Puliamo il mondo. ©Legambiente
Via i rifiuti da parchi e spiagge. Domani torna Puliamo il mondo
Al via domani la nuova edizione di Puliamo il mondo. Via i rifiuti da parchi, strade e spiagge. Nei parchi urbani, ci sono 4 rifiuti ogni metro quadrato
Via i rifiuti da parchi urbani, strane e piazze, dalle spiagge e dalle sponde dei fiumi. Stop ai rifiuti, che spesso sono in plastica. Difesa dell’ambiente e diritti vanno insieme nella nuova edizione di Puliamo il mondo, la storica campagna di volontariato ambientale organizzata da Legambiente (edizione italiana di Clean-Up the World nato in Australia, a Sydney, nel 1989) che torna domani per tutto il fine settimana, fino a domenica 27 settembre.
Nel rispetto delle norme di sicurezza anti-covid, ma con la consapevolezza che «il coronavirus non ferma Puliamo il mondo», rivendica Legambiente.

Puliamo il mondo dai rifiuti abbandonati
La campagna chiama all’azione volontari e cittadini per ripulire dai rifiuti abbandonati strade, vie, piazze, aree verdi, ma anche spiagge e lidi: sono infatti in programma la pulizia di diverse spiagge della penisola e diversi lidi mediterranei, con il coinvolgimento dei paesi che affacciano sul Mare Nostrum e un centinaio di organizzazioni grazie alla campagna Clean Up the Med, finanziata dal programma Ue. L’obiettivo è lanciare un messaggio di speranza e futuro sostenibile.
«Sostenibilità ambientale, impegno civile, senso di comunità e inclusione sociale, ma anche sport e attività fisica saranno le parole chiave al centro di questa 28esima edizione che sarà il primo grande appuntamento di volontariato ambientale nell’Italia uscita dal picco dell’emergenza Covid-19», rivendica Legambiente.
Come accade da qualche anno, sarà anche una campagna di mobilitazione contro razzismo, violenze e stereotipi. Un puliamo il mondo dai pregiudizi.
Puliamo il mondo, edizione speciale
«Quest’anno Puliamo il mondo – spiega Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – sarà un’edizione davvero speciale sotto diversi aspetti: per il delicato momento che il Paese sta vivendo, perché coincide con la giornata mondiale di azione per la giustizia climatica e perché l’associazione ha da poco compiuto i suoi primi 40 anni».
«E in vista della giornata mondiale di azione per la giustizia climatica – aggiunge Ciafani – vogliamo ribadire l’urgenza di accelerare il passo nelle politiche climatiche e definire delle strategie coordinate tra i diversi Paesi per rispettare gli impegni presi, a partire dall’Accordo di Parigi, e per mettere in campo politiche adeguate allo scenario che la crisi climatica ci impone già, che sono ancora più urgenti in questa fase di ripartenza dell’economia dopo la crisi causata dalla pandemia».
I rifiuti nei parchi urbani: troppi
Nei parchi urbani i rifiuti sono tanti, troppi. Ci sono circa 4 rifiuti abbandonati ogni metro quadrato monitorato da Legambiente nell’indagine Park Litter 2020.
In 73 parchi pubblici controllati, sono stati raccolti 27.854 rifiuti. A farla da padrone ancora una volta sono i mozziconi di sigarette che rappresentano il 33% dei rifiuti raccolti, seguiti da tappi di bottiglia o di barattoli/linguette di lattine (l’8% del totale) e frammenti non identificabili di carta (il 7%). Non mancano i frammenti non identificabili di plastica che rappresentano circa il 6% dei rifiuti totali rinvenuti.
Se si va a guardare i materiali, i rifiuti dispersi nei parchi sono per il 60% di polimeri artificiali, per il 16% di carta e cartone e per il 11% di metallo. Seguono rifiuti in gomma, vetro, materiale organico, legno trattato, tessili, bioplastica e materiali misti. Non mancano purtroppo le mascherine: le monouso sono state ritrovate nel 30% dei parchi monitorati.

