#Eu60, l’appello: “Il mondo ha bisogno di un’Europa cosmopolita”
“Il mondo ha bisogno di un’Europa cosmopolita”. Mentre l’Unione europea si appresta a celebrare i Trattati di Roma che sessant’anni fa istituirono la Comunità economica europea, e mentre le spinte centrifughe alla disgregazione si fanno sempre più incessanti, un appello sottoscritto da intellettuali e accademici europei chiede un’Europa cosmopolita e democratica. Un’Europa fondata sulla partecipazione dei cittadini, che davvero funzioni, pienamente legittimata dalle elezioni, che si avvii verso “un nuovo inizio”. Sono trecento intellettuali e accademici che chiedono una rifondazione dell’Unione europea.
Lo scorso febbraio intellettuali, accademici, scrittori e giornalisti hanno lanciato l’appello “Una vera Unione europea per garantire il benessere, la sicurezza e la democrazia”, in cui chiedono una rifondazione dell’Unione europea e invitano i cittadini a unirsi alla Marcia per l’Europa che si svolgerà il prossimo 25 marzo.
“Chiediamo ai politici e ai media nazionali di smettere di presentare l’integrazione come un gioco a somma zero, mettendo così le nazioni l’una contro l’altra – si legge nell’appello –In un mondo interdipendente nessuna nazione da sola può garantire le necessità basilari dei suoi cittadini e la giustizia sociale. In questo contesto l’integrazione e un governo sovranazionale europeo sono un gioco a somma positiva. Il nostro modello sociale europeo fondato sulla democrazia liberale e sull’economia sociale di mercato può sopravvivere solo in un quadro di governo multi-livello, sulla base del principio di sussidiarietà”.
“Noi cittadini europei – prosegue l’appello – siamo consapevoli che la globalizzazione sta trasformando il mondo. Abbiamo bisogno di un governo europeo per promuovere i nostri valori e contribuire alla soluzione dei problemi globali che minacciano l’umanità. Il mondo ha bisogno di un’Europa cosmopolita e rivolta a contribuire alla costruzione di una governance globale più democratica ed efficiente, per affrontare le sfide più impellenti, dal cambiamento climatico, alla pace, dalla povertà globale, alla transizione verso un’economia sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale”. Nel documento si riconosce che l’Unione europea è rimasta una costruzione incompleta, con un budget scarso e con poteri incompleti a fronteggiare l’attuale crisi. In sostanza: serve più democrazia e serve una legittimazione attuata attraverso elezioni europee che rendano questa costruzione più democratica.
Si legge dunque nell’appello: “Il 25 marzo 2017, i capi di Stato e di governo celebreranno i Trattati di Roma, che 60 anni fa istituirono la Comunità Economica Europea e l’Euratom. Chiediamo loro di elevarsi alla visione dei Fondatori. Devono aprire la strada alla rifondazione dell’Unione Europea, sulla base delle proposte del Parlamento Europeo, sfruttando immediatamente tutti gli strumenti del trattato di Lisbona per rafforzare le istituzioni e le politiche dell’UE, in particolare la politica estera e di sicurezza e la politica economica e sociale. Chiediamo alla gioventù europea, alla società civile, al mondo del lavoratori, dell’impresa, dell’accademico, ai governi locali e ai cittadini e alle cittadine europei di mobilitarsi e partecipare alla Marcia per l’Europa che si terrà a Roma il 25 marzo. Tutti insieme forniremo ai leader politici la forza e il coraggio di portare l’Unione verso un nuovo inizio”.
La Marcia per l’Europa, che partirà da un raduno a piazza Bocca della Verità per chiudersi presso il Colosseo, sta registrando – dicono i promotori – un costante aumento delle richieste di partecipazione da parte di istituzioni di tutti i livelli, sia nazionali che europee. Diversi intellettuali e politici europei prenderanno inoltre parte al Forum sul futuro dell’Europa intitolato “L’Europa reagisce”, che si terrà la mattina del 25 marzo prima dell’inizio della Marcia.
@sabrybergamini

