Bufera Facebook, Zuckerberg: risolveremo i problemi, ma ci vorranno anni

“Vorrei poter risolvere tutti questi problemi in tre mesi o sei mesi, ma penso che la realtà sia che la risposta ad alcune di queste domande richiederà un periodo più lungo”. È la triste presa di coscienza che Mark Zuckerberg ha reso ufficiale nella sua ultima intervista rilasciata a Vox. Tra fake news, interferenze elettorali, violazioni della privacy quella che si sta abbattendo da circa un anno sul social network da 2 miliardi utenti al mesi è una vera e propria tempesta dalla quale, almeno per ora, non sembrano provenire segnali di quiete.

A Wall Street, la società ha perso quasi 100 miliardi di dollari nelle ultime settimane e continua la grande fuga dei finanziatori e degli inserzionisti pubblicitari che non vogliono più legare il loro nome alla piattaforma.

Dietro la bufera che sta investendo Facebook, c’è di sicuro una durissima guerra tecnologica che si sta combattendo nella Silincon Valley. Ne sono una prova le accuse mosse da Tim Cook, numero uno di Apple, che riguardano la presunta pratica seguita dal gruppo di Menlo Park di fare soldi sui dati personali degli utenti.

Zuckerberg ha replicato ribadendo la falsità dell’accusa mossa da Cook epoi ha tentato ancora una volta di rassicurare gli utenti che navigano sulla piattaforma social ma anche gli investitori, spiegando la stretta a cui si sta già lavorando per proteggere al meglio le informazioni personali e per limitare al massimo le attività di raccolta dati da parte di società terze. Come la Cambridge Analytica, che ha acquistato le informazioni di oltre 50 milioni di utenti Facebook per poi utilizzarle per scopi politici, per favorire l’elezione di Donald Trump e forse anche per influenzare il voto sulla Brexit.

Nel suo “Manifesto 2017”, Facebook si proponeva come la piattaforma social che avrebbe sostenuto i prossimi passi dell’umanità verso il futuro. Ma su questa ottimistica visione si distende ormai un’ombra nera sempre più cupa che lascia poco spazio all’ottimistica e speranzosa visone del suo fondatore. Zuckerberg ha sostenuto che uno dei problemi di Facebook è il suo “idealismo”, il fatto che si sia concentrato sugli aspetti positivi del connettere le persone: “Non abbiamo speso tempo a sufficienza nell’investire, o pensare, ad alcuni degli usi negativi degli strumenti”.

Facebook , rassicura Zuckerberg, ha comunque già iniziato a investire nelle questioni relative alla sicurezza almeno un anno fa. “Se si tratterà di un processo di tre anni, siamo già nel primo anno”, ha spiegato, “e, si spera, entro la fine del 2018, avremo iniziato a voltare pagina su alcuni di questi problemi”. “Ci sono almeno 14 mila dipendenti”, ha aggiunto, “che lavorano giorno e notte su questo, per rendere la piattaforma più sicura e per affrontare in maniera più efficace in futuro problemi come quello dell’interferenza russa nelle elezioni americane”.

 

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