Promuovere il diritto alla salute in tutta Italia. Con gli stessi diritti, per superare quella condizione di frammentazione delle prestazioni e di disuguaglianza che impedisce ai cittadini di avere uguale accesso alle cure sanitarie. Con questo obiettivo è stata lanciata nei giorni scorsi la campagna di Cittadinanzattiva “La salute è uguale per tutti”, che intende promuovere un’integrazione all’articolo 117 della Costituzione. La campagna di riforma costituzionale è promossa da Cittadinanzattiva con il supporto di oltre 50 realtà fra organizzazioni civiche, associazioni mediche e di pazienti. Un’integrazione all’art.117 della Costituzione è lo strumento messo a punto per la riduzione delle disuguaglianze in sanità.

La proposta sarà sostenuta dalla campagna social #diffondilasalute (www.diffondilasalute.it), per chiedere a tutti i cittadini di attivarsi a sostegno della tutela del diritto alla salute. Nonostante il Servizio sanitario nazionale sia basato sui principi dell’uguaglianza, dell’universalità e dell’equità, negli ultimi anni – argomenta l’associazione – un insieme di fattori di ordine politico, economico e organizzativo “ha determinato il consolidamento di una condizione di frammentazione e difformità territoriali, a causa delle quali a Regioni in grado di assicurare servizi e prestazioni all’avanguardia se ne affiancano altre che faticano a garantire anche solo i Livelli Essenziali di Assistenza, in violazione di quanto previsto dall’art.32 della Costituzione”. La proposta di riforma, messa a punto grazie al contributo del costituzionalista Francesco Clementi, intende integrare l’art.117, nella parte relativa alle materie di legislazione concorrente, come segue: “tutela della salute nel rispetto del diritto dell’individuo e in coerenza con il principio di sussidiarietà di cui all’art.118 Cost.”.

Le disuguaglianze in ambito sanitario sono accertate da diverse parti. Gli stessi rapporti annuali fatti da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato evidenziano diverse disparità territoriali. Basti pensare che per l’arrivo dei mezzi di soccorso si attende da un minimo di 13 minuti in Liguria ad un massimo di 27 min. in Basilicata (il tempo standard dovrebbe essere contenuto in 18 minuti). I centri diurni per la salute mentale variano dai 3 del Molise ai 69 della Toscana, quelli per l’autismo dai 6 di Puglia ed Umbria ai 309 del Veneto, i centri per l’Alzheimer dall’1 del Molise ai 109 del Veneto. Per un emocromo si paga un ticket di 3,17€ in Liguria e di 5,30€ in Friuli Venezia Giulia. Ancora, il 31% dei cittadini che si rivolge alle sedi e al servizio di consulenza PIT salute dichiara di avere problemi di accesso alle prestazioni sanitarie; in particolare, uno su sette ha difficoltà con l’assistenza sul proprio territorio, 1 su 12 con l’assistenza ospedaliera.

“Le disuguaglianze tra le persone si sono fatte sempre più evidenti, provocando una situazione per cui non tutti riescono ad accedere alle cure, o a cure di qualità, nei propri territori – commenta Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva – Questa campagna nasce in occasione dei 40 anni della nostra organizzazione, che ha nella tutela del diritto alla salute uno dei suoi capisaldi, ma è sostenuta da un’alleanza civica senza precedenti, a dimostrazione di quanto il diritto alla salute di ogni individuo nel nostro Paese sia considerato un elemento imprescindibile di coesione sociale e di sviluppo sostenibile”.

Parliamone ;-)