Vinitaly, un italiano su due consuma vino bio. L'E-commerce continua la corsa
Vinitaly, un italiano su due consuma vino bio. L’E-commerce continua la corsa
Cresce la preferenza dei consumatori per il vino bio. I canali preferiti per l’acquisto rimangono iper e supermercati, seguiti dalle enoteche, dagli acquisti diretti dal produttore/in cantina (15%) e dai negozi alimentari specializzati. Crescono anche gli acquisti online
Aumenta l’interesse dei consumatori per il vino biologico. È quanto emerge da VINO BIO: TREND & SFIDE, evento promosso da FederBio e AssoBio e curato da Nomisma-Wine Monitor, che si è tenuto oggi a Vinitaly 2022.
Secondo l’indagine Nomisma-Wine Monitor, che ha coinvolto 800 consumatori italiani di vino, la sostenibilità rappresenta un fattore chiave nelle scelte di acquisto in ambito food & beverage dei consumatori italiani, confermandosi un elemento imprescindibile tra i valori che supportano gli acquisti (29%) con specifico riferimento alla presenza del marchio bio (27%).
Nell’ultimo anno il 51% degli italiani ha avuto almeno un’occasione di consumo di vino biologico; una percentuale in continua crescita (nel 2015 era pari al 17%). I canali preferiti per l’acquisto di vino bio rimangono iper e supermercati (46%), seguiti dalle enoteche (19%), dagli acquisti diretti dal produttore/in cantina (15%) e dai negozi alimentari specializzati in prodotti biologici (10%); mentre la quota di consumatori che acquista vino bio soprattutto online raggiunge l’8%.
“L’interesse del consumatore è chiaro – dichiara Silvia Zucconi, Responsabile Market Intelligence di Nomisma – il 32% degli attuali wine user bio sarebbe intenzionato ad accrescere il consumo attuale se l’assortimento venisse ampliato. La richiesta di avere informazioni aggiuntive sul vino bio, indicata dal 54% dei non user è indice di alto interesse nei confronti de vino bio”.
Infatti, un elemento che risulta trasversale sia tra gli user che tra coloro che non bevono vino bio è la necessità di avere maggiori informazioni per valutare valori e caratteristiche distintive dei vini a marchio biologico: tra gli user, ben 1 su 3 lamenta di non avere informazioni sufficienti, quota che sale al 54% tra coloro che non ne hanno mai consumato.

Vino bio, le vendite nel canale off-trade
Il successo di questa categoria di vino trova riscontro anche nel carrello della spesa. Secondo l’indagine, infatti, in Italia – nel 2021 – le vendite di vino biologico nel canale off-trade (Iper+Super+Lsp+Discount) hanno raggiunto i 46,5 milioni di euro, mettendo a segno un +3,7% rispetto al 2020, un dato sostanzialmente in linea con le tendenze che hanno interessato il vino convenzionale.
Emergono tendenze differenti fra le diverse tipologie. Secondo i dati NielsenIQ, a trainare le vendite di vino bio in Italia sono infatti i vini fermi&frizzanti che, con 40,1 milioni di euro nel 2021, pesano per l’86% sul totale vino bio venduto nel canale retail: +4,5% rispetto al 2020.
Degno di nota l’e-commerce: nonostante l’online rappresenti appena il 2% del canale off-trade e le vendite abbiano decelerato rispetto al boom del 2020, secondo quanto emerso dall’indagine gli acquisti online continuano a crescere a doppia cifra (+13,4% rispetto al 2020) e ad orientarsi su prodotti di fascia di prezzo superiore. Il differenziale rispetto al vino bio venduto negli scaffali di iper e supermercati è difatti del 10%.
“I dati che emergono da questa indagine evidenziano come il vino biologico sia sempre più apprezzato e ricercato dai consumatori. La viticoltura biologica rappresenta un modello virtuoso per la capacità di valorizzare l’ambiente e l’identità dei territori – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio. – La conversione al biologico rappresenta quindi un’opportunità straordinaria. Inoltre, con il 19% sul totale della viticoltura nazionale, il vigneto bio ha già il primato di superficie coltivata: è uno dei trend più positivi dell’agricoltura biologica italiana. Il settore va però supportato con politiche e investimenti in ricerca per essere sempre più competitivo sia in Italia che all’estero”.

