisisce importanza sia a livello di valori personali sia per quanto riguarda quelli aziendali. Questo interesse si riflette in un cambiamento di preferenze da parte dei consumatori, che dirigono il loro sguardo verso aziende che si adeguano a queste novità. Solo le imprese che sapranno rispondere a queste necessità riusciranno a conquistare la fiducia dei consumatori».

Il carrello della spesa fra prezzo e made in Italy

Durante il lockdown in molti hanno fatto una “spesa bunker” e grandi scorte di prodotti, facendo passare in secondo piano gli acquisti compulsivi. Anche ora che non ci sono più vincoli, fra le abitudini di consumo che restano (o sono candidate a rimanere) ci sono la programmazione degli acquisti in modo più sostenibile.

I consumatori faranno attenzione al prezzo, alla provenienza e alla qualità degli alimenti. Va in questa direzione anche il valore assunto dal made in Italy. I consumatori vorranno fare la loro parte per uscire dalla crisi anche aiutando il commercio locale e i prodotti nazionali.

Un po’ in secondo piano sono forse rimasti finora i vantaggi ambientali dello smartworking, che comportano una riduzione degli spostamenti e del trasporto privato. Lavorando da casa cambia anche la geografia dei punti vendita.

«Sarà necessario tener conto che questo fatto causerà cambiamenti nella customer journey in termini di orari, giorni di maggior afflusso ai negozi e fedeltà ai retailer (aumenta il peso, ad esempio, dei supermercati situati nei centri urbani, più vicini ai consumatori)».

Shopping in negozio e online

Non ultima c’è la diversificazione dello shopping. Vanno insieme sempre più spesso acquisti in negozio e online. Nelle abitudini di consumo di molti è entrato o si è consolidato l’e-commerce.

«Durante questo periodo – dice l’analisi di Tiendeo.it – molte famiglie hanno scelto di provare per la prima volta o aumentare i propri acquisti online, e questo porterà a una maggiore diversificazione tra negozio fisico e e-commerce, che rappresenterà una sfida logistica per i rivenditori. Offrire ai clienti diverse opzioni come click & collect, consegna a domicilio o acquisto online conferirà valore aggiunto al punto vendita».

Se i consumatori cambiano abitudini di consumo, negozi e punti vendita sono chiamati a intercettare le nuove esigenze, le richieste di innovazione e le possibilità della tecnologia.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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