Biologico: la superficie coltivata aumenta del 4,4%, ma cedono i consumi (Fonte immagine: Pixabay)
Biologico: la superficie coltivata aumenta del 4,4%, ma cedono i consumi
In Italia il biologico continua a crescere, ma sul fronte della spesa alimentare di prodotti bio, nel 2021 si è registrata per la prima volta una riduzione degli acquisti
Il biologico in Italia prosegue la sua crescita in superfici investite e numero di operatori coinvolti, ma mostra i primi segnali di cedimento dei consumi, di riflesso alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie, aggravata dalla forte spinta inflazionistica degli ultimi mesi. Questo, in sintesi, il quadro emerso durante il convegno organizzato da ISMEA “Appuntamento con il bio: l’agricoltura biologica del futuro“.
Biologico, aumentano i vigneti e i noccioleti
La superficie biologica italiana è aumentata del 4,4%, secondo i dati Sinab presentati da Ismea in apertura del convegno, arrivando a sfiorare i 2,2 milioni di ettari a fine 2021. Il mantenimento di questo ritmo di crescita anche nei prossimi anni permetterebbe di raggiungere i 2,7 mln di ettari al 2027 e toccare i 3 mln al 2030.
Il quadro nazionale, tuttavia, non è omogeneo tra le diverse regioni, con alcuni territori come, ad esempio, Campania (+55%), Toscana (+25%) e Friuli-Venezia Giulia (+23%) in cui le superfici biologiche crescono a ritmi mai visti finora e altri come la Sicilia, che pur mantenendo il suo primato, ha perso in un anno più superficie biologica di quanta ne conti l’Abruzzo.
Tra le diverse coltivazioni bio crescono soprattutto le colture permanenti (+3,5% nel complesso), con andamenti diversificati tra le diverse tipologie: si riducono gli agrumeti (arance -17,2% e limoni -0,8%) e rimangono sostanzialmente stabili i meleti bio (-0,4%) e gli oliveti (+0,5%), mentre aumentano i vigneti (+9,2%) e i noccioleti (+12,5%). Crescono anche le superfici investite a cereali (+2,8%) trainate soprattutto dai maggiori investimenti a grano duro e tenero, mentre risultano stabili le colture foraggere (-0,7%) e i prati e pascoli (-0,8%).

In calo gli acquisti di prodotti bio
Sul fronte della spesa alimentare di prodotti biologici, nel 2021 si è registrata per la prima volta una riduzione degli acquisti di alimenti e bevande bio e anche le prime indicazioni sull’anno in corso non lasciano ben sperare, secondo un’anticipazione del rapporto “Bio in cifre 2022“, curato da Ismea e Ciheam Bari.
Dopo l’ottima performance del 2020 (+9,5%), sostenuta da una maggiore propensione delle famiglie italiane all’acquisto di alimenti genuini e salutari e dagli effetti del lockdown, nel 2021 il valore della spesa si è contratto del 4,6%, portandosi a 3,38 miliardi di euro, anche se è rimasta invariata l’incidenza del bio sul totale degli acquisti agroalimentari (3,9%).
Le evidenze sui primi 5 mesi del 2022, limitate ai soli acquisti presso la Gdo, evidenziano un’ulteriore riduzione dell’1,9% su base annua, in un contesto di generalizzata crescita dei prezzi. A preoccupare, in questo caso, è soprattutto il confronto con l’agroalimentare convenzionale, che segna nello stesso periodo un incoraggiante +1,8%.
“I dati Ismea confermano l’Italia come un Paese fortemente vocato al biologico. In questa fase di transizione agroecologica, dove il bio ha un ruolo fondamentale, è necessario compiere ulteriori passi avanti, per affermare il metodo biologico come opportunità strategica per contrastare la crisi climatica e la perdita di biodiversità – ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio. – Finalmente abbiamo stanziamenti importanti per sostenere il biologico, oltre 3 miliardi di euro; è fondamentale però che questi fondi vengano spesi al meglio, per favorire la transizione agroecologica e rilanciare l’intero comparto, a partire dai consumi interni“.

