Allergia alle graminacee, al via la campagna di informazione “Eccì Graminacee” (Fonte immagine: “Eccì Graminacee”)
Allergia alle graminacee, al via la campagna di informazione “Eccì Graminacee”
Con l’arrivo della primavera non bisogna sottovalutare i sintomi dell’allergia alle graminacee. Nasce il progetto “Eccì Graminacee”, per informare e promuovere l’Immunoterapia Allergene Specifica
La primavera è ormai alle porte, una stagione che per molte persone coincide con l’arrivo delle allergie respiratorie ai pollini rilasciati da diversi tipi di piante che fioriscono in questo periodo. Tra le più comuni vi è l’allergia alle graminacee (più di venti tipi di piante), protagoniste della campagna di informazione “Eccì Graminacee”, patrocinata da Respiriamo Insieme, che promuove l’Immunoterapia Allergene Specifica (AIT) come terapia in grado di cambiare lo sviluppo naturale della malattia.
“La maggior parte dei pazienti diventano sintomatici all’allergia alle graminacee nella seconda infanzia, cioè tra gli 11 ed i 17 anni – dichiara il Dott. Samuele Burastero, Ricercatore Allergologo dell’Ospedale San Raffaele di Milano – ma si può sviluppare per la prima volta una allergia sintomatica anche nell’età adulta fino ai 40 anni e oltre. L’ereditarietà per questo tipo di allergie è accentuata rispetto ad altri allergeni: chi è allergico alle graminacee tende ad avere figli con la stessa allergia”.
Allergia alle graminacee, riconoscere i sintomi
Le manifestazioni di allergia respiratoria più comuni sono la rinite allergica e l’asma allergico. La prima è un’infiammazione delle vie respiratorie superiori e delle mucose di naso e occhi, che colpisce dal 5% al 50% della popolazione di tutto il mondo e il 15-20% di queste persone soffre di una grave forma di allergia. Si stima, inoltre, che una persona su tre con rinite allergica da graminacee abbia anche l’asma allergico, un’infiammazione cronica delle vie respiratorie, che causa sintomi come respiro affannoso, tosse e respiro sibilante e può avere diversi livelli di gravità: può manifestarsi solo in primavera, oppure in tutti i periodi dell’anno.
I sintomi dell’allergia alle graminacee, dunque, sono comuni alle allergie respiratorie: naso chiuso e che cola, gli starnuti, il respiro affannoso, il prurito, la lacrimazione degli occhi e le palpebre infiammate. Quali sono, dunque, le differenze con il raffreddore?
“La grossa differenza rispetto ad un semplice raffreddore – sottolinea il Dott. Burastero – è che, in caso di allergia alle graminacee, il secreto nasale è liquido come l’acqua, si parla infatti di rinorrea sierosa. Il raffreddore allergico dovuto alle graminacee è accompagnato da sintomi agli occhi che si arrossano, che lacrimano, che prudono, spesso si può associare anche il prurito alle orecchie o in gola”.

Rinite allergica: patologia sottovalutata
Il percorso diagnostico del paziente – avverte il Dott. Burastero – è lungo e tortuoso.
“Il primo episodio di allergia alle graminacee viene normalmente gestito dai genitori del bambino utilizzando gli antistaminici – spiega -. Spesso, purtroppo, solo in ultima istanza il paziente arriva dall’allergologo, dove trova una valutazione più puntuale della sua allergia e una conseguente indicazione terapeutica, mirata a superare la semplice gestione occasionale dei sintomi con gli antistaminici, introducendo, quando è indicato, l’Immunoterapia Allergene Specifica”.
Di cosa si tratta? L’Immunoterapia Allergene Specifica (AIT) – spiega ancora il Dott. Burastero – è l’unico trattamento in grado di agire sulle cause dell’allergia e non solo sui sintomi. Consiste nel somministrare alla persona allergica, per un tempo non inferiore a 3 e fino a 5 anni, una dose crescente e controllata di estratti dell’allergene a cui questa è sensibile. In questo modo il trattamento induce una modifica nel sistema immunitario del paziente allergico fino alla completa desensibilizzazione all’allergene. Terminato questo ciclo, l’AIT fornisce una protezione per una fase che può arrivare a superare i 10 anni.
“Trovare il trattamento giusto per la propria allergia è importante e può fare la differenza per il miglioramento della qualità di vita – afferma Simona Barbaglia, Presidente dell’associazione pazienti “Respiriamo Insieme” – Un motivo altrettanto importante per agire il prima possibile è il fatto che la rinite allergica non trattata è considerata un fattore di rischio per lo sviluppo dell’asma. Se i sintomi allergici hanno un grande impatto sulla vita quotidiana, è necessario l’aiuto dello specialista per identificare il trattamento più adatto per prevenire il passaggio a maggiori livelli di gravità dell’asma”.

