Alla luce dell’incontro avvenuto l’11 gennaio 2017, sul tema “Contatori di seconda generazione, le novità della regolazione”, tra Associazioni dei consumatori e Autorità per l’energia, Codici spiega le nuove disposizioni in materia di sostituzione del contatore.

A partire da gennaio 2017 inizierà la sostituzione di 32 milioni di contatori esclusivamente di Enel distribuzione, che riguarda l’85% della rete italiana. Inizialmente interesserà 18 zone in tutte le Regioni italiane, con la promessa che verranno emesse fatture più precise e basate sul consumo effettivo.

“Il contatore in Italia ha avuto una prima fase “spontanea” dal 2001 al 2006 avviata da Enel ed una seconda fase “obbligatoria” dal 2007 al 2011, durante la quale, in seguito ad una deliberazione dell’Autorità (292/06) c’è stato l’obbligo di installare i misuratori elettronici per tutte le imprese distributrici”, spiega Codici. “Questo è stato fatto affinché fossero disponibili letture mensili effettive, le famose tele letture, fosse disponibile la tele gestione senza dover intervenire fisicamente, e affinché venissero ridotti i costi di lettura. Codici sa benissimo, in base ai reclami che ci pervengono dai consumatori, che le cose non sono andate propriamente così in questi anni. E’ vero che se confrontato con gli apparecchi del resto d’Europa, il nostro contatore risulta essere meno costoso, ma questo per motivi anche di popolazione: vogliamo paragonare gli abitanti dell’Italia a quelli della Svezia che sono circa 9 milioni e mezzo?”.

L’associazione ricorda che la sostituzione del contatore non è obbligatoria per legge (D.M 60/2015), e non si è tenuti a farlo sostituire se non si è concluso il ciclo di vita del precedente contatore, ovvero 15 anni, come quello che verrà sostituito.

I nuovi contatori come quelli vecchi, cambiati tra il 2001 e il 2011 verranno pagati dagli utenti in bolletta, ma l’Autorità ha assicurato: “tariffe di misura invariate”. Quindi si continuerà a pagare ciò che si sta pagando attualmente, ma con i nuovi contatori si potrà contare su molti servizi in più. Inoltre, spiega Codici, “l’Autorità afferma che il risparmio per il distributore sarà del 20% e quello per l’utente del 70%, in seguito ad un’analisi costi-benefici che però ci rivela che ne gioveranno maggiormente i grandi fruitori rispetto ai piccoli”.

Il nuovo contatore sarà di proprietà del distributore pur essendo pagato dai consumatori, e costerà meno di 3 euro a bimestre per 15 anni; il suo costo infatti, può variare dai 96 ai 240 euro (a seconda dell’anno di installazione).

Codici aggiunge che “il dato, ovvero quanto misurato e tutte le sue presenti e future applicazioni (come l’internet delle cose e le modalità di pagamento) è del consumatore, che deve possederlo integralmente e poterne disporre per farne ciò che ritiene opportuno, anche cederlo a terzi per finalità commerciali”. Inoltre il costo della tecnologia si troverà in bolletta alla voce: “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”.

Nel caso il consumatore scelga di sostituire il contatore, Codici ricorda di essere presenti in casa al momento della sostituzione per farsi rilasciare il certificato di conformità e quello di sostituzione, con tutti i dati dell’operatore che lo ha sostituito, le caratteristiche del nuovo e i dati di consumo del precedente, incluso il numero di matricola, e fare una foto al vecchio contatore per accertare l’effettivo consumo registrato, per evitare così di ritrovarsi in bolletta spiacevoli sorprese come i troppo frequenti maxi conguagli.

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