Materie prime alimentari, FAO: a ottobre prezzi stabili. I cereali aumentano del 3% (Fonte immagine: Pixabay)
Materie prime alimentari, FAO: a ottobre prezzi stabili. I cereali aumentano del 3%
L’Indice FAO mostra un calo dei prezzi delle materie prime alimentari nel mese di ottobre, ad eccezione dei cereali. La FAO prevede, inoltre, la riduzione dei consumi mondiali di cereali nel 2022/2023
I prezzi mondiali delle materie prime alimentari sono rimasti sostanzialmente stabili ad ottobre; l’aumento dei prezzi dei cereali è stato più che compensato dal calo delle quotazioni di altri prodotti di base. È quanto emerge dall’Indice dei prezzi della FAO, che ha registrato una media di 135,9 punti durante il mese di ottobre, leggermente al di sotto del livello di settembre.
Con l’ultimo aggiornamento, l’indice è sceso del 14,9% rispetto al massimo storico registrato a marzo 2022, mentre è rimasto del 2,0% al di sopra del livello di ottobre 2021.
Materie prime alimentari, l’Indice dei prezzi FAO
In particolare – si legge nella nota della FAO – i prezzi dei cereali sono aumentati del 3,0% durante il mese; quelli del grano sono cresciuti del 3,2% e i prezzi dei cereali grezzi del 3,5% da settembre. Anche i prezzi internazionali del riso hanno registrato un aumento, pari all’1,0%.
Scende, invece, dell’1,6% l’Indice FAO dei prezzi dell’olio vegetale, che si è attestato a quasi il 20% al di sotto del livello dell’anno precedente. In calo anche i prezzi dei prodotti lattiero-caseari, dell’1,7%; mentre quelli della carne scendono dell’1,4% a ottobre rispetto a settembre, con i prezzi internazionali della carne di ovina, suina, bovina e pollame in calo a causa della domanda globale di importazione ampiamente contenuta e dell’aumento delle forniture esportabili.
L’Indice FAO dei prezzi dello zucchero, infine, è sceso dello 0,6%.
In calo i consumi mondiali di cereali
La FAO ha aggiornato anche i dati relativi a domanda e offerta dei cereali. Si prevede, in particolare, una riduzione della produzione nel 2022 a 2.764 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,8% rispetto al 2021. Mentre quella dei cereali grossolani scenderà del 2,8%, a 1.467 milioni di tonnellate, e la produzione mondiale di riso è prevista a 512,6 milioni di tonnellate, in calo del 2,4% rispetto al massimo storico del 2021.
Si prevede, inoltre, una riduzione dei consumi mondiali di cereali nel 2022/2023, che dovrebbe scendere a 2.778 milioni di tonnellate, lo 0,7% al di sotto del livello del 2021/22. Allo stesso modo, si prevede che le scorte mondiali di cereali alla fine della stagione nel 2023 si contrarranno del 2,0% rispetto ai livelli di apertura, scendendo a 841 milioni di tonnellate.
Sulla base di queste previsioni, dunque, la FAO stima che il rapporto tra stock di cereali e consumo scenderà al 29,4% nel 2022/23, dal 30,9% dell’anno precedente.

