Dal 1° maggio posta prioritaria esce dal servizio universale (Foto Pixabay)

Dal 1° maggio la posta prioritaria esce dal servizio universale, il sistema che garantisce a tutti i cittadini l’accesso ai servizi postali con tariffe accessibili su tutto il territorio nazionale. Lo ricordano le associazioni dei consumatori (ACF-Aiace-Sdc Federazione nazionale, Adiconsum, ADOC, Adusbef, Assoutenti, Codacons, Codici, Ctcu, Federazione Iconsumatori, Lega consumatori, MC, Mdc, Urtv) che evidenziano come tale novità comporterà aumenti dei costi per gli italiani e tempi di consegna più lunghi, oltre ad effetti negativi sul comparto dell’e-commerce.

Posta prioritaria fuori dal servizio universale

La legge di Bilancio 2026 ha introdotto infatti alcune modifiche al D.Lgs. 261/1999, prorogando l’affidamento del Servizio Universale a Poste Italiane sino al 31 dicembre 2036. La normativa, tuttavia, introduce alcune novità, tra cui l’esclusione della posta prioritaria e di altri servizi postali dal perimetro del Servizio Universale, a partire dal 1° maggio 2026.

Dal servizio universale viene esclusa la posta prioritaria e, nel dettaglio, i seguenti servizi: Posta1; Postapriority Internazionale; Posta1Pro; Posta1Pro Risposta Pagata; Posta1online (nazionale); Posta1online (internazionale).

Tutti questi servizi  non saranno più disponibili a partire dal 1° maggio 2026. Fa eccezione il servizio Postapriority Internazionale, che a partire da metà maggio 2026 continuerà ad essere erogato fuori dal perimetro del Servizio Universale ed esclusivamente presso gli Uffici Postali, escludendo quindi l’uso del francobollo e la possibilità di immissione nelle cassette postali.

Aumento dei costi per i consumatori

“La conseguenza sarà che le tariffe applicate agli utenti non saranno più calmierate, come avviene oggi grazie al servizio universale, ma definite in base al mercato e i tempi di consegna saranno più lunghi, superiori a un giorno lavorativo garantito oggi da Poste – denunciano i Consumatori – Si tratta di un cambiamento tutt’altro che secondario, considerato che la novità interesserà non solo chi spedisce, ma anche chi riceve e coinvolgerà l’intero comparto dell’e-commerce e migliaia di piccole aziende. Per le spedizioni economiche e leggere, infatti, i venditori ricorrevano finora alla Posta1, che garantiva tempi celeri, costi bassi e il tracciamento delle spedizioni, fondamentale per il commercio online. Oltre a ciò, vi sarà un aumento dei costi che sarà scaricato sui consumatori finali”.

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