E-commerce, Parlamento Ue prossimo al voto per rafforzare tutela consumatori

Rafforzare la tutela dei consumatori: questo l’obiettivo principale delle misure che il Parlamento europeo si appresta a votare nella Plenaria della prossima settimana. Martedì prossimo saranno infatti discusse e votate nuove regole Ue che vogliono proteggere in modo più efficace i consumatori da possibili truffe durante gli acquisti fatti online. Le norme prevedono di attribuire maggiori poteri alle autorità nazionali per individuare e fermare le violazioni delle leggi a tutela dei consumatori che fanno acquisti online, nel quadro del rinnovato regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori.

Di cosa si sta parlando? Come si legge in una nota del Parlamento, una verifica fatta nel 2014 ha evidenziato che “il 37% dei siti web per l’acquisto o la prenotazione online di viaggi, intrattenimento, abbigliamento, beni elettronici e servizi di credito violavano la legislazione UE per la protezione dei consumatori”. La mancanza delle informazioni di base potrebbe generare perdite o costi per 770 milioni di euro l’anno a danno dei consumatori che fanno acquisti transfrontalieri. E il 68% dei reclami ricevuti nel 2015 dai Centri europei per il consumo riguardano proprio il settore dell’e-commerce. La proposta che sarà discussa dal Parlamento europeo fa parte del pacchetto sul commercio elettronico presentato dalla Commissione nel maggio 2016. Il 21 giugno di quest’anno i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto un accordo informale sul regolamento.

Secondo le regole che saranno discusse, le Autorità nazionali avranno poteri investigativi e potranno “richiedere informazioni ai gestori di registri di domini e alle banche per identificare i commercianti disonesti”, “acquistare beni o servizi per testare il rispetto delle norme da parte dei siti web, anche sotto copertura (“mystery shopping”)”, ordinare di rimuovere il contenuto digitale se questo è l’unico modo per fermare una pratica illegale, imporre sanzioni e informare i consumatori su come ottenere un risarcimento.

Una recente fotografia dell’ecommerce transfrontaliero è stata tracciata dal Consumer Conditions Scoreboard 2017 analizzato in Italia dal CEC – Centro europeo consumatori Italia lo scorso agosto. Emerge che i consumatori hanno sempre più fiducia nel commercio elettronico e sempre più spesso fanno acquisti online transfrontalieri, anche se devono scontrarsi con diverse criticità quando comprano da venditori di altri paesi. Sono le aziende ad essere ancora riluttanti a vendere online fuori dai confini, preoccupate dai rischi di frode e dalla differenze nelle norme fiscali e nelle legislazioni a tutela dei consumatori.  Nonostante i progressi compiuti, ha evidenziato in quell’occasione il CEC, i consumatori incontrano ancora difficoltà negli acquisti online da venditori di altri Paesi: il 13% degli intervistati si è visto rifiutare il pagamento; al 10% degli intervistati è stata negata la consegna dei prodotti. Su un altro versante, i timori dei rivenditori nella vendita online ai consumatori di altri paesi Ue sono legati soprattutto alla preoccupazione per i rischi di frode e alle differenze nelle norme fiscali. I rivenditori sono poi scoraggiati anche dalle differenze nelle legislazioni nazionali in materia di contratti, dalle differenze nelle norme nazionali in materia di protezione dei consumatori e da potenziali maggiori costi per risolvere le controversie transfrontaliere.

 

@sabrybergamini

 

Notizia pubblicata il 10/11/2017 ore 10.23

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