Turismo straniero, Assoturismo: 2025 record (Foto Pixabay)

Il turismo straniero va verso un record di presenze nel 2025. Città d’arte, laghi, mare e ancor più località di montagna vedono nell’anno appena passato un aumento di presenze dei turisti stranieri. Secondo le stime elaborate da CST – Centro Studi Firenze per Assoturismo Confesercenti nel 2025 le presenze straniere in Italia si attestano a 271 milioni, in aumento del 6,7% rispetto all’anno precedente. La spesa turistica dei turisti stranieri in Italia è stimata in 57,1 miliardi di euro. “Turismo straniero da record”, commenta Assoturismo.

L’aumento del turismo straniero

Sul piano territoriale, nelle aree del Sud e Isole la domanda straniera è stimata in crescita dell’8,7%, pari a circa 3,3 milioni di presenze in più. Nel Nord Est gli stranieri aumentano del 6,7% (+7 milioni di pernottamenti) e nel Nord Ovest del 6,5% (+3 milioni di presenze). Nelle regioni del Centro la variazione stimata è del 5,7%, con un incremento delle presenze straniere di 3,7 milioni.

L’aumento dei flussi turistici riguardano tutte le diverse mete e località. E così le città e i centri d’arte segnano una crescita del 6,4%, portando le presenze complessive degli stranieri a 84,5 milioni. Aumentano le presenze straniere nelle località dei laghi (+6,7%), con un totale stimato di 34,5 milioni di pernottamenti. Le aree di montagna registrano un +8,5%, l’aumento maggiore, per un totale stimato di 31,1 milioni di presenze straniere. Per le località marine la crescita del mercato estero è del 6,4%, con pernottamenti complessivi che arrivano a 72,7 milioni. La tendenza è positiva anche per collina e terme, rispettivamente a +5,8% e +5,9%).

“L’Italia si conferma una destinazione turistica ambita e uno dei brand più forti nel mercato internazionale, capace di attrarre flussi crescenti grazie al richiamo del nostro patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico, e di generare un importante valore economico – commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti – Mantenere questa traiettoria anche per il 2026 richiederà investimenti infrastrutturali, interventi mirati per innalzare gli standard qualitativi dei servizi e per frenare le spinte inflazionistiche, in modo che il settore possa continuare a essere un motore fondamentale per la crescita economica del Paese”.

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