Il Parlamento europeo ha detto no al semaforo alimentare. Un sistema fortemente contestato da agricoltori e consumatori in Italia – si basa su bollini rossi, verdi e gialli che semplificano la valutazione dei prodotti sulla base della sola presenza di alcuni nutrienti, tanto da considerare “light” alimenti con meno zuccheri ma con dolcificanti sintetici e da bollar invece col rosso il parmigiano – che continuano a rivendicare il successo della posizione assunta dall’Italia.
Una vittoria decisiva per la salvaguardia delle eccellenze italiane e per tutelare la competitività della nostra produzione”,  dicono da Federalimentare. “È un risultato straordinario – dichiara il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia – perché si tratta della prima battaglia contro i semafori alimentari, che ha visto l’Italia in prima fila, vinta da una delegazione del Sud Europa”. L’associazione ricorda che l’etichettatura a semaforo si basa non sulle quantità effettivamente consumate ma sulla generica presenza presenza di un certo tipo di sostanze tramite una semplificazione a tre colori: i bollini rosso, giallo o verde, secondo il contenuto di nutrienti critici per la salute e le informazioni sulle percentuali di sale, zuccheri, grassi e acidi grassi saturi in rapporto ai consumi giornalieri massimi accettabili. Questo sistema di classificazione, adottato dal Regno Unito, ha portato un danno ad alcuni settori cardine dell’export Made in Italy e, più in generale, all’intero trend di consumo nei paesi anglosassoni del cibo italiano. Secondo una recente indagine condotta da Nomisma e commissionata proprio da Federalimentare, c’è un calo nelle vendite e nelle quote di mercato di prodotti quali Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano e Brie francese quando questi vengono etichettati col sistema a semaforo, contro un aumento delle vendite degli stessi prodotti quando non etichettati in questo modo. Spiega ancora Scordamaglia : “Con questo sistema tutte le eccellenze e i prodotti principali della dieta mediterranea venivano colpiti dai bollini rossi, un’evidente contraddizione con il sistema delle Denominazioni europee ( l’Italia ha 283 prodotti tipici con marchio di qualità tra DOP, IGP e STG ) che ne riconosce bontà e sicurezza”.
Soddisfazione anche dai Consumatori. “L’obesità – afferma Pietro Giordano, presidente Adiconsum – non si combatte con i “semafori”, ma con campagne informative e formative sulla corretta alimentazione con il contributo delle Associazioni Consumatori, per mettere in grado il consumatore di scegliere l’alimento meno nocivo alla propria salute con etichette più trasparenti e complete, privilegiando i prodotti sostenibili, cioè a filiera corta e tracciabile”. Rincara la dose il presidente del Codacons Carlo Rienzi: “Fin da subito abbiamo contestato questa misura, ravvisando profili di danno per i consumatori – spiega Rienzi – Il semaforo in etichetta, infatti, rappresenta una semplificazione estrema con effetti negativi per tutti (agricoltori, utenti, e Made in Italy), in quanto fuorviante ed ingannevole per i consumatori. Il messaggio lanciato dal semaforo è che alcuni prodotti facciano male a prescindere, senza tenere conto delle quantità consumate. Così facendo si confondono i consumatori e si arreca un  danno ai produttori di determinati alimenti, come olio d’oliva, prosciutto e formaggi, tutti prodotti dove l’Italia primeggia rispetto al resto del mondo”.

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