Tetto agli stranieri a scuola, Cittadinanzattiva: “Operazione ingannevole ed elettorale”
Tetto agli stranieri a scuola, Cittadinanzattiva: ingannevole (Foto RDNE Stock project per Pexels)
Il tetto alla presenza di alunni stranieri è un “provvedimento ingannevole. Si affrontino le vere emergenze della scuola e si lavori per cambiare la legge sulla cittadinanza”, rivendica Cittadinanzattiva di fronte all’intervento sulla scuola che il Governo si appresta a varare. Con un decreto legge, fra l’altro, di cui non si vede l’urgenza. Oggi pomeriggio in Consiglio dei Ministri è infatti atteso il decreto sulla scuola, con il tetto massimo del 30 per cento alla presenza di studenti che non parlano italiano e il divieto di indossare niqab e burqa.
Come spiega il manifesto, “Il criterio sarà «esclusivamente linguistico» (quindi sarà escluso chi ha frequentato la scuola dell’infanzia o un numero sufficiente di anni di scuola) e saranno ammesse delle deroghe. «Dove non sarà materialmente possibile, saranno previste deroghe e un potenziamento dell’insegnamento dell’italiano» ha spiegato ieri Valditara”.
“Operazione ingannevole e dettata da dinamiche elettorali”
Cittadinanzattiva chiede a Governo e istituzioni di ritirare la proposta e di aprire un confronto con chi vive la scuola ogni giorno per rafforzarne l’inclusività. Il provvedimento annunciato è strumentale, non risponde ad alcuna emergenza, e gran parte degli alunni che non hanno cittadinanza italiana sono in realtà nati in Italia.
“Il preannunciato decreto legge del Governo sull’introduzione di un tetto per gli studenti stranieri nelle classi – commenta Cittadinanzattiva – rappresenta un’operazione dal carattere ingannevole e dettato da dinamiche elettorali, che calpesta la realtà del mondo dell’istruzione e distoglie l’attenzione dai problemi strutturali della scuola italiana, così come dalle esigenze concrete degli studenti con cittadinanza non italiana”.
“A confermare la natura strumentale dell’intervento governativo è, anzitutto, la scelta della tempistica e del metodo: il ricorso all’ennesimo decreto legge, utilizzato ormai come modalità quasi ordinaria di legiferare, mortifica le regole della democrazia parlamentare ed evita qualsiasi serio dibattito nelle aule istituzionali – prosegue l’associazione – Lanciare un simile provvedimento ad anno scolastico già iniziato dimostra poca attenzione alle realtà organizzative delle scuole ed il tono usato è inoltre altamente stigmatizzante ed escludente nei confronti di bambine e bambini, ragazzi e ragazze che da anni ormai fanno parte della nostra scuola e del nostro Paese”.
È un provvedimento che distoglie l’attenzione. Il tetto alla presenza di alunni con ridotta conoscenza della lingua italiana esiste già, ricorda Cittadinanzattiva. È una circolare ministeriale dell’8 gennaio 2010, che fissa la soglia al 30% per favorire l’integrazione e consentire un’adeguata didattica.
Ragazzi e ragazze italiani di fatto
La demografia scolastica inoltre dice che, nell’anno scolastico 2024-2025, sul totale di 7 milioni e 700 mila studenti, l’11,8%, ossia oltre 930 mila, non ha la cittadinanza italiana; gran parte di questi ragazzi (due terzi secondo dati di poco precedenti, quindi oltre 577 mila) sono nati in Italia.
“Si tratta di ragazzi e ragazze italiani di fatto, la cui condizione di “stranieri” è l’esclusivo frutto dei cavilli e delle barriere anacronistiche imposte dalla Legge n. 91 del 1992 sull’accesso alla cittadinanza – spiega Cittadinanzattiva – Piuttosto che pensare a misure inutili, se non proprio dannose, occorre mettere in atto strategie e risorse finalizzate a potenziare gli organici scolastici e amministrativi, incrementando in particolare quelli per la mediazione linguistica e culturale, e a fronteggiare gli annosi problemi di sicurezza strutturale e di inadeguatezza degli spazi delle scuole. E soprattutto occorre mettere mano alla legge sulla cittadinanza, garantendola ai minori, figli di cittadini stranieri, che nascono e crescono sul territorio italiano”.
