LifeGate: il 73% degli italiani è interessato ai temi legati alla sostenibilità

LifeGate: il 73% degli italiani è interessato ai temi legati alla sostenibilità

Il tema della consapevolezza del consumatore è spesso richiamato durante le tante webconference che popolano le piattaforme digitali.

Nel mio intervento al dibattito promosso dal  Movimento difesa del cittadino il 27 marzo scorso, ho cercato di portare il punto di vista di un giornalista che da 35 anni opera nel mondo dei beni di consumo

Provo a sintetizzare i punti chiave delle mie considerazioni.

  • Il digitale ha posto fine al monopolio unidirezionale dell’informazione da parte delle aziende. I mercati sono conversazioni (Cluetrain Manifesto, ndr) in cui la domanda si riappropria della capacità di orientare (determinare?) l’offerta.

 

  • In questo scenario vince l’azienda che sa ascoltare meglio e tradurre le aspettative della domanda in prodotti e servizi che alla qualità aggiungono la capacità di interpretare i valori del target di consumatori. In sostanza chi esprime meglio la coerenza del consumo dei propri prodotti rispetto alle aspettative, al modello di vita del consumatore.

 

  • La sostenibilità ambientale e sociale dell’azienda sono tra gli elementi valoriali che fanno la differenza. Ma attenzione: conformismo, omologazione, monologhi autoriferiti sono dannosi perché determinano non differenziano rispetto ai concorrenti.

 

  • Comunicare la sostenibilità è un esercizio complesso. Richiede modalità di trattamento dei contenuti secondo tecniche ancora poco praticate dalle aziende (brand journalism, un tema di Centromarca ha dedicato molta formazione) e soprattutto la capacità di scavare nell’azienda per trovare temi distintivi rispetto alla concorrenza.

 

  • Oggi più che mai comunicare l’azienda implica ingresso di nuove professionalità, investimenti, incrocio di competenze, interazione tra funzioni. Impegnarsi in un cambiamento che deve avere il pieno supporto dei capi d’azienda.

 

La società vive una fase di intensa trasformazione, in diverse componenti accelerata dagli effetti di Covid-19 sui comportamenti. Il cambiamento implica una sfida che le imprese non possono permettersi di sottovalutare. Ma questo riguarda anche le associazioni dei consumatori, che oggi “competono” tra loro sulla base della capacità di esprimere servizi innovativi e di alimentare costantemente la loro relazione con i cittadini.

 

di Ivo Ferrario, Direttore Comunicazione e Relazioni esterne CENTROMARCA

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