Il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Guido Bortoni, ha presentato oggi la relazione annuale. Immediate le reazioni delle Associazioni dei consumatori, in particolare sui prezzi e sulla fine del mercato tutelato. 
Bortoni ha assicurato che, con la fine del mercato tutelato dell’elettricità e del gas, ci sarà almeno un’offerta standard per ciascun venditore, dato che ci sono clausole non facili da capire per il consumatore. “Giusto, ma le tutele non vanno estese solo ad un’offerta per venditore – commenta Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori – Occorre che, come nel mercato tutelato, anche in quello libero l’Authority fissi garanzie minime per il consumatore in modo che la concorrenza possa essere solo al rialzo e non al ribasso ed a scapito dei diritti dei consumatori che devono essere, invece, tutelati da condizioni capestro. Le clausole definite inderogabili dall’Authority vanno estese a tutti i contratti del mercato libero. Inoltre devono essere considerate inderogabili sia quelle relative agli interessi di mora che alla scadenza delle bolletta, per non parlare di quelle per il pagamento a rate” conclude Dona.
L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che attualmente:

  • Interessi di mora. Se un cliente ha un contratto nel mercato libero e paga dopo la scadenza indicata sulla bolletta stessa, il venditore può chiedere gli interessi di mora e le spese previste dal contratto e non quelle fissate da Authority per il mercato tutelato.
  • Scadenza bolletta. Nel contratto a condizioni regolate dall’Autorità tra la data d’emissione e quella di scadenza per il pagamento devono passare almeno 20 giorni. Per gli altri dipende dal contratto.
  • Pagamento a rate. Nel mercato tutelato i clienti hanno diritto di pagare la bolletta a rate quando la bolletta di conguaglio supera del 150% l’addebito medio delle bollette in acconto, ricevute dopo la precedente e ultima bolletta di conguaglio. Nel mercato libero no.

L’UNC critica inoltre il dato secondo cui i consumatori con consumi medio-bassi (fino a 2.500 kWh l’anno) hanno pagato prezzi dell’energia inferiori a quelli praticati nell’UE. “Peccato che i consumi medi siano di 2.700 kWh l’anno e non di 2.500. I dati Eurostat ci dicono ben altro. L’Italia è tra i Paesi più cari dell’Ue per la bolletta energetica a carico delle famiglie. Il costo del gas è il quarto più alto nell’Ue in termini assoluti: 9,1 euro per 100Kwh rispetto alla media europea di 7,1 euro (7,6 euro nell’Eurozona).  Non va molto meglio per la luce, che gli italiani pagano 24,3 euro per 100 Kwh rispetto ad una media Ue di 21,1 euro e di 22,1 euro nell’Eurozona – denuncia Massimiliano Dona – Ben sopra la media Ue anche l’impatto fiscale sulle bollette. Nel periodo considerato da Eurostat, seconda metà del 2015, pesa per il 39% la tassazione sui costi dell’elettricità in Italia, contro il 33% Ue ed il 38% dell’Eurozona, il quarto onere più alto, e per il 35% sul gas, contro il 23% Ue ed il 29% dell’Eurozona, il quinto più alto. Insomma, c’è poco da stare allegri” conclude Dona.
Per CODICI quello dell’Autorità è un elegante fallimento: l’Autorità non ha fatto mea culpa, anzi ha difeso le sue scelte di quest’ultimo periodo, come quella di far pagare di più l’energia elettrica a chi ne consuma di meno. Una logica completamente opposta al buon senso e alle necessità attuali degli italiani. Per colpa di questa Autorità, gli italiani pagheranno solo nel 2016 400-500 euro in più ad utenza, rispettivamente: 100 euro per la revisione tariffaria, 120 euro per il nuovo contatore energia, 150 euro a famiglia per l’incremento delle tariffe idriche, 50 euro invece è il costo medio delle spese sostenute da un consumatore per fare un reclamo al proprio operatore.
Inoltre c’è da aggiungere l’incredibile fenomeno dei maxi conguagli e dei contratti truffa, fenomeni che accadono solo nel settore utenze; proprio quello regolato da questa Autorità! In Italia paghiamo il 75% delle bollette per oneri che nulla hanno a che vedere con la corrente. “Siamo molto delusi e speriamo che vista la scadenza imminente (nel 2018) di questo Collegio, il Governo riformi completamente le Autorità italiane, abrogando quelle di regolazione e lasciando solo l’Antitrust – commenta Luigi Gabriele, affari Istituzionali del CODICI – Basta, vogliamo staccarci dalla rete e non pagare per servizi non effettuati come la mancata lettura dei contatori.”


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