Legge di stabilità, Istat calcola effetti della riduzione Irpef e aumento Iva

Lo scambio (a perdere) meno Irpef-più Iva, la retroattività dei tagli alle detrazioni fiscali con tanto di tetto e franchigia, la scure sulla scuola e sulla sanità, il nodo degli esodati. Per la contestatissima legge di stabilità 2012 cominciano gli esami in Parlamento con le audizioni, oggi, di Banca d’Italia Confindustria, Sindacati, Abi e l’Istat. Proprio il presidente dell’Istituto di Statistica, Enrico Giovannini, nel corso del suo discorso sottolinea che “la manovra sull’Irpef del governo beneficia di più i redditi medi e medio-alti mentre l’aumento dell’Iva si ripercuoterà sull’80% dei beni di consumo ma manca ancora una valutazione sull’effetto combinato delle due azioni.L’Istat ha cercato di calcolare separatamente gli effetti dei due capisaldi della Legge di stabilità: da un lato la riduzione di un punto delle prime due aliquote Irpef che gravano sui redditi fino a 28.000 euro combinata con la stretta a detrazioni e deduzioni; dall’altro l’aumento di un punto delle aliquote Iva del 10 e del 21% dal prossimo luglio.

“La manovra sull’Irpef e sulle agevolazioni fiscali dovrebbe aumentare dello 0,5%-0,8% il reddito delle famiglie ma finirà con il beneficiare maggiormente il ceto medio e quello medio-alto” precisa Giovannini specificando che i meno avvantaggiati sono i redditi agli estremi della distribuzione, cioè quelli più alti (ultimo quintile, con un effetto pari allo 0,5%) e quelli più bassi (primo quintile, 0,6%)”. Quanto all’aumento dell’imposta sui consumi, l’Istat dice che nell’ipotesi di un completo e immediato trasferimento sui prezzi al consumo “l’impatto teorico sui singoli prezzi dei prodotti sarebbe pari allo 0,83% per i beni e servizi ad aliquota ordinaria [21%] e dello 0,91% per quelli su cui grava l’aliquota del 10%. I primi pesano per il 51% circa sul paniere dei prezzi al consumo, mentre i secondi pesano per circa il 29%: complessivamente, quindi, la manovra interesserà prezzi di beni e servizi relativi a quasi l’80% della spesa per consumi”.

L’audizione dell’Istat è stata anche l’occasione per le Associazioni dei Consumatori di ribadire le proprie perplessità sulla Legge di Stabilità. Secondo il Codacons il vero problema è che “la riduzione delle prime due aliquote Irpef produrrà tutti i suoi effetti solo su chi dichiara più di 28.000 euro. Mentre, paradossalmente, per chi dichiara meno di 15.000 euro, tra detrazioni per lavoro dipendente e familiari a carico, franchigia di 250 euro e tetto alle detrazioni, l’effetto sarà sostanzialmente nullo”. Più disastrosi gli effetti dell’aumento dell’Iva che “colpirà indistintamente tutte le fasce di popolazione”. Per non parlare, poi, dell’aumento dell’Iva su luce, gas, prodotti alimentari e farmaci: spese obbligate alle quali nemmeno una famiglia in difficoltà può rinunciare.

Ecco perché il Codacons chiede al Governo di scongiurare l’aumento dell’Iva dal 10 all’11% o, in alternativa, di rivedere almeno l’elenco dei beni interessati dal ritocco delle aliquote, togliendo dalla lista prodotti come i farmaci, semmai compensando il minor gettito con spostamenti di beni dall’aliquota ridotta del 10% a quella ordinaria (ad es. alberghi, ristoranti …).

Perplesse anche Federconsumatori e Adusbef secondo cui, al netto dei benefici derivanti dalla riduzione Irpef, i provvedimenti contenuti nella legge di stabilità determineranno aggravi di 201,06 Euro annui nel 2013 e 219,06 Euro annui nel 2014. “Tutto questo peggiorerà sempre di più le condizioni di vita delle famiglie e l’andamento dell’economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi. Per evitare che ciò si verifichi, con tutti gli effetti drammatici che ne deriveranno, è fondamentale una modifica radicale della legge di stabilità: evitando categoricamente l’aumento dell’IVA e disponendo misure in grado di portare più risorse alle famiglie meno abbienti (attraverso una detassazione delle tredicesime e delle pensioni minime)” commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef.

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