Amianto, una piaga che continua. Domani la Conferenza governativa

L’amianto è una piaga che l’Italia si porterà dietro ancora per anni. Ci sono oltre 34 mila siti da bonificare, oltre due mila vittime ogni anno, e una bonifica che procede troppo lentamente. Con questi tempi, si rischia di dover convivere con l’amianto fino al 2100. Alla vigilia della seconda Conferenza governativa, le associazioni delle vittime, degli ex esposti e gli ambientalisti sollevano il problema e lanciano le loro proposte: prevenzione, chiusura di tutte le attività di estrazione contenenti amianto, sorveglianza sanitaria e ricerca clinica, risarcimento garantito alle vittime.

Dalla seconda conferenza nazionale sull’amianto, che si svolgerà a Venezia da domani al 24 novembre, “verrà un Piano nazionale sull’amianto che sarà articolato su tre filoni principali: la bonifica dei siti inquinati, la presa in carico dei malati ed i problemi risarcitori, la ricerca scientifica”. Lo ha annunciando il ministro della Salute Renato Balduzzi presentando la Conferenza e spiegando anche che l’amianto “ é una realtà con cui dovremo convivere ancora per molto tempo: il picco delle malattie correlate sarà infatti raggiunto attorno al 2020, quindi sarà ancora una lunga sofferenza”. Balduzzi ha inoltre aggiunto: “Vogliamo dare alla gente una risposta di speranza, anche agendo attraverso un miglior coordinamento della ricerca scientifica”. Secondo il ministro, “non bisogna dunque abbassare la guardia: molto è stato fatto, ma molto c’é ancora da fare sia in riferimento alla bonifica dei siti inquinati, sia rispetto alla presa in carico dei malati, ma anche in riferimento alla questione dei risarcimenti e per la ricerca scientifica”.

Nel frattempo, le associazioni denunciano che “a 20 anni dalla sua messa al bando l’amianto continua a causare oltre 2mila vittime all’anno; 34.148 sono i siti ancora da bonificare per oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese con cave di materiali contenenti la pericolosa fibra ancora attive. Alla vigilia della II Conferenza governativa sull’amianto, le associazioni auspicano che sia un incontro degli esposti e non sugli esposti, in cui prendere precisi impegni di finanziamento su sorveglianza sanitaria, ricerca, risarcimenti e per fare interventi concreti di risanamento e rendere l’Italia libera dall’amianto”.

L’emergenza sanitaria, denunciano le associazioni, continua a crescere tanto che, considerato anche il lungo periodo di latenza delle malattie correlate all’amianto, gli epidemiologi prevedono alcune decine di migliaia di casi nei prossimi anni. “È evidente quindi l’importanza di un’efficace sorveglianza sanitaria ed epidemiologica per gli esposti, insieme alla ricerca clinica e il risarcimento garantito per le vittime, ma occorre intervenire anche in termini di prevenzione”, spiegano le associazioni.

Ci sono i grandi poli industriali ma a questi si affianca una diffusione ancora capillare sul territorio nazionale: basti pensare che, in effetti, dopo venti anni dalla messa al bando ancora non si sa quanto amianto c’è in giro. Le stime ufficiali del CNR parlano di 32 milioni di tonnellate, relative ai 2,5 miliardi di mq di coperture di eternit, e di diverse tonnellate di amianto friabile. Il ministero dell’Ambiente, seppure con un quadro parziale, arriva a individuare 34.148 siti con presenza di amianto. Infine sono ancora attive in Italia attività estrattive di rocce contenenti amianto, come le pietre verdi o le ofioliti.

Dalla conferenza che inizia domani le associazioni vorrebbero fossero affrontati temi quali risanamento ambientale, chiusura delle cave di amianto, sorveglianza sanitaria ed epidemiologica e risarcimento delle vittime garantito. La conferenza, dicono, è “un appuntamento molto importante richiesto con forza dalle stesse associazioni delle vittime e degli ex esposti all’amianto proprio al Ministro della Salute ma che purtroppo lascia poco spazio ai diretti interessati”.

Il perché lo spiegano con queste parole:  “Il nostro obiettivo era una conferenza con gli esposti, non sugli esposti, come rischia di diventare invece visto il poco spazio lasciato alle associazioni. Deve essere l’occasione per discutere le decisioni relative alla salute degli ex esposti, per trovare le forme migliori di cura per chi è stato colpito da una malattia derivante dall’amianto e perché le vittime dell’amianto, a partire dagli esposti non professionali, possano essere adeguatamente risarcite e gli enti previdenziali, Inps e Inail, riconoscano le malattie professionali e i benefici di legge a tutti gli aventi diritto (compresi i militari ex esposti), senza differenziazioni territoriali e senza dovere ricorrere ai tribunali, come avviene di frequente. Occorre infine far partire quell’azione di risanamento che la legge prevede già dal 1992.”

4 Commenti a “Amianto, una piaga che continua. Domani la Conferenza governativa”

  1. luca ha detto:

    Milano e corsico sono invase dall’amianto e nonostante i solleciti tutti se ne sbatotno le palle.

    unica soluzione emigrare

  2. giulietta tattanelli ha detto:

    c’è qualcuno che legge …e magari risponde ai commenti?

  3. giulietta tattanelli ha detto:

    Devo aggiungere che una ricercatrice del CNR (che non riesco a rintracciare), afferma che con un semplice prelievo del sangue si può verificare se l’amianto è la causa della malattia: non vi parrà vero, ma non ho trovato nessun laboratorio nè a Genova, nè a brescia, nè a Pavia, nè a Milano che conoscano il nome di questo esame e che quindi siano in grado di farlo!
    grazie per l’ospitalità.
    giulietta tattanelli motto genova

  4. giulietta tattanelli ha detto:

    Peccato che si continui a dire che l’amianto provoca solo il mesotelioma. Ci sono ricercatori di grande livello (come il dottor giancarlo Ugazio), che dicono che l’amianto quando entra nel circolo sanguigno è responsabile di molte altre malattie tra cui l’alzhaimer., oltre provocare la cancerogenesi anche al cervello,prostata, ovaio, mammella, autismo , sclerosi laterale amiotrofica ed infine i tessuti emolinfopoietici (lleucemie e linfogranulomi:) A mio marito, che per oltre 20 anni ha lavorato sulle navi ,maneggiando amianto ogni giorno a causa del suo lavoro di falegname, non riconoscono l’esposizione all’amianto perchè invece di essersi ammalato di mesotelioma, si è ammalato del morbo di Alzheimer . che l’ha ridotto un vegetale: non parla, non si muove, viene nutrito attraverso una peg e di quando in quando ha crisi epilettiche..
    Questo lo sa il ministro della salute- dottor Balduzzi.? Ho paura di si, ma conviene tacerlo perchè troppe persone dovrebbero essere risarcite da questo inconmensurabile danno.Peggiore di un omicidio.
    giulietta tattanelli motto .Genova