Turismo invernale in montagna, funivie: “Motore di sviluppo delle economie locali”

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L’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF) critica il report Nevediversa di Legambiente: “Il turismo legato alla neve è infrastruttura economica”

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Turismo invernale in montagna, la voce delle funivie (Foto Pixabay)

Il turismo invernale in montagna è un “motore” di sviluppo delle economie locali, moltiplicatore di investimenti e leva strategica per la competitività delle destinazioni alpine. È una leva economica per le realtà di montagna. E allora “il rapporto “Nevediversa” di Legambiente continua a raccontare solo metà della realtà della montagna”, afferma Massimo Fossati, Vicepresidente ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari aderente a Confindustria), in reazione al rapporto dell’associazione ambientalista.

Presentato nei giorni scorsi, Nevediversa lancia un campanello d’allarme sulla montagna “ridotta a scenografia” e sulla presenza di centinaia di impianti dismessi, sottoutilizzati o in stato di abbandono, di impianti che a stento sopravvivono e di “luna park della montagna”.

Il rapporto conta nel 2026 su Alpi e Appennini 273 impianti sciistici dimessi e censisce 247 “edifici sospesi”,  106 impianti sciistici temporaneamente chiusi e 98 che operano in una condizione mista di “apertura e chiusura”.

Turismo legato alla neve è “infrastruttura economica”

Per ANEF è uno sguardo parziale. Spiega il presidente Fossati: “Ogni anno il rapporto “Nevediversa” propone una lettura del turismo invernale che tende a rappresentare gli impianti di risalita quasi esclusivamente come un problema ambientale e come un costo pubblico. È una narrazione che rischia però di risultare fortemente parziale, perché trascura un elemento fondamentale: nelle aree alpine e prealpine il turismo legato alla neve non è soltanto un’attività sportiva, ma una vera infrastruttura economica territoriale”.

Il riferimento è a uno studio, realizzato dagli esercenti di funivia insieme a PwC, che evidenzia l’effetto moltiplicatore del turismo invernale: ogni euro speso nello sci può generare fino a otto euro di ricaduta economica complessiva.

Per ANEF dunque il turismo invernale rappresenta “una delle principali leve economiche per molte aree montane”. L’associazione parla del “ruolo sociale degli impianti di risalita”

“In molte vallate alpine e prealpine lo sci rappresenta uno dei principali motori economici locali – spiega Fossati – Attorno alla stagione invernale ruotano migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti e un tessuto di imprese turistiche che consente a molte comunità montane di mantenere servizi, occupazione e popolazione residente. Senza questa economia, molte aree montane rischierebbero un rapido impoverimento economico e un ulteriore spopolamento”.

L’economia di montagna

Lo studio ANEF-PwC Italia (“L’economia della Montagna. Impatti e sfide del sistema montagna in Italia”) è stato pubblicato nei giorni scorsi e ha analizzato l’impatto socio-economico del turismo montano legato agli impianti di risalita di Valle D’Aosta, Trento, Bolzano, Lombardia e Veneto. Per ogni euro speso per l’acquisto di biglietti e servizi turistici negli impianti di risalita, spiega l’analisi, si genera un effetto moltiplicatore pari a oltre 5 volte per la spesa turistica locale e oltre 8 volte per il giro d’affari locale stimolato.

Nei territori analizzati – informa una nota – 1,1 miliardi di euro di spesa per impianti e servizi attivano 5,6 miliardi di spesa turistica locale e 8,9 miliardi di giro d’affari, con oltre 75 mila occupati tra diretti e indiretti. Tutto questo produce un gettito fiscale di 548 milioni di euro per Regioni, Province e Comuni dell’area montana dei territori analizzati. Sul versante degli investimenti, nel 2024 i gestori delle aree analizzate hanno destinato 291 milioni di euro alla realizzazione e al rinnovo delle infrastrutture, pari al 94% degli investimenti nazionali del settore.

L’associazione rivendica l’importanza del turismo invernale per i comuni di montagna: in tutta Italia sono 2500, occupano il 35% del territorio nazionale e contano oltre 7 milioni di abitanti. La metà (51%) ha un’economia fortemente incentrata sul turismo.

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