Crisi di Governo, da domani scatta l’aumento dell’Iva

La crisi di Governo ferma tutti i provvedimenti economici che dovevano essere discussi nel Consiglio dei Ministri di venerdì scorso. E così da questa sera a mezzanotte scatta l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, ritocco sul quale si levano le voci critiche di commercianti e consumatori, che da tempo denunciano le ripercussioni negative di questo provvedimento sull’economia e sui consumi: una stangata di oltre 200 euro a famiglia. MDC invita gli italiani a scrivere sulla pagina facebook ufficiale del Cavaliere: Grazie del regalo, senatore Berlusconi.
Ci saranno rincari nel settore dell’abbigliamento (+81 euro), nell’acquisto di scarpe (+25 euro) e bevande alcoliche, vino compreso, e gassate (+12 euro).  

”L’aumento dell’Iva – commenta il vicepresidente vicario di Confesercenti Massimo Vivoli – non solo darà un nuovo duro colpo all’occupazione, alle imprese che lavorano per il mercato interno ed ai consumi, ma potrebbe essere solo l’inizio di una nuova grandinata fiscale insopportabile per famiglie ed imprese”. Gli effetti recessivi dell’aumento dell’Iva dal primo ottobre sembrano essere sottovalutati da più parti. Per questo motivo l’Ufficio Studi Confcommercio nei giorni scorsi aveva effettuato una precisa analisi economica di questi effetti, analizzando l’impatto sui consumi, sui prezzi, sui redditi, sull’occupazione.

Con l’aumento dell’Iva, afferma Confcommercio, “si amplificherebbe la già drammatica situazione dei consumi che, dopo aver chiuso il 2012 a -4,3%, chiuderà, senza interventi, anche quest’anno in negativo a -2,4%. L’incremento dell’Iva, che si tradurrebbe in una riduzione dei consumi dello 0,1% a parità di altre condizioni, andrebbe a incidere negativamente sulle spese del mese di dicembre e quindi delle festività”. Con una inflazione sostanzialmente sotto controllo, si avrebbe un aumento dei prezzi – fra ottobre e novembre – di circa lo 0,4% con effetti di trascinamento anche nel 2014. La contrazione della domanda porterebbe inoltre a una riduzione del gettito Iva atteso.

La perdita di produzione, determinata dal calo dei consumi, comporterebbe, a regime, una riduzione dell’occupazione approssimativamente di 10 mila posti di lavoro – scrive ancora Confcommercio – mentre chiuderanno molte attività e imprese. L’aumento dell’Iva avrà inoltre un impatto maggiore sulle famiglie a più basso reddito, in quanto “la pressione Iva (rapporto tra Iva pagata e reddito) per il 20% di famiglie più povere arriverebbe al 10,5%, mentre per il 20% di famiglie più ricche sarebbe del 7,5%, circa il 30% in meno”.

Per Federconsumatori e Adusbef, gli aumenti “faranno lievitare i costi di trasporto di tutti i beni e servizi (non dimentichiamo che oltre l’86% dei beni di largo consumo è trasportato su gomma), incrementando inevitabilmente il prezzo al dettaglio, anche per quei beni la cui aliquota Iva non sarà soggetta a ritocchi. E a ciò si aggiungeranno gli incrementi tariffari di artigiani e professionisti, oltre gli inevitabili e perniciosi arrotondamenti dei prezzi”.

L’effetto più evidente dell’aumento dell’aliquota Iva si ha dall’immediato aumento del prezzo della benzina, con il 43% degli italiani che usa meno l’auto, a dimostrazione del fatto che si compensano i rincari provocati dall’Iva con minori consumi – commenta Coldiretti – L’innalzamento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% sui carburanti avrebbe un effetto valanga sull’88% della spesa degli italiani che viene trasportato su strada, con il 68% dei consumatori che taglia sull’abbigliamento, mentre il 57% degli italiani per risparmiare sceglie prodotti più economici nel largo consumo”.

Il primo effetto dell’aumento Iva sarà il rincaro dei carburanti. Secondo Quotidiano Energia, a partire da domani “per effetto del mancato slittamento dell’aumento dal 21 al 22% dell’aliquota ordinaria dell’Iva, il prezzo raccomandato della benzina salirà di circa 1,5 cent euro/litro, quello del diesel di 1,4 ed il Gpl di 0,7 cent. Anche se l’impatto sui prezzi praticati non dovrebbe essere immediato ma spalmarsi lungo la settimana in funzione della fisiologica rotazione delle scorte”. Per la sigla l’aumento sarà comunque inferiore a quello previsto dalla bozza di dl previsto in Consiglio dei Ministri prima della crisi di governo, che prevedeva, a copertura del rinvio dell’aumento Iva, un rincaro delle accise sui carburanti di 2 cent al litro per tutto il 2013 e poi di 2,5 fino al 15 febbraio 2015 (assieme ad altre misure fiscali).

Infine, il Movimento Difesa del Cittadino lancia una provocazione: “Degli aumenti dei prezzi al consumo per il passaggio dell’IVA al 22% gli italiani devono ringraziare il Cavaliere. Come lo ringraziarono nel 2011 quando si e’ passati dal 20% al 21%. MDC invita tutti i cittadini a scrivere un commento sulla pagina facebook ufficiale del Cavaliere https://www.facebook.com/SilvioBerlusconi scrivendo Grazie del regalo, senatore Berlusconi. 

“Al di là delle convinzioni politiche di ciascuno – continua MDC – aver messo in crisi il Governo in questo momento, prima preannunciando le dimissioni di tutti i parlamentari, poi addirittura “dimissionando” i ministri a loro insaputa, costituisce una responsabilità politica che va addebitata interamente al senatore Berlusconi. Facciamo arrivare migliaia di commenti sulla sua pagina per esprimere la protesta di tutti”.

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