Limiti a pubblicità, Antitrust indaga su Federazione Medici e Odontoiatri

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti della Federazione Nazionale Medici e Odontoiatri (Fnomceo) per verificare se abbia messo sù un’intesa restrittiva della concorrenza limitando in modo ingiustificato il ricorso alla pubblicità da parte dei singoli professionisti e delle reti di studi odontoiatrici, violando così le norme comunitarie in materia di intese restrittive della concorrenza. Secondo molte segnalazioni di singoli professionisti e reti di studi odontoiatrici e una denuncia di Groupon, l’applicazione delle norme del codice deontologico limiterebbe il diritto dei singoli professionisti a farsi pubblicità.

Il Codice Deontologico e le linee guida emanate dalla Fnomceo prevedono infatti: l’assoluto divieto di pubblicità promozionale, utilizzato, secondo alcune denunce arrivate, per contestare l’utilizzo di specifici mezzi di diffusione o messaggi incentrati sulla particolare convenienza economica delle prestazioni; il divieto di pubblicità comparativa; limitazioni relative ai messaggi pubblicitari contenenti le tariffe; la verifica preventiva da parte degli Ordini della conformità alle norme deontologiche dei messaggi pubblicitari che intendono diffondere.

Secondo l’Antitrust gli ostacoli al ricorso alla pubblicità potrebbero avere effetti restrittivi della concorrenza in quanto limiterebbero l’utilizzo, da parte dei singoli professionisti e di studi associati, di una importante leva concorrenziale.

All’origine del provvedimento numerose segnalazioni arrivate da parte di singoli professionisti e società che gestiscono studi odontoiatrici, secondo le quali l’utilizzo dello strumento pubblicitario risulterebbe diffusamente ostacolato dalla relativa disciplina contenuta nell’art. 56 del Codice deontologico e da una applicazione fortemente restrittiva, in tale ambito, della nozione di ‘decoro professionale’. La segnalazione presentata  dalla società Groupon Spa lamenta invece che diversi organi territoriali avrebbero inoltre esercitato forme di pressione sui medici che pubblicizzano la propria attività professionale avvalendosi dei servizi di Groupon, ottenendo la disdetta dei contratti.

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