Dal CdM il cronoprogramma delle riaperture dal 26 aprile
Il nuovo decreto legge anti-Covid: ecco l’Italia ad aprile
Il nuovo decreto legge con le misure anti-Covid conferma l’assetto dell’Italia ad aprile. Scuola in presenza fino alla prima media, paese diviso solo in zona arancione o rossa
Il nuovo decreto legge del Governo con le misure anti-Covid conferma quale sarà l’assetto dell’Italia ad aprile. Si torna alla scuola in presenza fino alla prima media anche in zona rossa. Si potrà fare una visita a parenti o amici nel weekend di Pasqua, che comunque è rosso in tutta Italia. Esclusa la zona gialla per tutto aprile, dunque.
L’Italia continuerà ad essere divisa per tutto aprile solo fra zona arancione e rosso, anche se si può sperare in qualche deroga se i dati del contagio e delle vaccinazioni seguiranno un netto miglioramento. Il nuovo decreto anti Covid, in vigore dal 7 aprile, conferma dunque le misure già in atto. Prevede poi lo “scudo” penale per i vaccinatori e l’obbligo vaccinale per medici infermieri e personale sanitario.

Il nuovo decreto e la divisione in zone arancioni e rosse
Il decreto prevede la proroga fino al 30 aprile 2021 dell’applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021 (salvo che le stesse contrastino con quanto disposto dal medesimo decreto-legge) e di alcune misure già previste dal decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30. In particolare, spiega Palazzo Chigi, la proroga riguarda:
- l’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione;
- l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) sia con ordinanza del Ministro della salute che con provvedimento dei Presidenti delle Regioni;
- la possibilità, nella zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale.
Il testo prevede la possibilità entro il 30 aprile di apportare modifiche alle misure adottate attraverso specifiche deliberazioni del Consiglio dei Ministri.
La scuola aperta fino alla prima media
La scuola rimane aperta dal nido alla prima media. Per le superiori, in zona arancione ci sarà la didattica parzialmente in presenza, in zona rossa la didattica a distanza – come è stato fino ad ora.
Il provvedimento, si legge nella nota di Palazzo Chigi, «dispone che dal 7 al 30 aprile 2021 sia assicurato inderogabilmente, sull’intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, nonché dell’attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado. Per i successivi gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali».
Scudo penale e obbligo vaccinale per i sanitari
Il decreto legge, inoltre, «esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative».
Il decreto introduce poi disposizioni per assicurare l’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una «dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza (assegnazione a diverse mansioni ovvero sospensione della retribuzione)».

