Tassi dei mutui, in Italia bene il variabile ma sale il fisso (foto pixabay)
Tassi dei mutui, in Italia bene il variabile ma sale il fisso
Confronto di Facile.it sull’andamento dei tassi dei mutui in Italia e in Europa. Italia bene sul variabile, che rimane il più basso in Ue, male sul fisso che si attesta al 2,89%
I tassi dei mutui sono tornati a crescere, ma come sono oggi le condizioni offerte a chi cerca un mutuo? In Italia la situazione va bene sui tassi variabili, che sono i più bassi in Europa; meno invece sul tasso fisso, che è aumentato rispetto allo scorso anno – ora è intorno al 2,89% – ed è uno dei più alti nella Ue. L’analisi viene da Facile.it e Mutui.it che hanno analizzato l’andamento dei tassi sui mutui.
Tassi dei mutui, il confronto europeo
L’indagine si basa sulla rilevazione dell’andamento degli indici registrati online in 12 Paesi a inizio settembre, considerando una richiesta di finanziamento di 120.000 euro da restituire in 20 anni per acquistare un immobile del valore di 180.000 euro.
Per quanto riguarda il tasso fisso, dice l’analisi, in Italia questo tipo di finanziamento viene proposto con un TAN a partire dal 2,89%, valore in netto aumento rispetto allo scorso anno, quando gli indici partivano intorno allo 0,80%.
Se dodici mesi fa gli aspiranti mutuatari italiani potevano godere dei tassi fissi più bassi tra quelli rilevati, oggi, guardando ai Paesi UE analizzati, l’Italia si posiziona nei gradini bassi della classifica; solo Grecia e Germania fanno peggio, con indici fissi che partono, rispettivamente, da 3,20% e 3,12%. Va meglio per Spagna e Portogallo (i TAN partono da 2% e 2,10%). In Francia i mutuatari possono accedere alle migliori condizioni tra quelle offerte dai Paesi oggetto di analisi, con TAN fissi che partono da 1,80%.
«Sul fronte del tasso variabile (considerando sempre il TAN), invece, l’Italia mantiene il suo primatoe nessuno, tra i Paesi analizzati, offre un tasso iniziale migliore – spiega l’indagine – Nel Belpaese i tassi partono da 1,32%, mentre fuori dai confini nazionali gli indici sono più alti; 1,87% in Portogallo, 2% in Svizzera, 2,34% nel Regno Unito. Va detto però che, a differenza del fisso, le distanze tra i Paesi rispecchiano solo la prima rata e, considerata la variabilità dei tassi, potrebbero modificarsi nel tempo a seconda dell’andamento dell’indice a cui ciascun mutuo è collegato».

Uno sguardo fuori dalla Ue
Uno sguardo oltre i confini europei mette in evidenza che c’è una crescita generalizzata dei tassi sui mutui, ben al di sopra di quelli rilevati in Italia. Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, i TAN offerti per un mutuo fisso partono da 5,25%, mentre lo scorso anno si trovavano proposte comprese tra il 2,25% e il 3,12%. Anche in Australia l’incremento è stato notevole e i tassi per un mutuo fisso partono dal 4,59%; erano sotto il 2% lo scorso anno. Davvero proibitivi, se paragonati con quelli del nostro Paese, i tassi del Brasile; qui il mutuo fisso viene indicizzato a partire dal 9%. Valori ancora più alti in Russia dove, in media, i tassi fissi viaggiano intorno al 10,8%.
«La scelta da parte delle principali banche centrali di aumentare il costo del denaro ha avuto una ricaduta sui tassi dei mutui, che sono tornati a crescere in tutti i Paesi analizzati – spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it – La variazione, però, non è solo riconducibile alle politiche monetarie delle banche centrali, che possono condizionare solo una delle componenti del tasso; l’altra variabile è lo spread bancario, che invece è influenzato da fattori diverse in ogni stato, tra cui le dinamiche competitive tra gli istituti di credito. Questo spiega, ad esempio, il perché anche all’interno della stessa UE vi siano tassi così differenti».

