Miele, nella Ue un’alta percentuale di prodotto adulterato (con sciroppi di zucchero) (Foto di Steve Buissinne da Pixabay)
Miele, nella Ue un’alta percentuale di prodotto adulterato (con sciroppi di zucchero)
Nell’Unione europea circola un’alta percentuale di miele adulterato che però non viene scoperto. Indagine della Ue con l’Ufficio europeo antifrode: irregolare il 46% dei campioni. Una delle pratiche illecite riscontrate è l’uso di sciroppi di zucchero per adulterare il miele e abbassarne il prezzo
Nell’Unione europea ne circola una percentuale significativa di miele fraudolento che spesso non viene scoperto. Secondo una recente indagine fatta dalla Commissione europea sul miele importato nella Ue, il 46% dei lotti testati non conteneva davvero miele ma diversi sciroppi di zucchero che adulterano il miele e ne abbassano il prezzo.
L’operazione della Commissione europea contro l’adulterazione del miele si chiama From the Hives (Dagli alveari) ed è stata un’azione coordinata dall’UE, guidata dalla Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione europea, con il coinvolgimento dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) e delle autorità nazionali di 18 paesi europei, insieme al Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea.
“Su 320 lotti di miele testati dal laboratorio ufficiale del Centro comune di ricerca (Ccr) per conto dell’esecutivo europeo, ben il 46% non conteneva realmente miele. Al suo posto erano inseriti sciroppi di zucchero ricavati da riso, grano o dalla barbabietola da zucchero” (Fonte: Agrifood Today).
Miele adulterato e miele sospetto
Il miele contiene naturalmente zuccheri e, secondo la legislazione dell’UE, deve rimanere puro, il che significa che non possono essere aggiunti altri ingredienti. L’adulterazione si verifica allora quando ingredienti come acqua o sciroppi di zucchero poco costosi vengono aggiunti artificialmente per aumentare il volume del miele.
Come spiega l’Olaf, «sebbene il rischio per la salute umana sia considerato basso, tali pratiche frodano i consumatori e mettono in pericolo i produttori onesti, poiché devono affrontare la concorrenza sleale degli operatori che possono tagliare i prezzi grazie a ingredienti illeciti ed economici».
L’azione congiunta ha permesso di confermare l’ipotesi iniziale. Una parte significativa del miele importato nella Ue è sospettata di non rispettare le disposizioni della “Direttiva Miele”. È quasi la metà dei controlli fatti, il 46% su 320 campioni.
Il numero assoluto più alto di partite sospette proveniva dalla Cina (74%), anche se il miele proveniente dalla Turchia presentava la percentuale relativa più alta di campioni sospetti (93%). Il miele importato dal Regno Unito presentava un tasso di sospetto ancora più elevato (100%) e questo, spiega l’Olaf, probabilmente a causa del fatto che in UK arriva molto miele prodotto in altri paesi e ulteriormente miscelato nel Regno Unito prima della sua riesportazione nell’UE.
Miele adulterato, le pratiche illecite
Dall’azione emerge che più della metà (57%) degli operatori ha esportato partite di miele sospette di essere adulterate con zuccheri estranei e più del 60% (66) degli operatori ha importato almeno una partita sospetta. A oggi sono stati indagati 44 operatori della Ue e sette sono stati sanzionati.
Le pratiche illecite riscontrate finora sul miele sono l’uso di sciroppi di zucchero per adulterare il miele e abbassarne il prezzo, sia nei paesi extra UE che sul territorio UE e il ricorso ad analisi fatte in laboratori accreditati per adattare le miscele miele/zucchero ed eludere eventuali rilevamenti da parte di clienti e autorità ufficiali prima delle operazioni di importazione.
È stato inoltre riscontrato l’uso di additivi e coloranti per adulterare la vera origine botanica del miele e la pratica di mascherare la vera origine geografica del miele falsificando le informazioni sulla tracciabilità.
Qual è il risultato di tutto questo?
«Vi è il forte sospetto che gran parte del miele importato da paesi extra UE e ritenuto sospetto dal JRC di essere adulterato rimanga presente e non rilevato sul mercato dell’UE».
Olaf: “Vigilare contro ogni abuso”
L’operazione sull’import di miele si è svolta in più fasi. Gli operatori sospetti sono stati individuati grazie a una prima fase di raccolta di campioni di miele presso i valichi di entrata nei paesi partecipanti e grazie a una seconda fase di raccolta di informazioni supportata dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode. Come terza fase, le autorità nazionali e l’Olaf hanno svolto indagini nei luoghi di importazione, lavorazione, miscelazione e imballaggio di partite sospette.
Si è trattato di “un lavoro di squadra”, ha detto Ville Itälä, direttore generale dell’Olaf: «L’UE è un importatore di miele poiché la domanda interna è superiore alla nostra produzione interna. È importante rimanere vigili contro qualsiasi abuso. Il tipo più frequente di frode con il miele avviene per adulterazione, ovvero aggiungendo ingredienti scadenti invece di mantenere puro il miele. Ma abbiamo anche riscontrato casi di frode di origine, con etichette che rivendicano false origini del prodotto. Questa azione è servita a sollevare l’attenzione, richiamare all’ordine e scoraggiare eventuali pratiche fraudolente».

