ACRI-IPSOS: in calo le famiglie con un trend positivo di risparmio

ACRI-IPSOS: in calo le famiglie con un trend positivo di risparmio

ACRI-IPSOS: in calo le famiglie con un trend positivo di risparmio

Secondo l’indagine ACRI-Ipsos presentata oggi, cresce il numero di famiglie con un saldo negativo: una su cinque, infatti, ha fatto ricorso a prestiti o ai risparmi accumulati. Con il caro-vita e l’adozione di strategie di contenimento dei costi, più di un terzo degli italiani risparmierà meno nei prossimi 12 mesi

Nel 2022 si attenua l’ottimismo dei cittadini sul clima economico del Paese, che torna ai livelli del 2020. Il clima di fiducia e il clima personale mostrano ancora una certa tenuta, ma cresce la quota di chi si dichiara molto insoddisfatto della situazione economica familiare (una famiglia su cinque): è quanto emerso dall’indagine Acri-Ipsos “Gli italiani e il risparmio”, presentata oggi in vista della Giornata Mondiale del Risparmio.

Secondo quanto emerso dall’indagine, più della metà degli intervistati lamenta una generale difficoltà a mantenere il tenore di vita in linea con quello dei due o tre anni precedenti, e in alcuni casi le difficoltà risultano più gravi.

Permane, infatti, un forte e marcato divario tra una minoranza di italiani molto soddisfatti del proprio tenore di vita (6%, dato stabile nel tempo), che risulta in progressivo miglioramento, e un gruppo, più ampio rispetto allo scorso anno, che si dichiara per niente soddisfatto della propria situazione economica (17% vs 11% del 2021), a causa di un forte peggioramento registrato nell’arco di un breve periodo di tempo.

 

Gli italiani e il risparmio (Fonte: indagine ACRI-Ipsos)
Fonte: indagine “Gli italiani e il risparmio” – ACRI-Ipsos

 

A prevalere, in questo periodo caratterizzato da una forte incertezza, è il forte pessimismo, dovuto principalmente ai timori legati al conflitto in Ucraina e alla spirale inflazionistica, che portano con sé il rischio di recessione. Nel 2021, infatti, si dichiarava ottimista il 50% degli intervistati, a fronte di un 26% di quest’anno. Le famiglie economicamente colpite dalla crisi non sono aumentate rispetto allo scorso anno, secondo quanto emerso dallo studio, tuttavia si osserva una crescita tra coloro che non vengono regolarmente retribuiti a fronte del lavoro svolto.

Caro-prezzi, risparmio e consumi

I timori legati al caro vita tocca tutti o quasi. Infatti i rincari sono fonte di preoccupazione per l’83% degli intervistati, percentuale che sale al 90% per le famiglie con figli, e portano i cittadini a mettere in atto diverse scelte di consumo e uno stile di gestione familiare accorto, per far fronte ad un aumento del costo della vita effettivo, ma difficile da quantificare in modo puntuale.

“Riuscire a far quadrare i conti – si legge nell’indagine – porta a ripensare e a riadattare il proprio paniere di consumi, cercando di minimizzare l’impatto sul bilancio familiare. Tutto ciò è motivo di crescente insoddisfazione e frustrazione per le famiglie italiane. Due italiani su tre hanno già messo in atto delle strategie di contenimento per l’impatto del caro prezzi, tuttavia non si è disposti a fare grandi rinunce, perché permane il desiderio di tornare a vivere a pieno regime, soprattutto dopo il periodo buio del lockdown”.

 

Fonte: indagine "Gli italiani e il risparmio" - ACRI-Ipsos
Fonte: indagine “Gli italiani e il risparmio” – ACRI-Ipsos

 

In questo contesto risulta evidente, secondo l’indagine, la tensione verso il risparmio degli italiani. Risparmio significa tranquillità per il 38% degli intervistati, tutela per il 19%, saggezza per il 16% e crescita per l’11%; risparmiare implica anche una proiezione al futuro per un italiano su tre e implica dei sacrifici (25% vs 23% nel 2021). Aumentano coloro che non vivono tranquilli se non mettono da parte dei risparmi (37% vs 33% nel 2021), a fronte di un ridimensionamento di chi affronta il risparmio senza troppe rinunce (49% vs 53% nel 2021).

Allo stesso tempo, però, cresce il numero di famiglie con un saldo negativo: una su cinque, infatti, ha fatto ricorso a prestiti o ai risparmi accumulati. Inoltre, aumentano coloro che prevedono un peggioramento per i prossimi 12 mesi, mentre più della metà degli intervistati pensa di risparmiare come oggi.

Questo desiderio di cercare nel risparmio una fonte di rassicurazione si scontrerà, quindi, con l’effettiva capacità di assolvere a questo compito nei prossimi 12 mesi – si legge nell’indagine. – Considerato l’aumento del costo della vita e l’adozione di strategie di contenimento dei costi, più di un terzo degli italiani (35%) risparmierà meno (solo 11% in misura maggiore).

“Si ha, quindi, un marcato calo delle famiglie in risalita o con un trend positivo di risparmio (23% vs 35%) e raddoppiano le famiglie che stanno affrontando o che affronteranno una crisi grave o moderata nella capacità di accumulo (35% vs 18%). Le famiglie che lo scorso anno erano in una posizione intermedia, “in galleggiamento”, stanno scivolando verso una situazione di difficoltà o di rischio“.

 

Fonte: Indagine "Gli Italiani e il risparmio" (ACRI-Ipsos)
Fonte: Indagine “Gli Italiani e il risparmio” (ACRI-Ipsos)

 

I consumi, infine, hanno ancora una buona tenuta, con alcune differenze tra le varie categorie di prodotto. In particolare, aumentano i “beni di sopravvivenza” (prodotti alimentari e per la casa, medicinali e farmaceutici), meno i “beni semi-durevoli” (spese legate all’auto, alla moto e agli spostamenti, elettronica e elettrodomestici, telefono, telefonia e internet).

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