contante e covid

Addio al contante? C'è da aspettare

Il coronavirus farà dire addio al contante? Il rapporto fra i consumatori e i soldi è complicato. Quello fra gli italiani e i soldi è da lungo tempo incentrato sul legame con il contante. Monete e banconote sono ancora le preferite per le piccole spese quotidiane, anche se cashback e lotteria degli scontrini potrebbero incentivare il ricorso alle carte di credito e alla moneta elettronica. Poi c’è il fattore Covid.

Sembra che siano oltre 9 milioni gli italiani che non useranno più monete, banconote e contante per paura che queste possano trasmettere il virus. Il che non significa dire addio al contante: in 16 milioni non ci pensano proprio, soprattutto perché lo considerano più comodo e più agevole per controllare le spese.

Sono i dati dalle molteplici sfaccettature (e letture) che emergono da un’indagine fatta questo mese per Facile.it dall’istituto di ricerca EMG Acqua su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta.

A livello nazionale, quasi un quinto degli italiani (il 19%) ha dichiarato di abbandonare il contante per paura del virus. I più propensi a fare questa scelta sono gli uomini (21%) e i residenti nel Nord-Ovest (24%).

Gli italiani e il contante

Nel complesso rapporto fra italiani e contante, emerge dunque che per le spese quotidiane il 64% preferisce monete e banconote, usate in via esclusiva o preferenziale, anche se alla luce di alcuni provvedimenti del Governo come cashback e lotteria degli scontrini, qualcosa sembra pronto a cambiare. Quasi sei italiani su dieci, il 59,4% del campione intervistato, ha dichiarato che considerati questi incentivi da ora in avanti userà maggiormente carte di credito, bancomat e prepagate.

Allo stesso tempo, un italiano su cinque – il 20,4% ma con punte del 26,1% nei centri abitati con oltre 100 mila residenti – non ha alcuna intenzione di rinunciare al contante per le spese di piccolo taglio.

Siamo pronti per dire addio al contante?

Questa dunque la domanda di fondo. Non sembra però che gli italiani siano a un passo dall’adottare la moneta elettronica come prima scelta. Oltre alla preferenza per il contante nelle spese quotidiane e di importo inferiore, una parte della popolazione evita l’uso delle carte. Il 27,1% (più di un quarto degli italiani) usa oggi solo ed esclusivamente denaro contante. Il 36,9% preferisce comunque il contante e fa ricorso alla carta solo se non ha banconote in tasca.

Certo, c’è anche l’altro lato della medaglia. Il 29,4% degli intervistati dice di usare prevalentemente moneta elettronica e ricorre al contante solo se il commerciante non accetta pagamenti elettronici. Il 6,6%, invece, usa solo la carta e se il negozio non l’accetta fa dietrofront e cambia punto vendita.

Quel legame forte col denaro contante

Qual è dunque il legame di fondo che impedisce l’addio al contante? «Fra gli oltre 16 milioni che, in toto o in parte, non sono disposti a rinunciare a monete e banconote, le ragioni più frequenti di questa scelta – dicono dall’indagine –  sono il fatto che il contante sia percepito come più comodo rispetto alle carte elettroniche (18%), la difficoltà a controllare le proprie spese personali (17,2%) o la paura di furti e clonazioni (16,8%). Da evidenziare anche che il 4% dei rispondenti (circa 675.000 individui) non vuole dire addio al contante per paura di essere controllato; da banche, governo o chissà chi altro».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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